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Mr Coe intervista Mr Wilder

Io e Mr. Wilder / Jonathan Coe ; traduzione di Mariagiulia Castagnone. - 1 ed. - Milano : Feltrinelli, 2021. - 234 p., [6] : br. ; 22 cm. - (Narratori Feltrinelli). - Tit.orig.: Mr. Wilder and me. - ISBN 978-88-07-03424-4
di Sergej - mercoledì 7 aprile 2021 - 534 letture

Leggere questo libro di Jonathan Coe è come trovare una piccola stella marina in riva al mare, trasportata dalle correnti. La sua forma strana, di stella caduta dal cielo, con le “braccia” che si protendono (a stella appunto) in varie direzioni. La spiaggia è quella di un subcontinente europeo che ha visto fallire il sogno europeo libertario e illuminista e volge lo sguardo verso l’orizzonte, lì dove sa che è Dover, le sue bianche scogliere, e che sa che improvvisamente la geografia politica ha creato un improvviso allontanamento rispetto alla geografia fisica. Leggiamo questo libro con gli occhi di un europeo sconfitto e abbandonato su una spiaggia - da nàufraghi.

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Jonathan Coe - Io e Mr Wilder

Ci era capitato, qualche giorno prima, di vedere uno splendido film americano: Local Hero, diretto da Bill Forsyth. Una soave interpretazione del vecchio Burt Lancaster. Il tutto ambientato sulle spiagge della Scozia. Un film del 1983, ambientalista, che ha fatto da prototipo per tutta una serie di film ambientati sulle highlander e tra la gente comune scozzese, gallese, irlandese e persino inglese (si pensi a Ken Loach); film come Submarine (2011, regia di Richard Ayoade). Ma anche alcuni film continentali, scandinavi (La donna elettrica, 2018, di Benedikt Erligsson) o persino belgi (Dio esiste e vive a Bruxelles, 2015, regia di Jaco van Dormael). L’umorismo e le caratterizzazioni di ometti e donnette dagli usi e costumi stranissimi, eccentrici. Un film, Local Hero, che mi ricordava tenacemente il bellissimo Whisky a volontà (Whisky Galore!) diretto da Alexander Mackendrick, all’esordio nella regia nel 1949 e che chi non lo ha visto dovrebbe vedere… Local Hero ha tutta la magia delle piccole cose e nello stesso tempo del sogno, delle stelle, l’umanità libera - quella che preferisce vivere su una spiaggia e raccattare oggetti spiaggiati piuttosto che vendere tutto, se stessi, e diventare altro.

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Ritroviamo la citazione di Local Hero proprio nelle prime pagine del libro di Coe, “Io e Mr Wilder”. Coincidenze? C’è qualcosa di wilderiano in ognuno di questi film citati, e di lubitschiano - se è per questo. Per chi sa qualcosa della vita di Wilder o del cinema di Lubitsch questo libro in parte divulgativo di Coe può essere un ripasso. Per altri, una scoperta che magari possa portare a vedere i film di Wilder e di Lubitsch.

Il libro di Coe abbiamo detto è come una stella marina, e contiene di più. Vi è la storia propria della protagonista del film, una greca che ha superato i cinquant’anni (crisi di quell’età) e vive a Londra, con una figlia incinta che non sa se abortire o no. Coe scrive questo libro in gran parte a Lisbona. Nel libro si alternano scene ambientate a Parigi, Londra, Stati Uniti, ma anche Grecia e Germania.

Il libro di Coe non è solo un libro sul potere del cinema, attraverso le vicende di uno dei suoi protagonisti; o sul viale del tramonto, che colpisce divi o persone comuni, che debbono reinventarsi un proprio senso e un proprio ruolo - pur nella malinconia di una passata scintillante giovinezza.

Mr Coe, autore che seguiamo e amiamo da anni - crediamo di aver letto tutto quello che è stato pubblicato in Italia, in gran parte da Feltrinelli, di lui - intervista a modo suo Mr Wilder. Vi è anche Mr Coe in questo libro su Mr Wilder, naturalmente.

Vi è un discorso anche che riguarda l’Europa. Un continente che ha prodotto nel secolo trascorso nefandezze di ogni tipo: dal nazismo (e fascismo, in Italia) ai regimi totalitari del “colonnelli” greci. L’incapacità a fare i conti con questo passato: la “rimozione” tedesca post-bellica, fino al negazionismo sui campi di sterminio. Lo scrittore inglese Coe riflette questo momento, in cui la Gran Bretagna è tornata a allontanarsi dall’Europa, e guarda alle diverse storie della storia europea con il distacco di chi vive da tutt’altra parte. Come si diceva una volta sui giornali inglesi: c’è nebbia sul Canale, l’Europa è isolata…

È un bel libro, questo di Coe? È un buon libro - perché ci riporta alla cinematografia di un grande regista e sognatore come Billy Wilder. Si sentono le parti in cui vengono prelevati gli “aneddoti”. E la lunga sequenza da copione cinematografico sulla vita di Wilder è un modo elegante per risolvere un problema narrativo all’interno del libro. C’è la capacità del narratore, il mestiere, quella per cui se inserisci una pistola (in questo caso “Perché no?”) all’inizio di un romanzo, quella pistola prima o poi deve sparare. Un libro utile, perché ci ricorda, soprattutto a noi europei, di cosa siamo stati capaci di fare nel passato. I lager da una parte, e la capacità - tramite l’opera d’arte - di indicare una via diversa, una via di scampo alla morte. D’altra parte, “Nessuno è perfetto…”

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Qualche infausto refuso editoriale, a dire che l’odierno alto prezzo dei libri non corrisponde alla cura nel farli - o a pagare bene un editor o un correttore di bozze: a pag. 33 l’incomprensibile frase “Poi Mr Wilder ebbe in un’approfondita conversazione ecc_”, e “Lultima” stessa pagina ma terz’ultima riga. A pag. 225 spunta una parentesi quadra...


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