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Il racconto della nascita

di Pina La Villa - lunedì 25 gennaio 2010 - 2809 letture

Pochi argomenti sono tabù nella letteratura come quello del racconto della nascita. A parte Laurence Sterne, nel libro Vita e opinioni di Tristam Shandy, gentiluomo, che inizia col racconto del concepimento del protagonista (ma siamo nel ’700).

Eppure le madri raccontano questo momento, e i figli amano farselo raccontare.

Delfini, l’ultimo romanzo di Banana Yoshimoto, autrice giapponese molto nota in Italia, pubblicata da Feltrinelli (Lucertola, Amrita, Sly, sono alcuni dei suoi titoli più famosi) racconta l’esperienza della maternità. Sul sito della Feltrinelli, il brano che contiene il racconto della nascita.

“Quando me la posarono ancora sporca sul ventre, fui piacevolmente sorpresa di vedere che aveva un faccino bellissimo. Piangeva, io invece non riuscivo più a contenere la gioia di essere riuscita a incontrarla. Perché, anche se fino a poco prima era stata nella mia pancia e avevamo vissuto insieme per dieci mesi,* non l’avevo mai potuta vedere in viso. Ancora non riuscivo a credere ai miei occhi, e rimasi incantata a osservarla mentre piano piano assumeva le sembianze di un cucciolo di essere umano. Prima infatti la lavarono, poi la pesarono, e alla fine l’avvolsero in un panno. Quando tornai nella mia camera e le infermiere terminarono di sistemare ogni cosa, finalmente rimasi sola. Così, con grande premura, provai a toccare quella creatura. Si era addormentata, baciata dalla luce del sole pomeridiano e dei neon. Mentre dormiva era bellissima. Da dove arriva questo sentimento? mi chiesi. Avrei voluto osservarla in eterno, come se ne fossi stata innamorata.”

http://www.feltrinellieditore.it/Sp...

La Feltrinelli propone anche ai propri lettori di raccontare le loro esperienze di maternità e paternità. Mi sembra una bella iniziativa.


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