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Morto lo scrittore Javier Marías

di Redazione Zerobook - domenica 11 settembre 2022 - 1404 letture

Il romanzo che lo ha forse reso uno degli scrittori più amati anche in Italia è “Domani nella battaglia pensa a me” pubblicato nel 1994: le prime 50 pagine sono forse tra le più belle pagine scritte della fine del 1900. Una scrittura complessa, ma densa e appassionante. Il suo libro più recente è “Tomás Nevinson”, uscito quest’anno da Einaudi, il “seguito” di Berta Isla, uscito in Italia nel 2017. Romanzi che scorrevano via veloci anche con trame senza grandi colpi di scena con quella magia che solo una “Grande penna” avrebbe potuto costruire.

La trama del suo ultimo Tomás Nevinson, è guidata da un “dilemma morale”: è legittimo uccidere per “evitare un male peggiore”? Amava scavare infatti proprio nei dilemmi, quelli più umani.

Figlio del filosofo spagnolo, Julián Marías, ha trascorso parte dell’infanzia negli Stati Uniti, dove il padre insegnava. Lo scrittore si era laureato in Letteratura inglese, e aveva lavorato come traduttore, collaborando con diverse testate. Tra il 1983 e il 1985 aveva insegnato Letteratura spagnola e teoria della traduzione in Gran Bretagna (alla Oxford University) e negli Stati Uniti.

In uno dei suoi ultimi articoli condannava Vladimir Putin senza attenuanti e senza indulgenze, raccontando delle sue malefatte alla guida della Russia.

In Italia i suoi libri sono pubblicati da Einaudi, tra questi: la trilogia “Il tuo volto domani”, “Gli innamoramenti”, “I territori del lupo” (romanzo d’esordio del 1971), “Il secolo” (uscito in Spagna nel 1983, tradotto nel 2013), “Mentre le donne dormono”, “Così ha inizio il male”, “Berta Isla” e infine “Tomàs Nevinson”.

(Rainews)


Lo scrittore spagnolo Javier Marías, autore di romanzi molto apprezzati anche in Italia, è morto oggi a Madrid: aveva 70 anni. La notizia è stata confermata dal suo editore in Spagna e ripresa da numerosi giornali, a cominciare da El País. Considerato uno dei più eminenti scrittori spagnoli dei giorni nostri, Marías era stato più volte indicato come un probabile vincitore del Premio Nobel per la Letteratura.

I romanzi di Marías parlano d’amore e lo analizzano nei minimi dettagli. Il più famoso in Itala è Domani nella battaglia pensa a me, che comincia in modo notevole: un uomo, invitato a cena da una donna sposata il cui marito è assente, si trova ad assisterla durante un malore e a essere testimone della sua morte, mentre in casa c’è solo il figlio di lei, un bambino. In Vite scritte, invece, Marías aveva raccontato venti scrittori come se fossero personaggi letterari, parlando di aspetti curiosi delle loro vite.

Con Berta Isla, ambientato in Spagna tra gli anni Settanta e Ottanta, Marías aveva raccontato la storia di Berta Isla, una donna che conosce suo marito da quando andavano a scuola insieme e che improvvisamente comincia a pensare che lui le stia nascondendo qualcosa, fino a sospettare di non sapere realmente niente di lui. Al personaggio del marito – che per lavoro scompare per lunghi periodi in viaggi da cui non può mandare proprie notizie se non sporadicamente – era invece dedicato Tomás Nevinson, l’ultimo romanzo di Marías.

Oltre a collaborare con giornali e riviste, Marías aveva una particolare storia legata a un’isola dei Caraibi della quale, per qualcuno, ne era il re. Il regno di Redonda è una micronazione, uno di quei piccolissimi territori che pretendono (più o meno seriamente) di essere considerati come stati indipendenti ma non sono riconosciuti da nessuno. Redonda lo è da quando nel 1865 il banchiere Matthew Dowdy Shiel comprò l’isola e ottenne dalla regina Vittoria di esserne re a patto che non si ribellasse al dominio coloniale britannico. Gli succedette il figlio, lo scrittore di fantascienza Matthew Phipps Shiel, noto soprattutto per La nube purpurea, che alla sua morte, nel 1947, lasciò i diritti sulle proprie opere e il “trono” di Redonda a un altro scrittore: John Gawsworth. Non si sa bene chi sia stato il “legittimo” erede di Gawsworth (avrebbe venduto a diverse persone il titolo per problemi economici): secondo una versione fu l’editore Jon Wynne-Tyson, che nel 1997 abdicò in favore di Marías.

Da allora lo scrittore spagnolo aveva concesso titoli nobiliari a varie persone che fanno parte del mondo culturale internazionale: Francis Ford Coppola e Pedro Almodóvar sono il duca di Megalópolis e il duca di Trémula, Pietro Citati è il duca di Remonstranza e Claudio Magris il duca di Segunda Mano.

(Il Post)


La scheda su Javier Marias, Antenati - storia delle letterature europee.



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