Minchiaintesta

di Alberto Giovanni Biuso - venerdì 26 dicembre 2008 - 3228 letture

Ho chiesto a degli amici un’opinione su un articolo di Felice Lima (pubblicato su Micromega) a proposito dell’attuale situazione della Magistratura in Italia. Ne è scaturito uno scambio che riporto qui in parte. Le parole del mio interlocutore sono tra virgolette.

«Ciò premesso, ritengo che Felice Lima sia nel giusto, quando afferma che l’Associazione di categoria tende ad assicurare al Potere il controllo sui magistrati, ed a questi ultimi una relazione privilegiata con il Potere. Da cittadino, tuttavia, sono rimasto molto perplesso da iniziative di magistrati contro altri magistrati, svolte con modalità tanto clamorose: sorge il dubbio che qualcuno, pur in buona fede, si sia lasciato prendere la mano dal desiderio di apparire».

Non condivido. Da quanto ho compreso, infatti, i magistrati di Salerno hanno solo dato sèguito a delle denunce. L’azione penale è ancora, non so fino a quando lo rimarrà, obbligatoria. Se dei magistrati traditori della Repubblica hanno agito da complici delle associazioni criminali, non è avvenuto uno "scontro tra Procure" -come la stampa serva va blaterando a uso delle masse- ma una indagine da parte di alcuni magistrati nei confronti di cittadini accusati di reati assai gravi.

«L’esercizio responsabile del potere, secondo me, spesso richiede discrezione, anche se ciò significa sacrificare la propria ambizione».

Certo. Una maggiore discrezione dovrebbe essere chiesta prima di tutto ai "rappresentanti del popolo" in quanto, appunto, solo rappresentanti sono.

«Fatalisticamente, concludo che i giudici disonesti c’erano già ai tempi del Nuovo Testamento, come insegna la parabola della vedova e del giudice».

Su questo concordo. La magistratura è anch’essa potere -e quindi è un male- ma oggi in Italia alcuni gudici sono l’ultima spiaggia della decenza civile.

Ti ringrazio anche dell’articolo di Quattroruote sulle auto blu. Articolo che costituisce l’ennesima conferma della irredimibilità, ormai, del potere in Italia. Della necessità giacobina che cadano teste. Quel momento arriverà. È accaduto per il Maresciallo del Cacchio, Fabulatore, Ejettatore, furioso Babbeo, bombetta, frenetico, teratocefalo, mortuario smargiasso, bicchierante, Gran Pernacchia, Priàpo Ottimo Massimo, Super Balano, Torsolone, Gran Tamburone del nulla, Paflagone, Fava Unica, Faccia feroce, Batrace Tritacco, Gran Somaro Nocchiero, Predappiomascelluto, Ciuco Maramaldo, Obicidiale Denegatore, Pupazzo, Nullapensante, Somaro, Stivaluto del Ventennio (epiteti gaddeschi, naturalmente). È accaduto per il crascio sicul-milanese che ha portato nell’ingrascio il PSI. Accadrà anche per il minchiaintesta, che la morte se lo prenda.

Come vedi, sono molto molto irato con la patria.

www.biuso.eu


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Minchiaintesta
27 dicembre 2008, di : Giuseppe Anceschi

Sono perfettamente d’accordo con le sue obiezioni: la magistratura, per quanto potere essa stessa e dunque sempre sottoposta al controllo dell’opinione pubblica (un’opinione pubblica per altro criticamente avvertita, non quella televisivamente berlusconizzata), è oggi un baluardo decisivo di fronte alle pressioni e alle forzature della destra al potere, a un passo (se non già dentro) dal regime fascistoide. La Costituzione sullo sfondo è ancora e sempre il luogo nel quale collocare una dimensione decente di uno stato di diritto (dove il cittadino può, deve essere tale e non più e non soltantoun consumatore o cliente), non quello attuale frutto di una deriva che ci riporta a cent’anni fa, alla reviviscenza di quella che Gobetti ebbe a definire (mi ripeto) l’autobiografia del paeese, il nostro perenne e ricorrente fascismo. Dobbiamo farci carico coi Travaglio, che la buona sorte nonostante tutto ci ha riservato (e Micromega, Critica liberale...), di controbattere ad ogni passo il berlusconismo odierno, il tappo (Al Tappone lo dice il nostra da ultimo, ma forse per il cespuglio che si è messo grottescamente sul capo) che tiene tutto compresso dentro e che esploderebbe se finalmente fosse fatto saltare, liberando certo chissà cosa di altro come un ennesimo vaso di Pandora ma anche tante energie positive oggi latenti perché ignorate, messe in non cale da una classe dirigente di supposta sinistra che va cacciata a pedate, una volta per tutte. Aveva ragione il Moretti ormai sei anni fa: con gente del genere si perderà sempre. Che siano i Di Pietro a salvarci può essere dubbio, non foss’altro per la imperizia a circondarsi di figure e figuri non sempre raccomandabili, ma in mancanza di altro ben venga gente del genere. Del resto, ciascuno faccia la sua parte...Cordialmente, giuseppe anceschi