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Nostalgia dell’essere umano

Il 24 agosto 2026 è stato il giorno dell’anniversario dell’indipendenza ucraina. Una giornalista televisiva mi ha colpito perché ha cercato di informare di quale indipendenza si trattasse...

di Evaristo Lodi - martedì 1 settembre 2026 - 441 letture

Premessa: ogni riferimento a persone di cui non si cita il nome è voluto e premeditato.

Il 24 agosto 2026 è stato il giorno dell’anniversario dell’indipendenza ucraina [1]. Una giornalista televisiva mi ha colpito perché ha cercato di informare di quale indipendenza si trattasse. Una prima volta ha riscoperto la vecchia comunista Unione Sovietica; la seconda volta, sembrava rinsavita e ha pronunciato la parola più attuale, Russia; la terza volta però ha abdicato alla memoria e ha ripreso la prima versione. Evidentemente non sapeva di cosa stava parlando (sic!). Sul palco delle celebrazioni erano presenti alcuni statisti europei di quel manipolo di volenterosi. Non sappiamo di preciso in cosa consista la loro buona volontà, anzi sembra concentrata sulla difesa, sul riarmo e sull’incombente prossima guerra. Sulla piazza di Kiev, poche centinaia di persone che forse non avevano altro da fare o che volevano essere protette dalle bombe ignoranti dei russi che, per l’occasione, non sono state sganciate.

Ormai si sa che le bombe e i droni ucraini sono assolutamente intelligenti e non colpiscono mai obiettivi civili, mentre gli ordigni della Grande Madre sono stati, e continuano a essere generati da L’Idiota. Quando un nobile decaduto si aggrappa al glorioso passato si sa che non potrà sopravvivere a lungo e in questo periodo combinerà solo disastri. Oggi siamo pieni di tali personaggi che, purtroppo sono uomini di potere.

Dopo lo scoppio della guerra i giornalisti nostrani si sono affrettati a imbastire un telegiornale in lingua ucraina che tutti i giorni ci ha tenuto compagnia nel primo pomeriggio. Ora questo tg è sparito. Che qualcosa stia cambiando? Non saprei dire ma certo vivo questa notizia con apprensione: questo conflitto è nato nel 2014 e, fino al 2022, ha provocato circa 14.000 morti; dal 2022 i morti non si contano più, almeno nel totale, se non per dire quanti morti giornalieri sono stati rendicontati e solo in territorio ucraino. Ma che tristezza la macabra conta dei morti.

Ma cambiamo argomento. Mentre c’è una guerra strana in Medio Oriente che ci ammorba con l’aumento di tutti i prezzi, l’intelligente presidente della più grande, potente e antica democrazia del mondo si sollazza con i cambiamenti della toponomastica che gli permettono di distrarsi dalla sua incipiente decrepitezza. Certo, le sue responsabilità sono più incombenti e pericolose di qualsiasi altro Idiota. Ma non capisco come mai in Europa non sia stata organizzata una beneamata coalizione dei fedeli a ogni costo, quasi fosse una costola impazzita della nostrana Benemerita.

Si sa che i paesi che aderiscono alla NATO, quella splendida organizzazione militare difensiva, sorta soprattutto per impedire al comunismo di dilagare nel vecchio continente, sono minacciati da quell’Idiota russo che paventa un’invasione su larga scala. Ma anche la Turchia fa parte della NATO e oggi sembra essere l’unico paese in grado di tuonare in modo veemente contro quell’orribile vampiro genocidario, ovvero il responsabile della distruzione deliberata di un piccolo stato e della sua popolazione.

Ma vi ricordate del precedente presidente americano e del nostrano presidente del Consiglio, apprezzato in tutto il mondo: non possiamo non rammentarci il «Whatever it takes» che ha fatto scuola e che, ancora oggi, ci convince o almeno tiene uniti i nostri governanti e anche le opposizioni (allora era in materia economica, oggi invece lo si declina in geopolitica). Non posso dimenticare quando sostenevano alternativamente, e per dare l’uno una mano all’altro, che il dittatore turco e l’idiota russo fossero dei killers, degli assassini?

