Non ci sono più i santi di una volta

di Francesco Paolo Caracausi - mercoledì 15 maggio 2019 - 1117 letture

Fine dicembre 2018, terremoto sulle pendici orientali dell’Etna: case cadute, molti sfollati e fortunatamente nessuna vittima, a meno di non considerare come tale la statua marmorea di sant’Emidio rovinosamente caduta insieme al suo mito.

Sant’Emidio, non lo sapevo, è il protettore dai terremoti, almeno così riportano le prime cronache, ma come può, mi domando, un protettore dai terremoti consentire che cada il suo stesso simulacro a causa proprio di un terremoto? Analoga domanda si saranno posti i cronisti tant’è che i successivi notiziari, in un goffo tentativo di salvargli la reputazione, avrebbero riferito di un sant’Emidio protettore DEI terremotati e non DAI terremoti.

Mi piace immaginare che sant’Emidio, conscio della sua incapacità di fermare realmente i terremoti, stufo di vedersi affibbiato un ruolo non congeniale e non richiesto, rammaricato dall’abuso inverecondo della credulità popolare, abbia deciso di dare un segno, "suicidandosi", crollando rovinosamente nella piazza di Pennisi, ridente paesino sull’Etna.

Questo suo gesto estremo servirà? Temo di no e continueranno ad abusare della credulità popolare.

E mi sovviene la faccia di Massimo Troisi, nella scena in cui, sollecitato dalla madre e dal prete a far visita all’ennesima madonna piangente, dopo buffe disquisizioni sulla capacità del legno di trasudare (lacrime?) si schermisce magnificamente: "se la Madonna rideva, ci andavo, ... sempre miracolo è".


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