Nel brusio di Londra nasce una nuova ipotesi sulla Sla
Dopo la formazione e le prime esperienze, il lavoro si è sviluppato tra centri di eccellenza come University College London e Imperial College London, oltre a collaborazioni con strutture cliniche e universitarie italiane.
Il brusio è basso, continuo, quasi educato. Alla Royal Over-Seas League di Park Place, a due passi da St James’s, lo spazio è diviso in due mondi che convivono senza toccarsi. In un salone laterale va in scena la festa per l’anniversario di nozze di un lord scozzese: abiti scuri, brindisi misurati, un quartetto jazz in sottofondo. Poco più in là, ai tavolini defilati, si lavora, ci si confronta.
È qui che prende forma l’incontro con Valeria Ricotti, medico, ricercatrice e imprenditrice biotech, aquilana di origine, oggi impegnata nella ricerca internazionale sulle malattie neurodegenerative. Ricotti vive e lavora nel Regno Unito, ma mantiene un legame costante con L’Aquila. Il momento è significativo anche sul piano professionale: Vesalic Limited, biotech da lei co-fondata e guidata come amministratrice delegata, esce ufficialmente dalla fase “stealth”, chiudendo il periodo di riservatezza in cui il progetto è rimasto lontano dalla scena pubblica per consolidare ricerca e brevetti.

- Valeria Ricotti
Dopo la formazione e le prime esperienze, il lavoro si è sviluppato tra centri di eccellenza come University College London e Imperial College London, oltre a collaborazioni con strutture cliniche e universitarie italiane. Un network costruito soprattutto nel campo delle malattie del motoneurone, dove Vesalic concentra la propria attività.
Con l’uscita dalla modalità “stealth”, la società rende pubblico il cuore del progetto: l’individuazione di un processo patologico sistemico, in larga parte esterno al sistema nervoso centrale, che potrebbe avere un ruolo chiave nello sviluppo della sclerosi laterale amiotrofica (Sla). "Le nostre scoperte potrebbero ridefinire il panorama della diagnosi e del trattamento della Sla", spiega Ricotti. "Abbiamo fatto passi avanti importanti nello sviluppo del programma terapeutico, nella tecnologia dei biomarcatori e nel portafoglio brevettuale". La ricerca si basa sull’analisi degli esosomi, piccole vescicole presenti nel sangue che funzionano come messaggeri tra le cellule.
Studiare questi segnali consente informazioni rapide e non invasive, favorendo diagnosi più precoci e un monitoraggio più accurato dell’evoluzione clinica. Vesalic sta anche sviluppando un trattamento mirato a neutralizzare i segnali tossici prima che raggiungano i motoneuroni. Studi preclinici sono in corso. Fondata nel 2023, la società vede tra i fondatori, oltre a Ricotti, il professor Thomas Voit, Chief Scientific Officer, e John McLaren, Executive Chair. "Concentrarsi solo sul sistema nervoso centrale si è rivelato spesso poco efficace", osserva Voit. "Servono nuove ipotesi scientificamente fondate per sbloccare progressi reali".

- Valeria Ricotti e Thomas Voit
I suoi brevetti sono già applicati in ambito traslazionale e le sue innovazioni sono comparse su riviste scientifiche di primo piano, tra cui Nature Medicine, trovando applicazione in studi su distrofia muscolare e atassie genetiche. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra sistema sanitario britannico e contesti accademici di eccellenza come Imperial College e University College London, dove Ricotti svolge attività di ricerca. La sua è stata inserita tra le “Storie di italiane eccellenti” premiate al Senato, a Palazzo Giustiniani. "I miei progetti cercano sempre un equilibrio tra scienza e impatto sociale. La tecnologia deve servire alla cura, non al profitto". Accanto alla ricerca, c’è anche l’impegno editoriale: con Shironeko ha fondato una casa editrice indipendente e ha pubblicato il romanzo “Il Ponte Vermiglio”.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -