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Notizie dal Fronte Sud (parte terza)

Un’Europa sempre più rinchiusa in sé si accorge con fatica di quanto sta succedendo ai suoi confini
di Emanuele G. - lunedì 13 luglio 2015 - 2022 letture

emigrazione. Ci sono differenti tipologie di emigrazione: POLITICA (allora hanno il diritto d’asilo in quanto i loro paesi d’origine si trovano in zona di guerra), ECONOMICA (per lo più clandestini e spesso hanno punti di contatto con quelli che emigrano per motivi politici) e AMBIENTALE (a causa del venire meno di condizioni vitali ambientali come carestie, siccità, inondazioni e mutamenti climatici).

emigrazione bis. A proposito dell’emigrazione c.d. "AMBIENTALE" è previsto che nei prossimi decenni ben 250 milioni di persone cambieranno paese per via di drammatici cambiamenti climatici.

emigrazione ter. Il Sudafrica ha ospitato un importante vertice dell’Unione Africana per vedere di risolvere, dal loro lato, il problema degli extra-comunitari che sta assillando l’Italia e l’Europa in generale. Orbene, c’è un dato da ritenere e che fa riflettere: gli stati africani posseggono ben 500 miliardi di dollari pronti ad essere investiti! Il problema è che non sanno spenderli poiché le loro burocrazie sono incapaci e per lo più corrotte. Dovete pensare che sono stati i cinesi con un investimento di 200 milioni di dollari a costruire ad Addis Abeba la nuova sede dell’Unione Africana poiché gli africani non erano assolutamente in grado di redigere una semplice gara d’appalto. Se il mondo aiutasse l’Africa a spendere questa immensa somma ci sarebbero fondate speranze che il flusso degli extra-comunitari di origine africana costretti a partire dalle loro terre per l’Europa diminuirebbe progressivamente per scomparire del tutto. Tagliando oltremodo l’erba sotto i piedi ai vari gruppi jihadisti attivi in Africa. Spendere questi 500 miliardi di dollari diventa un obbligo morale per la comunità internazionale. Per due motivi basilari: 1) Migliorare le condizioni di vita di milioni di africani che non hanno il minimo indispensabile per vivere in maniera dignitosa; e 2) Creare il lavoro in loco impedendo agli africani di diventare schiavi dei mercanti di esseri umani che al momento stanno facendo affari d’oro.

razzismo. Chi l’ha detto che non esiste il RAZZISMO fra gli africani? Da tempo gli africani che lavorano in Sudafrica sono oggetto di pesanti persecuzioni a sfondo razzista da parte di neri sudafricani!

burundi. Una crisi politica di piccole dimensioni ha già causato più di 150.000 rifugiati. Questo sta accadendo nel Burundi dove si stanno moltiplicando scontri fra la fazione che sostiene il Presidente Nkurunziza e le fazioni avverse. Si registrano già parecchi morti in scontri ed attentati.

libia. Accordo in Libia? Sarebbe un bel primo passo in avanti. Ma se non c’è l’assenso del governo filo-islamico di Tripoli le prospettive non possono essere considerate incoraggianti. Bisogna evitare che la componente "radicale" dell’islamismo (Le Brigate di Misurata espressione dei Fratelli Musulmani) si saldi con i jihadisti di Ansar al-Sharia o di Ansar al-Islam. Sarebbe un disastro.

egitto. Con gli attacchi nel Sinai e l’assassinio ieri del Procuratore Generale al Cairo l’Egitto è formalmente in guerra contro lo Stato Islamico. Pertanto, si apre un nuovo fronte. Aviogetti dell’Aeronautica egiziana hanno bombardato postazioni jihadiste.

egitto bis. Fra qualche anno i libri di storia scriveranno che in data 11 luglio 2015 è iniziata la guerra dello Stato Islamico contro l’Italia? In quella data si verificò un attentato contro la sede del Consolato d’Italia al Cairo rivendicato subito dall’IS.

congo. Si sta aprendo un nuovo fronte per l’avanzata del Jihadismo in Africa. Nel Congo ex belga si stanno verificandosi scontri fra gruppi filo-jihadisti, sostenuti dai Shabab somali e Boko Haram, e l’esercito congolese.

nigeria. Il Presidente della Nigeria Buhari ha annunciato in data 13 luglio parecchi avvicendamenti in senso alle forze armate. Ciò dimostra il generale fallimento dell’azione intrapresa dalla Nigeria contro i jihadisti di Boko Haram. Che oramai compiono attentati anche nei vicini Camerun e Ciad.

costa d’avorio. Forze speciali dell’esercito della Costa d’Avorio sono state inviate al confine con il Malì per opporsi all’avanzata del gruppo jihadista maliano di Ansar Dine.

algeria. Da qualche tempo a Ghardaia e in altre città dell’Algeria si stanno verificando scontri fra berberi e arabi per questioni di carattere fondiario. L’aspetto inquietante è che questi scontri si stanno verificando in territori appartenenti all’Algeria che confinano con la Tunia e la Libia.

bosnia. Il fatto che la Russia abbia impedito l’approvazione di una risoluzione Onu che definiva "GENOCIDIO" la strage di Srebrenica nel 1995 non farà altro che alimentare la propaganda jihadista in una parte d’Europa dove la religione musulmana è maggioritaria. Mi riferisco alla Bosnia. Lì sono attive parecchie cellule jihadiste e dalla Bosnia passano combattenti islamici che vanno a combattere per il Califfato.

ucraina. Secondo il New York Times è in atto un’alleanza fra gruppi neo-nazisti ucraini fautori del Presidente Poroshenko e gruppi jihadisti. Sembra che combattenti jihadisti vengano inquadrati nelle brigate di Settore Destro di Dmytro Yarosh. Dopo i Balcani un’altra porta di accesso del jihad in Europa?

tunisia. Prima di tutto, bisogna dire che la città di Kairouan - sita per l’appunto in Tunisia - è considerata dopo La Mecca, La Medina e Gerusalemme come il luogo simbolo per eccellenza della Religione Islamica. In secondo luogo, sempre Kairouan, è la prima città fondata dagli arabi in Africa. Questo successe nel 670 d.C. grazie alle straordinarie campagne di conquista poste in essere dal generale arabo Uqba ibn Nafi’. Infine, uno dei principali gruppi jihadisti operativi in Tunisia si chiama Katibat Uqbah ibn Nafi’ proprio in onore del generale arabo Uqba ibn Nafi’. Infatti, di recente, questo gruppo jihadista ha espresso il cosidetto "Bay’ah". Ossia sottomissione nei confronti del Califfato. La Tunisia è avviata ad essere la vera testa di ponte dello Stato Islamico nell’Africa Maghrebina. Non per nulla dalla Tunisia sono partiti 4.000 "foreign fighters" per l’Iraq/la Siria. 500 dei quali sono ritornati in questo paese. Mentre ben 9.000 sono stati bloccati dalle forze di polizia e armate tunisine.

muri. La Tunisia ha iniziato la costruzione di un muro difensivo sul confine con la Libia per impedire i rapporti fra i gruppi jihadisti tunisini e libici. Un brutto segnale in quanto è la dimostrazione che si reagisce all’insicurezza con la paura.

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