Nasce a Francofonte il PRC
Venerdì, 7 settembre 2007, alle ore 19:45, con un comizio pubblico tenutosi in Piazza Dante a Francofonte, è stata inaugurata la sezione del Partito della Rifondazione Comunista.
Venerdì, 7 settembre 2007, alle ore 19:45, con un comizio pubblico tenutosi in Piazza Dante a Francofonte, è stata inaugurata, da Fosco Giannini e da altri numerosi esponenti nazionali, regionali e provinciali, la sezione del Partito della Rifondazione Comunista.
Bene, si dirà, l’ennesima auto-celebrazione della politica, nulla di nuovo sotto questo cielo di fine estate siciliana.
E invece no, questo è un evento degno di nota perché non si tratta della solita operazione politica messa in atto per volontà di chi, in passato, ha sfruttato simboli ed idee per accaparrarsi quei privilegi e vantaggi che hanno ridotto l’attività politica, in Sicilia, alla bieca pratica per la riaffermazione di un potere clientelare, grazie ai voti di scambio, e la perpetua continuazione di un sistema feudale.
Questa volta, e per la prima volta, forse, nel letargico comune di Francofone, periferia della periferia, si è verificata una cosa molto importante, oltre che innovativa, sia dal punto di vista politico sia da quello socio-culturale, un folto gruppo di ragazzi, età media venticinque-trenta anni, ha dato vita ad un evento inedito, si sono messi insieme spontaneamente ed hanno aderito al Partito della Rifondazione Comunista senza usufruire del patrocinio di ricchi sponsor o essere manovrati da vecchi volpi della politica.
Hanno fatto tutto da soli, incontrandosi dapprima nei luoghi di ritrovo, quali la piazza o i locali deputati al divertimento, all’evasione “spensierata”, si sono confrontati, hanno discusso tra loro, cercando e trovando nel vuoto politico di Francofonte uno spazio aperto e libero dove poter esprimersi senza i condizionamenti tipici di altre formazioni politiche che hanno sempre voluto imporre la vecchia logica di spartizioni, di apparentamenti elettorali allo scopo di conquistare posizioni da cui trattare favori per gli amici.
Loro, i ragazzi del PRC, hanno invece dimostrato, innanzi tutto, di non essere indifferenti alla politica come vorrebbe far credere la classe dirigente che, dietro questo luogo comune, maschera la propria ferrea volontà di non cedere il proprio potere, ma, cosa ancor più interessante, hanno dimostrato di saperci fare, sono usciti in pubblico con un’organizzazione di tutto rispetto, la sezione, infatti, può vantare già circa quaranta iscritti, una sede molto attiva con gruppi di lavoro incaricati di effettuare studi sul territorio e proporre soluzioni, in due mesi, i laboratori attivati con passione ed entusiasmo si sono trasformati in fucine di idee e progetti per non assistere più passivi all’inerzia della politica locale, ma al contrario, per agire politicamente da cittadini maturi e partecipi direttamente dell’attività politica, come appunto dovrebbe essere in un paese civile dove c’è spazio per tutti in un libero e costruttivo confronto anche tra parti avverse.
La loro presenza sullo scenario politico cittadino è stato salutato con calore dalla gente che si è accalcata numerosa sotto il palco ad ascoltare dalle voci del segretario, Fulvio Guardabasso, prima e da quella della coordinatrice cittadina Giovani, Alessia Piccione, dopo, la rivendicazione orgogliosa di essere nati autonomamente e di voler autonomamente continuare questo percorso appena iniziato. Con altrettanto calore e interesse la loro militanza è stata accolta dagli altri membri della compagine del centrosinistra, come dimostrato dai tanti interventi di saluti e auguri degli esponenti francofontesi che si sono susseguiti sul medesimo palco.
A noi sono piaciuti gli argomenti di dibattito politico proposti, la lotta contro una politica ormai logora, a cui non crede più nessuno, la lotta contro il precariato che, immancabilmente, genera una guerra tra poveri ed una nuova forma di schiavitù globale; hanno parlato di politica ecologica volta la risanamento del territorio, hanno avanzato progetti per le politiche sociali a sostegno delle fasce più deboli della società, come gli anziani, i disabili, gli immigrati, non hanno tralasciato il rispetto per la legalità, né lo sviluppo economico.
