Negazionisti Covid e criminalità nemici dei giornalisti

La Cina è vicina, ma costa poco – C.I. alla Rcs periodici, ma aumentano i dividendi – La diffusione dei settimanali
di Adriano Todaro - mercoledì 28 aprile 2021 - 690 letture

NON SOLO CRIMINALITÀ ‒ Secondo Reporters sans frontières (Rsf), i giornalisti italiani sono minacciati e presi di mira non solo dalla criminalità organizzata, ma anche dagli esponenti di movimenti politici e dai negazionisti del Covid-19. Lo afferma nel suo rapporto annuale sulla libertà d’informazione che vede l’Italia “stabile” al 41° posto. «Una ventina di giornalisti italiani vivono oggi sotto la protezione permanente della polizia a causa di intimidazioni, minacce di morte e attacchi contro di loro, formulati e perpetrati in particolare da organizzazioni criminali e reti mafiose», si legge nel rapporto, come riporta l’agenzia Agi. «Nella capitale, i professionisti dell’informazione nell’esercizio delle loro funzioni sono stati aggrediti fisicamente da attivisti di gruppi neofascisti, ma anche verbalmente da sostenitori di gruppi politici… I principali ostacoli per i giornalisti della penisola, però, sono stati i militanti negazionisti Covid-19, un universo molto eterogeneo di manifestanti fatto di guerriglieri urbani, militanti ‘no mask’, neofascisti, teppisti, ‘anarchici’ e infiltrati della criminalità organizzata».

76 EURO A PEZZO ‒ Giovanna Botteri è tornata, finalmente, in Cina. La corrispondente Rai era rientrata in Italia nell’agosto 2020 e non aveva potuto ripartire per motivi burocratici. Botteri avrebbe voluto essere destinata a Bruxelles ma, forse, si dovrà accontentare di Parigi quando l’attuale capo sede Alessandro Cassieri se ne andrà, non prima dell’agosto 2021. Intanto da una interrogazione della Vigilanza Rai si è saputo del costo della sede Rai di Pechino. Oltre alla Botteri ci sono due montatori, un cameraman, un producer e un responsabile amministrativo. Nel 2020, sempre secondo la Rai, sono stati realizzati 5.800 servizi, una media di circa 25 servizi al giorno. «I costi complessivi della sede, al netto dello stipendio della corrispondente ma inclusi quelli di tutti gli altri lavoratori, ammontano per il 2020 a circa 440.000 euro, inclusi anche i costi di produzione delle Testate. Questo fa sì che – facendo una mera media matematica – il costo per singolo pezzo – conclude Viale Mazzini – sia di circa 76 euro». Come sempre i cinesi costano poco.

CASSA INTEGRAZIONE ALLA RCS ‒ Secondo Professione reporter, la Rcs periodici (Oggi, Amica, Dove, IoDonna, Abitare e altri) ci riprova. Lo scorso 22 gennaio si è concluso il contratto di solidarietà e dal prossimo giugno potrebbe scattare la cassa integrazione con il taglio del 30% dello stipendio. Lo chiede l’editore Urbano Cairo che lamenta un esubero di organico pari a 38 unità, su 134 giornalisti. Nell’anno della pandemia, il gruppo che fa capo a Urbano Cairo ha perso quasi un quinto del fatturato: 174 milioni di euro scomparsi soprattutto per i tagli a eventi sportivi e investimenti pubblicitari. Eppure Urbano Cairo, l’editore di Rcs, dovrebbe proporre all’assemblea dei soci di fine aprile di distribuire 8 milioni di euro di dividendi, di cui quasi 5 milioni spetteranno a lui, visto che controlla il 60 per cento delle quote. Inoltre, secondo calcoli sindacali, da quando è al comando del gruppo, il presidente e amministratore delegato Cairo si è assegnato compensi e premi per 9,3 milioni di euro dal 2017.

DIFFUSIONI SETTIMANALI ‒ Secondo Ads (Accertamenti diffusione stampa), Tv Sorrisi e Canzoni è il settimanale più diffuso in Italia. Tra cartaceo e digitale, una media di 453.372 copie settimanali. Al secondo posto troviamo il Settimanale DiPiù (Cairo Editore) con 346.903 copie. E a chiudere il podio Telesette (edizioni Del Duca) con 304.582 copie. Trainato dal Corriere della Sera, al quarto posto troviamo Io Donna con 286.468 copie. Al quinto posto si piazza Gente con 237.616 copie. Al sesto e settimo posto – anche qui grazie al traino de la Repubblica – ci sono Il Venerdì con 237.397 copie e D-La Repubblica delle donne con 211.877 copie. All’ottavo posto Oggi con 210.270 copie. Al nono posto l’Espresso con 205.484 copie (Panorama ne distribuisce 84.867) e a chiudere la top ten c’è Vanity Fair con 199.682 copie incalzato da Famiglia Cristiana con 198.654 copie.

PIÙ 87% LE INTIMIDAZIONE AI GIORNALISTI ‒ Lo scorso 23 aprile presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale, si sono riuniti, in video conferenza, i rappresentanti di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa Italiana. All’ordine del giorno un confronto sul tema particolarmente attuale degli “Atti intimidatori online contro i giornalisti”. Secondo l’analisi del Servizio Analisi Criminale, nel nostro Paese, gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti sono passati dagli 87 episodi del 2019 ai 163 del 2020 (+87%), il 44% dei quali commessi attraverso canali web. Nel primo trimestre dell’anno in corso, sono state già state registrate 63 minacce, con un aumento del 50% rispetto all’analogo periodo del 2020; gli illeciti commessi online sono stati 27, pari al 43% del totale. In questa prima parte dell’anno è emerso anche un aumento degli atti intimidatori nei confronti delle giornaliste, passando dal 19% del 2020 al 24% del 2021. La matrice degli atti intimidatori commessi nel 2021 è riconducibile per il 30% a contesti socio/politici, per il 21% a contesti di criminalità organizzata e per il 49% ad altri contesti.


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