Non riusciva a lasciarmi
Poche ore fa mi hanno messo tra le braccia un bambino di due anni.
Era appena stato portato in salvo sulla Ocean Viking. Aveva gli occhi colmi di lacrime, ma non piangeva, non parlava. Provavo a dirgli qualcosa, a tranquillizzarlo, ma non reagiva.
Mi stava solo stretto.
Avrei dovuto tenerlo con me per poco, mentre altri bambini venivano soccorsi e salivano a bordo, e poi lasciarlo con una delle donne nel Women Shelter, come avevamo appena fatto con quella che ho poi scoperto essere la sua sorellina.
Ma ogni volta che provavo a staccarlo da me, lui si aggrappava ancora più forte.
E allora sono rimasta lì, con quel bambino stretto addosso, seduta accanto alla donna a cui avevamo affidato la sorellina, che a malapena reagiva mentre la cullava per farla smettere di piangere.
Prima di arrivare tra le mie braccia aveva trascorso tre giorni in mare, senza acqua e senza cibo, su un gommone estremamente instabile. Con lui abbiamo soccorso 55 persone, tra cui donne e bambini.
Quando le persone arrivavano sulla Ocean Viking, barcollavano. Erano esauste. E c’era un odore che non riuscivo a togliermi dal naso. Benzina. Era ovunque: sul fondo del gommone, sui vestiti, sugli zaini, sui corpi.

- Benzina in fondo al gommone
Anche il bambino che tenevo tra le braccia ne era completamente impregnato. La sentivo sui suoi vestiti mentre lo stringevo. Quando le persone si sedevano a bordo della Ocean Viking, lasciavano dietro di sé le impronte della benzina.
E lui continuava a non dire niente. Dal Women Shelter guardava le persone che passavano, una dopo l’altra. Io non sapevo chi stesse cercando.
Poi è entrata una donna. Era sua mamma.
Ma lui non ha detto “mamma”. Non ha quasi reagito. Era così scosso che io stessa non avrei capito che quella donna era sua madre se non fosse stata lei a dirlo prima di sedersi esausta a terra.
Non riesco a smettere di pensare a quanto forte si stringeva a me. E al fatto che, quando la sua mamma è entrata nel Women Shelter, era così scosso da non riuscire nemmeno a chiamarla “mamma”.
Perché quando hai due anni non dovresti sapere cosa significa avere paura in mezzo al mare. Non dovresti passare tre giorni senza acqua e senza cibo. Non dovresti avere i vestiti impregnati di benzina.
Dovresti soltanto poter stringere la tua mamma.
Ora quel bambino è al sicuro sulla Ocean Viking, insieme alla sua mamma e alla sua sorellina, di circa un anno.
Eppure, mentre ti scrivo, continuo a sentire quel piccolo corpo stretto al mio. Continuo a pensare a quanto forte si aggrappava a me ogni volta che provavo a lasciarlo.
Oggi quelle braccia non devono più cercare qualcuno a cui aggrapparsi in mezzo al mare.
Oggi siamo arrivati in tempo.
DONA
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