Ci sono piaciuti questi ragazzi perché ci sono sembrati forti delle loro idee, liberi, motivati, ci è piaciuto ciò che hanno espresso ed il modo in cui lo hanno fatto, ci sono sembrati schietti, onesti e sinceri e ci auguriamo che continuino, mantenendo intatti il loro entusiasmo, la loro passione, la loro voglia di esserci e fare e auguriamo loro un buon lavoro.
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Speriamo che li vicino ci sia un centro oncologico all’avanguardia
Complimenti all’ incessante attività politica di tutti i militanti del Circolo P.R.C. "MILLE PAPAVERI ROSSI" da tutti noi dell’ Area del’ Ernesto (P.R.C.) wwww.lernesto.it Invito in particolar modo le Compagne ad occuparsi dei seguenti temi:
DIRITTI DELLE DONNE,
TUTELA DELLA LEGGE 194,
LAICITà DELLO STATO,
PILLOLA ABORTIVA. Un appello inoltre a tutti gli iscritti per il mantenimento di una forza Comunista nello Stato italiano, opponiamoci alle politiche socialdemocratiche della Sinistra L’arcobaleno che intende convivere con l’ imperialismo ed il capitalismo, e mobilitiamoci tutti nella costruzione del Polo Comunista Autonomo!!! Grazie!!! Saluti Sovietici! Seby Midolo Coordinatore Provinciale Area dell’ Ernesto Via Vittorio Veneto n.117 96100 Siracusa Tel 338/9063716 fortezzadellescienze@supereva.it
Seby Midolo,
sono lo zio Giuseppe, tu non sei degno di essere un mio sostenitore. Se fossi esistito ai miei tempi ti avrei fatto deportare in siberia. Il polo comunista con chi lo fai visto che 6 l’unico pazzo dell’area ernesto a Siracusa?E ti firmi pure coordinatore regionale dell’area ernesto?Ma vai a lavorare fallito e fatti riscrescere i capelli davanti che sei ridicolo
Desidero esprimere il mio ringraziamento all’intero Partito Comunista, e al Segretario nazionale Compagno Marco Rizzo, per avere finalmente storicizzato una parte storica, fino ad ora non ancora analizzata, e che sicuramente degna di grandissima attenzione per l’ enorme importanza avuta.
Il revisionismo interno al P.C.I. ha purtroppo radici antiche, esso inizia negli anni ’50, con la socialdemocrazia interna del partito, cioè l’appartenenza alla frazione amendoliana dalla quale esce Napolitano. I danni al P.C.I. erano già stati commessi da Amendola capo della socialdemocrazia interna, successivamente si giunge agli anni ’80 l’URSS è costretta a rinunciare alla produzione di merci leggere per se stessa, e a produrre merci pesanti per difendersi, l’Unione Sovietica subisce un vero e proprio dissanguamento al fine di aiutare tutti i Popoli inviando loro, aiuti economici atti a sostenere i partiti comunisti dell’intero pianeta, e a contrastare imperialismo e capitalismo. Nello stesso momento, Berlinguer, asserisce che è meglio costruire il P.C.I. sotto l’ombrello della NATO, e condanna a morte il partito che decide di uscire dalla crisi dell’URSS da destra, cancellando così se stesso ! Negli anni ’80, Enrico Berlinguer formula la famosa frase" Si è esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione d’Ottobre!" Senza avere avvertito nessuno del partito, Berlinguer va in televisione e afferma che egli costruiva meglio il comunismo sotto l’ombrello della NATO. Avvia quindi teoricamente, e praticamente l’Eurocomunismo. Non si tratta solamente di un punto teorico, ma anche pratico, così facendo, Il P.C.I. infatti, non ha più come fisiologici interlocutori gli altri partiti comunisti europei, ma inizia ad avere rapporti con i partiti socialdemocratici europei. Berlinguer dà al P.C.I. un cavallo di troia per farlo passare dal comunismo, ad un altra cosa, e così facendo, il P.C.I. cancella se stesso.
