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No alla chiusura delle sedi Inps

Manifestazione itinerante mercoledì 14 luglio a Roma

di Redazione Lavoro - lunedì 12 luglio 2021 - 860 letture

L’Inps afferma di adottare una politica organizzativa “utentecentrica”, mettendo i bisogni dei cittadini utenti al centro degli interventi di riorganizzazione della propria attività. Tuttavia, l’Istituto di previdenza sociale continua a chiudere, o a declassare ad agenzie, alcune storiche sedi. È accaduto tempo fa a Milano con la chiusura della sede provinciale di via Melchiorre Gioia, situata a ridosso della Stazione Centrale, trasformata in agenzia e trasferita nella vicina via Pola, per poi essere chiusa definitivamente con il passaggio dei servizi e del personale alla sede di via Silva, nel quartiere Fiera.

È quello che sta accadendo in queste settimane a Roma, con la decisione di chiudere la storica sede provinciale di via dell’Amba Aradam, nel quartiere San Giovanni, spacchettando i servizi tra la sede di via Giulio Romano, nel quartiere Flaminio, e due agenzie territoriali di nuova istituzione. Chiude anche la sede di via Igino Giordani, nel quartiere Tiburtino, con il trasferimento di parte dei servizi alla sede di Montesacro e parte alla struttura di viale Regina Margherita. Dal 3 maggio ha chiuso l’attività il centro medico legale della sede di Pomezia, costringendo i circa 350.000 cittadini di quel territorio a servirsi della sede del Tuscolano per effettuare le visite mediche necessarie per il riconoscimento o la conferma delle prestazioni sanitarie, gravando su una sede già in affanno per carichi di lavoro e carenza di personale.

USB è da tempo impegnata a contrastare l’arretramento dell’Inps dal territorio e l’impoverimento dei servizi di prossimità fino a qualche tempo fa garantiti ai cittadini utenti. Oggi vengono al pettine i nodi della politica scellerata di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, ceduto a prezzi di favore per fare cassa e ripianare il debito pubblico, obbligando le amministrazioni pubbliche a pagare affitti esosi per stabili che in precedenza erano di proprietà. Si scopre così che gli affitti sono insostenibili e non convenienti, anche perché il mancato turn over e i ripetuti tagli degli organici hanno progressivamente ridotto il personale presente nelle sedi, per cui si abbandonano gli stabili, si razionalizzano gli spazi e si trasferiscono i dipendenti, costringendo i cittadini a gravosi spostamenti sul territorio. La risposta non può essere l’arretramento dai territori e il progressivo svuotamento degli organici ma nuovi investimenti per i servizi pubblici: incremento del personale con nuove, massicce assunzioni, recupero delle sedi cartolarizzate procedendo al riacquisto degli stabili, poiché dieci anni di affitto corrispondono in genere al prezzo di vendita dell’immobile.

USB ha organizzato per mercoledì 14 luglio una manifestazione di protesta itinerante che toccherà:

- alle ore 9:30 l’Agenzia complessa di Roma Tiburtino, in via Igino Giordani 55;
- alle ore 10:30 la Filiale Metropolitana, in via dell’Amba Aradam 5, dove si terrà una conferenza stampa;
- alle ore 12:00 l’Agenzia complessa di Pomezia, in via Pontina km. 28,400;
- alle ore 14:00 la Direzione generale dell’Inps, in via Ciro il Grande 21, dove l’iniziativa si concluderà con la richiesta d’incontro con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico.

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USB PI INPS


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