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Non Pensarci

Un film di Gianni Zanasi. Con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Gisella Burinato, Paolo Sassanelli, Natalino Balasso, Paolo Briguglia e Caterina Murino.

di Antonio Cavallaro - giovedì 8 maggio 2008 - 3811 letture

Il musicista rock Stefano Nardini torna a casa, quella provincia tranquilla e noiosa che aveva abbandonato appena possibile, nella speranza di poter trovare la serenità di cui pare aver bisogno. Dovrà invece fare i conti con una situazione familiare tutt’altro che idilliaca, dove ciascuno vive una personale crisi, nascondendosi dietro a bugie necessarie e apparenze. Preso spesso alla sprovvista, Stefano col suo ritorno a casa farà delle inaspettate scoperte che lo porteranno a ridefinire il suo rapporto con la famiglia; ma questa volta anziché fuggire, farà di tutto affinché quel mondo - che credeva di conoscere - ritorni a quella apparente felicità borghese, pur percependolo sempre come alieno a se stesso.

Presentato ormai quasi un anno fa allo scorso Festival di Venezia e congelato in attesa di trovare uno spazio per la distribuzione all’interno di un mercato saturo dalle predilette proposte straniere, “Non Pensarci” esce nelle sale agli sgoccioli di questa stagione cinematografica. Occorre subito dire che il film di Zanasi è più divertente di quanto possa far apparire il riassunto qui presente: brillante e leggero, il film è ricco di battute divertenti inserite in una cornice frizzante, con un ritmo che non conosce soste.

Zanasi con la sua regia, offre qualcosa di più del solito compitino scolastico a cui purtroppo ci hanno abituato molti giovani registi italiani, con la loro mancanza di intenti, coraggio e (spesso anche) possibilità. Altro elemento di cui beneficia “Non Pensarci” è l’ottima prova dell’intero cast, su cui svetta il protagonista Valerio Mastandrea; attore di grande talento e bravura, vittima però anche lui di questo (lungo) periodo buio della nostra cinematografia, che lo costringe a ripetersi troppo continuamente in ruoli di cui ormai conosce ogni aspetto e misura.

Infatti al di la delle minime pretese che avanza un film come “Non Pensarci”, al di la del riconoscimento dell’importanza e della sacralità che la commedia riveste nel cinema italiano, proposte come questo film di Zanasi danno manforte a chi parla ormai (e a ragione) di serialità del nostro cinema. D’altronde volendo fare anche un bilancio grossolano, il risultato è quello di uno scenario disarmante che pare aver rinunciato a qualsiasi spinta che non sia riconducibile a prodotti diventati troppo omologati, lontani da ogni possibilità di rischio.

Sono troppi questi nuovi film italiani a cui, con un margine d’errore minimo, è applicabile quell’etichetta di già visto, già conosciuto, prima ancora che il film esca (o riesca ad uscire) nelle sale. Sono davvero troppi questi pamphlét pedagogici di educazione alla vita fra i frizzi e lazzi della commedia, a cui vanno sempre incontro i protagonisti dei film italiani, e che si risolvono sempre con lo stesso tipo di finale. Per tacere dell’odioso stilema di ammorbare i film con continue canzonette che sopperiscano alla vacuità delle sceneggiature.

Affinché la situazione muti occorre una sincera presa di coscienza da parte dei produttori, ancora di più servirebbe lo sbocciare di un innamoramento da parte dei produttori nei confronti del loro lavoro: il cinema. Purtroppo dipende solo da loro la liberazione del cinema italiano da queste gabbie.


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