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"No lavoro nero, Si lavoro vero".

Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, presenta la "Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie". L’appuntamento è a Gela per il 22 marzo

di Alessandro Calleri - mercoledì 17 marzo 2004 - 7797 letture

La Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie è ormai un appuntamento fisso. Come l’arrivo della primavera che spazza via il freddo e chiude l’apparente morte dell’inverno. Una scadenza che ci pungola a rinnovare il nostro Impegno, a guardare in avanti senza però mai perdere di vista la ricchezza e la testimonianza di chi ci ha preceduto ed ha pagato con la vita il sogno di un Paese migliore e liberato dalle troppe illegalità e ingiustizie che ancora ci affiancano. Quest’anno siamo a Gela, in provincia di Caltanisetta, il perché della scelta è facile a dirsi. Considerata una dei simboli delle contraddizioni e delle potenzialità del Mezzogiorno, Gela costituisce una realtà complessa, in cui si riflettono le luci e le ombre di un progetto di sviluppo che per molti anni è rimasto incompleto. Un progetto, cioè, che ha teso a privilegiare quasi esclusivamente gli aspetti economici, tecnici, quantitativi del processo di industrializzazione, senza considerare l’importanza di un investimento altrettanto concreto e tangibile nella dimensione sociale, culturale, politica e istituzionale di questa comunità. Ma qualsiasi processo di sviluppo che miri a promuovere soltanto un determinato modello di produzione e di consumo, mantenendo la collettività in uno stato di esclusione, se non addirittura di passività, è destinato a percorrere una strada breve. E a generare effetti perversi che Gela, purtroppo, si è trovata in questi anni a dover fronteggiare. Pensiamo al degrado del territorio, alla diffusione delle illegalità, allo sfruttamento intensivo dell’ambiente e delle sue risorse, all’abusivismo, al radicamento di forme assai gravi di criminalità mafiosa. Parliamo di un passato recente, di pochi anni fa, che è importante mantenere ben vivo nella nostra Memoria.

Oggi la città di Gela si trova in una fase nuova. Sta cercando di riprendere in mano la propria storia, il proprio presente e il proprio futuro. Gela è oggi scossa e animata da un desiderio di riscatto che è portato avanti e sostenuto dai suoi concittadini: donne, uomini, anziani, bambini e giovani che hanno deciso di non fuggire da queste povertà e di "restare" su questo territorio per dare il proprio contributo ad una vita sociale migliore: più giusta e all’insegna della legalità. Gela si è riappropriata oggi di un diritto fondamentale, che in passato le era stato sottratto: il diritto di sognare. Solo dal collaborare e dall?unire forze diverse (ma accomunate dall’uguale passione e voglia di giustizia) può scaturire la forza per ri-portare sui "nostri" territori la fiducia per un cambiamento possibili. Il tema della Giornata è significativo: "No lavoro nero, Si lavoro vero. Dignità per la persona, qualità per lo sviluppo" come a dire: se le risposte ai bisogni dei cittadini non vengono soddisfatte come diritti, prima o poi qualcuno intercetta quelle necessità per soddisfarle con un "favore", negando dignità alle persone e possibilità di vita decorosa perché libera e autonoma. Anche per questo motivo quest’anno oltre a Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e ad Avviso Pubblico, enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie si affiancano, nell’organizzazione di questo appuntamento le realtà del sindacato nazionale e locale: perché non si ha legalità, giustizia e sviluppo se non si creano le opportunità concrete di un "lavoro vero" per tutti e per ciascuno; non si restituisce dignità alle persone e qualità per lo sviluppo se non si investono risorse, energie e sforzi anche legislativi e politici, non solo per contrastare la piaga del "lavoro nero" ma anche per offrire percorsi lavorativi all’insegna della legalità e della solidarietà, come quelli avviati da diverse cooperative sociali, soprattutto in Sicilia, sui beni confiscati alla mafia.

Non a caso nella Giornata verrà presentato anche il "nostro" documento programmatico sottoscritto con CGIL, CISL, UIL su "Le illegalità nel mondo del lavoro e il ruolo della criminalità organizzata": per denunciare le infiltrazioni criminali nel mondo economico e del lavoro (appalti, agricoltura, commercio, caporalato, lavoro minorile, racket e usura, sicurezza sul luogo del lavoro) e proporre tutte quelle iniziative politiche, legislative e sociali per tutelare davvero i diritti dei lavoratori. Un Oggi dunque carico di proposte, di stimoli e di denuncia. Un Impegno vissuto all?insegna del "sogno" e della speranza possibile, ma reso forte dai traguardi, dalle testimonianze e dal sacrificio di chi, nel passato, non si è accontentato di una sterile lamentela per l’ingiustizia constatata, ma si è rimboccato le maniche e ha reso possibile il nostro "preparare" un domani migliore.

don Luigi Ciotti Presidente nazionale di Libera

Sito web: Libera


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