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No al deposito di gas GNL nella rada di Augusta (SR)

Augusta: spunta il deposito costiero di GNL, si chiede consultazione popolare
di Redazione - mercoledì 5 maggio 2021 - 800 letture

Le seguenti associazioni firmatarie rivolgono un appello esprimendo contrarietà per il luogo scelto per la costruzione del deposito costiero del GNL (Gas Naturale Liquefatto), previsto nella rada di Augusta, perché esso presenta le seguenti criticità:

1) In caso di sisma e maremoto le unità modulari galleggianti previste nel progetto potrebbero costituire un pericolo non indifferente per i vicini centri abitati (il progetto non ne fa cenno).

2) Fughe di Gas apporterebbero grossi rischi per la vicinanza delle torce delle raffinerie o di altre fonti di calore (lo dichiarano gli elaborati progettuali). Simile incidente è avvenuto nella raffineria algerina di Sonatrach con 27 morti e 74 feriti nel raggio di 9,5 km. L’area in oggetto vede la presenza di ben 16 impianti a rischio rilevante come si evince nel PEE (Piano di Emergenza Esterna) stilato dalla Prefettura di Siracusa.

3) All’arrivo delle navi gasiere o al carico di navi il porto dovrebbe, per motivi di sicurezza, bloccarsi parzialmente rallentando l’intensa attività portuale in cui sono già avvenute alcune collisioni.

4) Tale realizzazione metterebbe in forse la prioritaria bonifica del fondale, fondamentale per la salute ed il ripristino dell’ambiente e i preliminari lavori per l’aumento di pescaggio, necessari a un prossimo attracco di navi più grandi.

5) Il progetto appare sottodimensionato per un eventuale futuro grande Hub che aumenterebbe tutte le criticità.

6) Il progetto prevede un’occupazione stabile di 50 addetti. Ma in realtà impianti complessi e grandi stoccaggi ne occupano molto meno.

7) Non viene chiarito cosa succederà alla rimanente parte del pontile e come potrà essere utilizzata, in presenza dello stoccaggio di GNL, per la zona cantieristica adiacente.

8) La presenza in rada della Marina Militare e del conseguente movimento di naviglio armato, anche a propulsione nucleare (vicinanza pontile NATO), dovrebbe ulteriormente sconsigliare tale scelta.

9) L’area del pontile consortile è vincolata come "area di recupero" dal Piano Paesaggistico di Siracusa, che prescrive per essa la "graduale e progressiva eliminazione degli impianti industriali", la "decontaminazione" e la riqualificazione della costa tramite attività che ne valorizzino la vocazione paesaggistica. Tale obbiettivo appare incompatibile con la nascita di un nuovo insediamento industriale a rischio d’incidente rilevante legato a una fonte energetica non rinnovabile, qual è il deposito di GNL.

È per gli elencati rischi che le seguenti organizzazioni, ritenendo irrealizzabile detto deposito, promuovono una consultazione popolare. Difatti la direttiva Seveso d.lgs. 105/2015 all’art. 24 richiede il coinvolgimento dei cittadini all’accesso informativo sui rischi, la garanzia della partecipazione alle decisioni relative agli insediamenti nelle aree a rischio di incidente rilevante e la possibilità di avviare azioni legali, per i cittadini ai quali non siano state fornite adeguate informazioni o possibilità di partecipazione, in applicazione della Convenzione di Aarhus del 1998. I proponenti ricordano che anche i residenti dei comuni di Priolo e Melilli sono stati chiamati a consultazioni popolari per scelte di questa natura rigettandone a stragrande maggioranza la realizzazione.

Firmatari: ASSOCIAZIONI: DECONTAMINAZIONE SICILIA - CULTURALE MINERVA – NATURALCHEMICA - NATURA SICULA –- RIFIUTI ZERO SICILIA - COORDINAMENTO NO DISCARICA ARMICCI - COORDINAMENTO PUNTA IZZO POSSIBILE - COMITATO ABC BONVICINO - COMITATO STOP VELENI AUGUSTA - GENERAZIONI FUTURE SICILIA - MOVIMENTO ARETUSEO PER IL LAVORO LA SICUREZZA E LE BONIFICHE - RETE DEI COMITATI TERRITORIALI SICILIANI –- ARCIPRETE PALMIRO PRISUTTO

Per firmare online la petizione


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