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Morto fotografo Carlo Riccardi, amico di Fellini e Flaiano

di redazione cinema - martedì 13 dicembre 2022 - 2311 letture

È morto nella notte il fotografo e anche pittore romano Carlo Riccardi, aveva 96 anni. Da settimane ricoverato in una clinica romana, ha raccontato per oltre mezzo secolo il nostro Paese attraverso un continuo lavoro di documentazione fotografica. Fino alla fine ricordava tutto, la guerra, la ricostruzione, il boom, gli anni di piombo, la guerra fredda, la caduta del comunismo, la seconda Repubblica.

I funerali si svolgeranno giovedì 15 dicembre alle 15.30 alla "Chiesa degli artisti", in piazza del Popolo 18 a Roma. Ci lascia un immenso archivio fotografico. La Soprintendenza Archivistica del Lazio stima sia composto da oltre tre milioni di negativi. Riccardi con le sue foto non ha raccontato solo la vita sociale ed economica del dopoguerra ma la nascita di realtà come la Cisl l’Enel, il Premio Strega, manifestazioni, congressi, grandi eventi sportivi, tutte le elezioni papali da Giovanni XXIII a Francesco e la vita sociale, culturale e rurale ininterrottamente dal 1945.

Paparazzo per eccellenza, amico di Fellini e Flaiano, Riccardi era nato il 3 ottobre 1926 a Olevano Romano, la cittadina in provincia di Roma famosa per essere la meta di numerosi pittori europei fin dalla fine del 1800. Durante l’infanzia ha visto così passare e ospitare dalla sua famiglia diversi artisti inglesi e danesi, ha sviluppato una passione per l’arte e contemporaneamente ha appreso diverse lingue straniere.

Trasferito nella capitale nel pieno del secondo conflitto mondiale, proprio la fine della guerra e la presenza dei soldati americani a Roma ha dato il via al suo percorso fotografico. Ha iniziato a sviluppare, stampare e colorare a mano le foto che poi venivano vendute agli stessi marines e spedite alle famiglie negli Usa. Diventato amico di Fellini e Flaiano ha cominciato con lui a frequentare gli eventi mondani, ad andare a via Veneto dove si iniziava a consumare quella "dolce vita". La genesi del nome "paparazzo" è molto discussa. Riccardi raccontava che, affiancando rispettosamente Flaiano nel lavoro quotidiano, un giorno si trova a chiedergli il significato di un appellativo con il quale era stato da poco apostrofato da Amintore Fanfani: "Riccardi sei come un pappadacio!". I suoi ragazzi di bottega diventeranno negli anni seguenti tra i personaggi più influenti del glamour romano, divenendo essi stessi protagonisti di quel mondo.

Concentrato sul fotogiornalismo, Riccardi ha collaborato con decine di giornali fino a fondarne uno suo: la rivista ’Vip’. Fotografo-pittore ha sfidato anche più volte le autorità con performance artistiche: nel 1986 con una delle sue maxi-tele (tele dipinte con vari stili e cucite per formare opere di centinaia di metri) "incravatta" l’obelisco di una Piazza del Popolo abbandonata e assunta ormai a semplice parcheggio nel cuore di Roma. 


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