Mostra di Bansky a Modica
Realismo Capitalista. L’arte in assenza di utopie
Inaugurata lo scorso 31 maggio, con scadenza originaria fissata per il 2 novembre, ma prorogata fino all’11 gennaio 2026, la mostra dedicata ad uno dei più discussi ed ammirati artisti da strada, presso l’ex Convento del Carmine di Modica, è un omaggio alla raffigurazione grafica del mondo in cui viviamo che l’artista britannico ha deciso di lasciare sui muri delle città, come un messaggio di riflessione da mettere in contrasto con la consuetudine ed un eccessivo distacco, acquisiti dall’umanità, rassegnata al corso inevitabile degli eventi.
La mostra, curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, raccoglie oltre cento opere tra le più conosciute di Bansky. Da Bomb Hugger a Love Rat, per proseguire con le immagini che sono diventate copertine di cd e long playng. Un insieme di metafore visive, con la giusta ironia e sarcasmo che l’artista riesce a trasporre sui muri e nella mente dei visitatori. Tra le opere esposte, si possono anche ammirare alcune immagini di Martha Cooper e alcuni riferimenti a due gruppi del più tradizionale punk rock anni ’80, quali The Clash e Sex Pistols, quanto di meglio la musica rivoluzionaria e contro ogni forma di potere abbia saputo produrre.
Il titolo della mostra, poi, meriterebbe un articolo a parte. Di chiara ispirazione al saggio dello scrittore inglese Mark Fisher, titolo completo Capitalist Realism: Is There No Alternative? e pubblicato nel 2009 per la Zero Books, un libro che ha raccontato un periodo economico-politico dell’Inghilterra ai tempi di Margaret Thatcher e la domanda "Is There No Alternative?" del titolo, in forma senza il punto interrogativo, fu lo slogan politico della Lady di Ferro in tutta la sua carriera politica.
I messaggi murali di Bansky sono riusciti negli anni a fare breccia nel quotidiano di cittadini comuni, cultori dell’arte come raffigurazione del mondo e delle sue problematiche, intellettuali e, addirittura, politici. Semplici immagini che funzionano più di qualsiasi ipocrita discorso di circostanza, intriso di promesse propagandistiche senza riscontro nella realtà. Una bambina che libera un palloncino a forma di cuore, un manifestante imbavagliato che lancia un mazzo di fiori, un ragazzo cinese che si pone davanti ai carramati con un cartello dalla scritta provocatoria "Golf Sale" sono solo alcuni esempi per ridicolizzare il potere e chi lo esercita.
Come un moderno Pasquino, Bansky utilizza semplici tecniche artistiche per infrangere le regole di un falso perbenismo, in mano a pochi che pretendono di custodire verità assolute che posssano valere per tutti. Lo stesso Bansky ha avuto modo di rinnegare questi dogmi di potere e una sua frase, tra le più celebri, recita: “I graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre, e in generale sono la voce delle persone che non sono ascoltate.”
Un concetto nel quale è artistico ritrovarsi...

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- Martha Cooper - Bansky

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