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Multiverso ieri, metaverso oggi

Più di un secolo fa, l’uomo si chiedeva se fosse possibile l’esistenza di dimensioni parallele coesistenti fuori dal nostro spazio-tempo, con mondi abitati...

di Alice Sgarlata - mercoledì 19 gennaio 2022 - 1448 letture

Più di un secolo fa, l’uomo si chiedeva se fosse possibile l’esistenza di dimensioni parallele coesistenti fuori dal nostro spazio-tempo, con mondi abitati da extraterrestri in galassie lontane. Ora sappiamo che una circostanza simile esiste: si chiama metaverso. Chiunque negli ultimi mesi ha sentito parlare del cambio di nome dell’azienda di Mark Zuckerberg da Facebook a “Meta”. Alcuni grazie a questa notizia sono entrati a conoscenza di un fenomeno che nel giro di pochi anni ha rivoluzionato le nostre vite. Altri sanno che questa rivoluzione è in atto già da diverso tempo. Il termine “metaverso” è stato coniato nel 1992 da Neal Stephenson nel suo libro di fantascienza cyberpunk Snow Crash. Lo descrive come una realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati attraverso il proprio avatar [1].

Grazie al web, da anni è possibile accedere a videogiochi di realtà virtuale (basta pensare al famosissimo The Sims, dove è possibile ricreare una versione virtuale di sé stessi, costruire la casa dei propri sogni, andare a lavorare ed avere una famiglia). Il metaverso di cui parlano oggi i giornali come “innovazione straordinaria”, è molto più vicino a noi di quanto pensiamo. Ci siamo avvicinati a esso senza accorgercene: creiamo profili social, aggiungiamo persone senza necessariamente conoscerle nella vita reale, modifichiamo il nostro viso attraverso filtri di instagram, creiamo avatar a nostra immagine e somiglianza e ne facciamo stickers divertenti da condividere con i nostri amici. Su internet possiamo mostrarci senza difficoltà come persone totalmente diverse, possiamo avere una Second Life (non a caso dal 2003 esiste un mondo virtuale elettronico proprio con questo nome). Molti colossi si stanno attrezzando per controllare il metaverso digitale, investendo in un mercato che al momento ha un valore stimato oltre i 1.000 miliardi di dollari secondo il report di Grayscale [2].

Oggi non è giusto parlare di metaverso al singolare, viste le moltitudini di versioni offerte dalle diverse piattaforme. Possiamo vedere i vari metaversi come tanti universi a cui poter accedere, con forme di vita solitamente dalle sembianze umane. Dagli avatar più semplici di Roblox (simili ai famosi Lego), fino a quelli di VRchat: in cui è possibile creare personaggi antropomorfi o, se si è fantasiosi, si può essere Kermit dei Muppets, Spiderman o Paul McCartney e si può cantare tutti in coro “Strawberry Fields”. La curiosità di scoprire universi paralleli, mondi lontani nel tempo e nello spazio con forme di vita intelligenti, è forse ora un argomento passato in secondo piano. Penso che la venuta del World Wide Web negli anni ‘90 abbia contribuito a un cambio di focus epocale. Perché cercare universi paralleli lontani anni luce, quando con internet si può accedere a uno di essi direttamente da casa?

[1] Maggiori informazioni su: https://www.mondadori.it/percorsi-di-lettura/metaverso-cyberpunk-mark-zuckerberg/.

[2] Maggiori informazioni con link all’intero report su: https://grayscale.com/learn/the-metaverse/ .


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