Ora, anche se il fumatore incallito è in carica dal 2014, sembra quasi diventato un angioletto che si oppone al male. Cambiò la costituzione in suo favore, come d’altronde ha fatto l’Idiota russo. Chissà perché il Vladimiro ucraino non permette che si svolgano libere elezioni nel suo paese? È troppo impegnato nei rimpasti governativi, dei vertici militari che gli rimangono fedeli nella sua resistenza personale contro la stirpe di Caino, fratricida. D’altronde sembra che gli attentatori dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 facciano parte di un gruppo ucraino [2]. Lo dice l’I.A. e, con tutte le cautele del caso, anche Girodivite si occupa in modo molto raffinato, cogente e preciso di questa novità tecnologica.

Ma cambiamo ancora argomento: in Italia di cosa ci si preoccupa? Qui casca l’asino, miei cari lettori. L’attuale Ministro degli Esteri, fedelissimo della buonanima di san Silvio, sostiene che imporre una tassa sugli extraprofitti in campo energetico, sarebbe come rinfocolare il mito dell’Unione Sovietica. Una sorta di ritorno al futuro, tutto in chiave italiota. Ma non finisce qui: è stato il primo a sostenere la sospensione dello spazio Schengen che non era stato sospeso nemmeno nel periodo del covid. Forse era convinto che le decine di migliaia di migranti avrebbero continuato la traversata a nuoto verso l’Italia per riuscire a superare il relativo Guinness World Records? Tanto ormai anche loro, i migranti clandestini e illegali, brutti sporchi e cattivi, sono succubi della rete.

A stretto giro di posta, è stato seguito dall’intera compagine governativa. Il mitico timoniere della Lega non poteva esimersi dalla strenua difesa dei confini patrii, anche se oggi provo una malsana simpatia per la sua proposta, contraria ai nostalgici difensori del mercato che fu, di imporre la tassa ai ricchi. E come non essere sempre d’accordo con lui per l’autocritica feroce contro i fedifraghi e infedeli generali che un tempo facevano parte della sua santa schiatta. Ma sono tutte prese di posizione atte a confondere le acque. Al contrario, non riesco in nessun modo ad approvare la sua crociata verso gli stranieri clandestini e i trafficanti di persone.

Non riesco a tacere il mio sdegno per la politica italiana, nel suo complesso, verso i migranti. Conosco un po’ il fenomeno, sia per approfondimenti, sia per toccare con mano quasi quotidianamente questa situazione. La rotta delle migrazioni verso lo stretto di Gibilterra era bloccata perché spagnoli e inglesi non erano tanto teneri nel respingere, con le armi, i migranti. Molti marocchini, ma anche nord africani in genere, preferivano un volo aereo per la Turchia, sì avete capito bene, per poi affrontare il lungo viaggio della rotta balcanica. Si rischia la vita sia via mare, sia via terra ma questo è irrilevante per coloro che sfidano il grande viaggio.

Nello scorso maggio l’U.E., sotto lo sprone incessante dell’imperatore dal ciuffo giallo, ha approvato i regolamenti in materia di migrazioni che devono essere recepiti e attuati da tutti i paesi dell’Unione. Sono molto più restrittivi dei regolamenti nostrani e, anche se furbescamente l’Italia aveva tentato di distrarre l’attenzione con il fenomeno dell’edilizia albanese, devono essere adottati da tutti gli stati che si riconoscono nella bandiera blu con le stelle ma senza le strisce. La mitica Presidente della Commissione europea ha fatto approvare anche dai nostri politici, democratici e all’opposizione in Italia, che siedono sugli scranni dell’Unione, questi iniqui regolamenti per timore e deferenza verso l’alleato d’oltre Atlantico. Evidentemente non è stato sufficiente (sic!)

A fine luglio, a Ceuta [3], si è svolta una tragedia mai vista prima. In un giorno pare che un numero molto variabile, ma di diverse decine di migliaia di esseri umani siano approdati nell’exclave spagnola, in territorio marocchino, e che siano stati respinti, con sopita gentilezza. Cosa abbia spinto maldestramente il governo italiano a sospendere gli accordi di Schengen, non è dato sapere.