Più tardi, Achille Occhetto, inizia a parlare di Nuovo P.C.I. Più avanti ancora, con la svolta della Bolognina, viene liquidato definitivamente il Partito Comunista Italiano. Occhetto, ormai ufficialmente non più comunista, ma pidiessino, conia uno slogan sul PDS, lo slogan dice: "Il futuro ha radici antiche". In questa sciagurata frase, (apparentemente anche nostalgica,e accettabile), c’è invece, tutta la socialdemocraticizzazione avvenuta all’interno, socialdemocraticizzazione, che ha cancellato il Partito Comunista Italiano. Il partito gramsciano e leninista, costruito da Secchia, e da tutti i Compagni e le Compagne, viene praticamente scardinato, il fine è limpido: il superamento del comunismo.
Ci sono esempi più recenti dell’amendolismo, del berlinguerismo e dell’occhettismo, si guardi alla demolizione comunista del PRC, avvenuta a causa della casta bertinottiana, la storia si ripete, di nuovo viene messo in discussione il movimento comunista in Italia, la monarchia bertinottiana, (impadronitasi di Rifondazione Comunista), propone un altra cosa al posto del comunismo, non si tratta soltanto di una critica e di una analisi teorica al socialismo reale del’URSS, quando Bertinotti dice che il comunismo è morto, si riferisce a qualcosa di pratico, egli vuole passare da un altra parte, e nel concreto, lui e i suoi complic,i mettono prima in discussione il movimento operaio, successivamente mettono in discussione lo stesso movimento comunista, in fine, propongono il superamento del comunismo. Sull’affermazione teorica di Bertinotti, l’oggettività delle cose, nella politica internazionale, smentisce in continuazione le infondatezze asserite.
Il Compagno Pietro Secchia in occasione della vittoria del partito comunista cileno, si recò in Cile e avvisò dell’imminente pericolo sia i compagni del partito comunista cileno, ma anche i socialisti, disse loro di iniziare a prepararsi, avevano vinto le elezioni, ma presto ci sarebbe stata la reazione dell’esercito, e della CIA, Pinochet stava rialzando la testa! Al ritorno in Italia Secchia, come è noto, morì sull’aereo avvelenato dalla CIA.
Al grande Compagno Pietro secchia, va riconosciuta la concezione di partito leninista e gramsciano, sia nel teorico, che nel pratico, il meraviglioso lavoro che egli e i compagni Compagni e le Compagne leninisti svolsero per il P.C.I. Lavoro che ampliò di gran lunga l’apparato stesso del Partito, e le ramificazioni nel tessuto sociale, negli anni in cui Secchia strutturava il "suo partito", vi erano ben 56000 cellule comuniste in Italia, oltre alle Federazioni provinciali e alle sezioni.
Ritengo che la storia di Secchia, dovrebbe far riflettere quei Compagni (non appartenenti al nostro partito), che assumono in buona fede, ma anche molto spesso tendenziosamente, pericolose posizioni revisioniste. La storia ha già dimostrato a cosa portano i processi revisionisti, chi persevera in tali progetti per tanto, a differenza nostra, non intende costruire il partito comunista, ma seguire il pattume filo atlantico che condanna il Popolo italiano ad essere schiavo della NATO, dell’imperialismo di stampo statunitense e di quello di stampo israeliano, e schiavo del grande potere economico e finanziario dei banchieri privati, padroni della UE, i quali decidono le sorti dei Popoli appartenenti agli Stati membri dell’Europa delle banche.
Invito tutti i Compagni e le Compagne a leggere il seguente articolo:
Pietro Secchia, un altro punto di vista nel PCI Nell’anniversario della sua nascita, uno scritto di Marco Rizzo http://www.comunistisinistrapopolare.com/2013/12/18/pietro-secchia-unaltro-punto-di-vista-nel-pci/
Seby Midolo Partito Comunista