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Non Mollare

In un’Italia imbruttita da un ritorno al fascismo è ora di far sorgere dai nostri petti ardimentosi il grido "NON MOLLARE!"
di Emanuele G. - giovedì 1 settembre 2016 - 2748 letture

Prima parte

NON MOLLARE è stato il titolo di un periodico antifascista - il primo in Italia - stampato in maniera discontinua (anzi i redattori precisarono "Esce quando può") a Firenze. Lo fu dal gennaio 1925 all’ottobre dello istesso anno. Per un totale di 22 numeri pubblicati. La redazione era costituito da alcune delle più brillanti menti dell’antifascismo italiano: Nello Traquandi, Tommaso Ramorino, Carlo Rosselli, Ernesto Rossi, Luigi Emery, Nello Rosselli e Gaetano Salvemini.

Codesto periodico segue alcune esperienze traumatiche del movimento antifascista fiorentino. Mi riferisco all’incursione fascista nel Circolo della Cultura sito nel quartiere Borgo Santi. Oppure, all’esperienza ardimentosa e ardita del giornale Italia Libera.

Fu Carlo Rosselli a definire l’intitolazione della rivista. Gaetano Salvemini ricorda in tal modo quei momenti:

« Avevamo passato in rassegna i nomi dei periodici italiani e stranieri che conoscevamo, risalendo fino a quelli del Risorgimento. Nessuno ci sembrava adatto per la testata del giornaletto che volevamo fare. In mancanza di meglio ci eravamo fermati sul nome “Il Crepuscolo”. Ma non eravamo soddisfatti. Poteva dar luogo ad equivoci […] dal sostantivo si sarebbe potuto trarne l’aggettivo “crepuscolari”, con il quale non ci sarebbe certo piaciuto di essere qualificati… Fu Nello Rosselli finalmente a suggerire: Chiamiamolo “Non Mollare”. E tutti fummo subito d’accordo. »

(G. Salvemini, Il «Non Mollare», introduzione alla riproduzione fotografica dei numeri usciti.)

Naturalmente, la sua pubblicazione era clandestina. Scopo a cui erano preposti Traquandi e Rossi.

L’obiettivo di NON MOLLARE non era tanto quello di creare un giornale di informazione, bensì di un disubbedire continuato e continuativo nei confronti dei mille divieti imposti dal regisme fascista.

NON MOLLARE era regolarmente stampato in due/tremila copie. Ma con il numero di febbraio del 1925 (il numero 5 per maggiore precizione) si arrivarono a stamprne ben 25.000 di copie. Il motivo è abbastanza semplice. Il numero 5 pubblicava un lungo memoriale di Filippo Filippelli sull’assassinio di Giacomo Matteotti avvenuto l’anno prima. Il memoriale esplicitava in maniera chiara e definitiva il fatto che il vero mandante dell’omicidio politico era Benito Mussolini.

Ad aprile del 1925 il rinvenimento nello studio di avvocati fiorentini di scatole contenenti copie di NON MOLLARE costrinse buona parte della redazione di adire l’esilio per questioni di sicurezza personale.

Seconda parte

NON MOLLARE è una denominazione di stretta e profonda attualità. Non può e non deve essere limitata solamente al 1925. Basta guardarsi attorno e notare lo stato di estrema prostrazione in cui trovasi la Democrazia nel nostro paese.

Negli ultimi decenni tutto sembra essere saltato. Ogni puntello dell’architrave sociale e politica dell’Italia repubblicana e resistente si è disintegrato attraverso un processo di nemesi distruttrice senza pari.

L’elenco dei punti oggetto di codesta "vague" devastatrice sono viepiù differenti e plurimi. Tuttavia, vi prego posizionare la vostra attenzione sull’esplosione totale del rapporto cittadini / Istituzione democratiche. Qui si misura la gravità estrema della situazione. Tale rapporto che dovrebbe costituire la base della Democrazia italiana ai fatti non esiste più. E’ implosa. Trascinando con sé tutto il resto. Similmente alla massa d’acqua che travolse il Vajont nel 1963.

Nei cittadini si sono affermati modelli di dinamica sociale che nulla hanno a che vedere con il bene comune. Tutt’altro... L’Italia è il regno di uno sfrenato individualismo che ha eretto a comandamento la nota espressione latina "Mors tua, vita mea". Individualismo capace di corrodere a partire dalle fondamenta le esigenze di una vita sociale e politica associativa e in comune. Nulla sembra rivestire nelle dinamiche sociali attuali il valore della comunità. Ognuno di noi vive in una struttura cellulare scevra di contatti con gli altri.

Parimenti, le Istituzioni hanno subito un processo di involuzione inquietante e drammatico. Non sembrano più in grado di avere una visione del governo di una comunità e di un territorio. Si sono chiuse - progressivamente - in un loro spazio dove la pura tecnica di sopravvivenza diventa padrona assoluta del loro modo di essere e fare. Vi ricordate gli interessi c.d. "generali"? Non sono più presenti in Esse. Appaiono preda di interessi singoli o di gruppi che utilizzano le Istituzioni a guisa di un taxi. Ciò avviene in quanto la politica è del tutto scomparsa.

E quando la politica si dissolve come rugiada mattutina i collegamenti cittadini / Istituzioni cessano di esistere. La risposta non può e non deve essere il "leaderismo" oppure il ricorso al localismo. "Leaderismo" e localismo sono agli antipodi di una politica condivisa in una Democrazia matura e partecipativa.

Da qui l’imperativo categorico di NON MOLLARE. Mai. Certo i tempi sono complessi e ingarbugliati. Siamo aggrediti in maniera continuata e pervasiva. Ma NON MOLLARE deve diventare il manifesto per ridare vigore alla nostra stanca Italia. La nostra Patria. La nostra buona Patria. NON MOLLARE significa avvenire in quanto è propensione naturale al progresso. NON MOLLARE non è mai sinonimo di reazione e conservatorismo. Giammai. Se no tradiamo i nostri padri risorgimentali e resistenti che sono morti nella speranza di un’Italia migliore, equa, giusta e libera.

I Fratelli Rosselli avrebbero in seguito fondato il movimento politico Giustizia e Libertà. Ecco perché NON dobbiamo MOLLARE. Abbiamo l’obbligo di vivere in una Democrazia giusta e libera. Giustizia e Libertà come presupposti imprescindibili per la Democrazia. Se non capiamo che alla base della convivenza civile vi è il paradigma DEMOCRAZIA-LIBERTA’-GIUSTIZIA non avremo mai la Democrazia. Bensì pericolose simulazioni che possono portare la nostra Patria verso lidi sconosciuti all’insegna di un avventurismo nemico della Democrazia.

Pertanto, NON MOLLARE. Ora et semper!

Crediti fotografici: la fotografia è stata presa dal sito http://www.altritaliani.net.


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