La reazione degli altri paesi, a parte la Danimarca fomentata dalla pretese sul suo norreno suolo groenlandese, è stata rapida e in linea con i nuovi regolamenti europei. Far ritornare i migranti nel paese di prima accoglienza. I partiti d’opposizione in Italia hanno iniziato a tuonare contro il governo per favorire la politica dell’Unione, senza conoscerne i termini. Nessuno ha poi informato gli italiani di quali siano i conteggi reali di quantità di migranti arrivati a Ceuta, quantità di morti nel tentativo di raggiungerla e quanti minori non accompagnati siano sbarcati e accolti, obtorto collo.

È evidente che i politici italiani, nel loro complesso, non avevano letto e meditato le nuove norme. In questo caso, così come in tanti altri, avevano studiato davvero poco (sic!). Invece i tecnici di ogni ordine e grado si sono dati da fare in fretta. Le commissioni che devono valutare l’accettazione o meno dell’asilo politico, i richiedenti protezione internazionale, se prima impiegavano circa un anno per fornire le risposte, ora ne impiegano un mesetto, massimo due.

Mi sbaglio, lo so, c’è un caso di respingimento velocissimo dal territorio italiano, verso la devastata ma gloriosa ex colonia dell’impero italiano, quando l’Italia era un potente impero. In quel caso, in un paio di giorni, il respingimento fu effettuato con un volo straordinario dell’aeronautica italiana. Quello sì che era un vero trafficante di esseri umani ma aveva con sé il potere dei regolamenti.

La legge Bossi-Fini la ricorda qualcuno? È ancora lì ma è diventata un ricettacolo di denaro per i trafficanti italiani di esseri umani. Sono assalito da una profonda e smisurata nostalgia per il passato: quando la politica era fondamentale e i facinorosi dicevano che tutto era politica anche se l’essere umano continuava a essere centrale, fatti salvi gli eccessi di alcuni paesi comunisti. Oggi invece la politica del potere ha assunto una forma assoluta e totalitaria che non lascia spazio al mondo migliore che si aveva l’ardire di voler costruire. La democratura è purtroppo la realtà di oggi, quella in cui siamo immersi.

Prometto, questo sarà l’ultimo argomento. Che dire dell’informazione sulle catastrofi naturali? In modo tardivo si perdono i conti dei morti che, all’inizio, sembrano sempre e solo alcune decine ma che non vengono riferite con precisione quando il numero dei morti risulta tragicamente identico a quello delle decine di migliaia dei dispersi. Per fortuna, nei primi giorni, riescono a distogliere la nostra attenzione sulla catastrofe, puntando l’indice sugli italiani coinvolti: se non ce ne sono, in pochi giorni, chiudiamo la faccenda riferendo al massimo sugli aiuti italiani e la pronta partenza dei soccorritori nostrani. Fatte salve le giornate per non dimenticare le catastrofi italiane a cui non si è ancora posto rimedio, non si sono ancora fornite soluzioni riparative. La colpa di chi è? Qui non si tratta di dare ai posteri il compito di fornire una sentenza. Qui la sentenza è sotto gli occhi di tutti ma non abbiamo il coraggio di ammetterla perché troppo concentrati sul nostro piccolo e rassicurante orticello.

E la speranza dov’è finita? Difficile a dirsi, ma la cristianità sembra essere un faro che illumina la strada verso il futuro. Certo le confessioni cristiane, nel loro complesso, sono variegate e spesso le cataloghiamo come centri di potere assoluto e troppo conservatrici per rimanere al passo con i tempi. Alcune poi sono dei veri e propri ricettacoli di torbidi guerrafondai. Purtroppo, la Chiesa cattolica deve fare i conti anche con i nostalgici del latino che le hanno imposto uno scisma tanto anacronistico, quanto feroce.

Ormai solo quel monarca assoluto di Papa Leone XIV° continua a insistere che le persone devono avere il primato su qualsiasi istituzione e che dobbiamo impedire al male di distruggere la vita.

«Va’ dietro a me Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!» Matteo (16)

Queste parole Gesù le rivolge a Pietro. Non abbiamo alternative. Per fortuna, San Paolo ci rassicura un po’ di più, anche se il significato è identico:

«Non conformatevi a questo mondo ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare» San Paolo ai Romani (12)

Resta dannatamente urgente un cambio radicale di prospettiva, di mentalità.

[1] Google ricerca prompt.

[2] Google ricerca prompt.

[3] Google ricerca prompt.


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