Melassa giornalistica

Tre donne e un maschietto fra le pagine del giornalismo libero e indipendente
di Adriano Todaro - martedì 6 maggio 2014 - 1596 letture

Che Paese sarebbe, il nostro, se non ci fosse la stampa libera e indipendente? Essa rappresenta un baluardo all’imbarbarimento della società, una diga al malaffare. Giornalisti con la schiena dritta ci raccontano, in continuazione, i personaggi politici. Gente come noi, con gli stessi nostri affanni e aspirazioni.

Ha cominciato Vanity Fair in edicola il 23 aprile scorso. Dopo due giorni ricorre la Festa della Liberazione e questo vanitoso giornale cosa ti fa? Ti parla dei partigiani? Ma va! E poi cosa c’entra, io dico così perché è risaputo che sono vetero ma Vanity è moderno, ha superato la retorica partigiana e preferisce fare un grosso servizio su una ministra bella e impossibile. Elenuccia Boschi non parla di Resistenza ma di un suo intimo desiderio, quello di avere dei figli. Quanti? Naturalmente tre. E gli affetti? Sembra di leggere la rubrica AAA cercasi: "Desidero molto trovare un compagno. Sono single da un anno e la vita di coppia mi manca...".

Poi la patinata e fiera rivista, pubblica un siparietto strappalacrime su Elenuccia: "Torno tardi dal lavoro ‒ sottolinea ‒ la casa è sempre vuota..". E noi già immaginiamo la renziana cattolica nella sua fredda e spoglia cameretta da single. Si siede a tavola, fa il segno canonico della croce e si beve solo "una tazza di latte". Una vita terribile anche perché la ministra precisa che magari ha "passato la giornata a discutere di emendamenti con uno dell’opposizione. Vorrei almeno trascorrere il mio tempo libero con qualcuno con cui sognare un futuro insieme".

Dura la vita delle ministre. C’è da domandarsi chi gliel’ha fatto fare. Questa non poteva continuare a fare la Madonna nei presepi? Non vorremmo passare per blasfemi e parlare male della Madonna ma voi ve la immaginate aver passato una giornata a parlare con uno dell’opposizione e poi, sola, in una cameretta a bersi una tazza di latte? Deprimente e triste. Quelle che lavorano alla catena di montaggio stanno senza dubbio meglio. Arrivano a casa, si mangiano un bel pollastro con patatine croccanti e se ne vanno al night a farsi un whisky. E poi non hanno problemi a trovarsi un compagno. Sono tutte spaccaletti.

Nell’intervista si parla però di tante cose. E’ un servizio a 360 gradi come si dice e così Elenuccia ha tempo e spazio per farci sapere cosa pensa lei della fede, dell’aborto, dell’omosessualità, della fecondazione assistita. E’ un coacervo di banalità mica da ridere. Sull’aborto, pensate un po’, la ministra è convinta che "si potrebbe fare di più" ma, purtroppo, chissà per colpa di chi, mancano le strutture. E sugli omosessuali? La ministra è moderna e coraggiosa e difende addirittura il matrimonio fra omosessuali: "niente in contrario in linea teorica", afferma Elena. E in via pratica? Non è dato sapere. In compenso ci fa sapere che lei è "per un approccio più moderato". Ah, ecco.

E se Vanity Fair schiera la signorina Boschi, il settimanale Oggi fa uno scoop dal titolo "Mamma e ministro". La mamma e ministro è quella che guarda la Peppa alla Tv, Marianna Madia. Qua il settimanale risponde finalmente ad un’attesa spasmodica degli italiani, alla domanda che aleggiava in tutte le case, anche in quelle degli inquinati di Taranto, anche in quelle dei precari e dei licenziati: come farà Mariannina a conciliare il lavoro di ministra e di mamma? Nel sommario Oggi strilla: "Ma mamma Marianna, tra poppate e notti in bianco, non rinuncia al suo lavoro da ministro". Al che abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Pensavamo che ci avesse abbandonato senza fare la riforma della Pubblica amministrazione. Pensate che la Mariannina ha costruito "una rete di sostegno che le consente di lavorare tra una poppata e l’altra". E apprendiamo, silenti, ma un po’ invidiosi pensando a quando è nato nostro figlio, che la rete di sostegno è sorretta dalla nonna e dallo staff ministeriale.

Scrive Oggi: "Anche quando è a casa, è sempre connessa con i più stretti collaboratori. Tutto, comunque, ruota attorno a Margherita, al fatto che dorma o meno la notte...". E se non dorme? Niente paura la mamma "la porta con sé al ministero". La bimba dorme "beata nella culletta accanto alla scrivania e si sveglia solo per la poppata... Il messaggio è chiaro: un’altra generazione di ministri (e di mamme) è possibile". E noi tapini che pensavamo che ad essere possibile fosse un altro mondo.

Ma il Corrierone batte tutti anche perché qua il livello giornalistico è altissimo. Mercoledì 30 aprile, in prima pagina, di spalla, appare un titolo a tre colonne: "Marina Berlusconi e la politica: oggi no, un domani chissà". Altro giro, altra donna, altra intervista. Il più importante quotidiano italiano che mette in prima pagina una "non notizia"? Beh, nel passato, ha fatto di peggio. Quando la sorella Barbara si è laureata (laurea da tre anni), il Corriere gli ha dedicato una pagina intera. Ma questa è in prima pagina, in una posizione importantissima. E cosa dice la figlia di cotanto padre? Dice tutto e il suo contrario. Non voglio tediarvi ma la scontatezza e banalità di una frase la debbo citare. Afferma con piglio deciso Marina: "Il mio posto è nelle aziende... e poi questa storia della trasmissione dinastica non mi ha convinto... La ladership non si eredita, bisogna saper costruire, passo dopo passo, nel tempo, con umiltà, sacrificio, passione".

Meno male ho detto dentro di me. Ma Marina ‒ che è umile ‒ mi ha letto nel pensiero e subito ha messo i paletti: "Detto questo, so che nella vita non si può mai escludere nulla. Quindi, oggi è così. Un domani, se capitasse, la politica, chissà...". E una cazzata del genere la mettono, di spalla, in prima pagina?

Vi ho parlato di tre donne di potere. Ma per par condicio avrei bisogno anche di un maschietto disponibile a farsi leccare un po’. Vediamo... ah ecco, l’ho trovato. L’autore della slinguata è sempre il grande Corriere della Sera e il maschietto è Baffetto di Ferro, il lider maximo di cui avevamo perso le tracce. E invece lui, zitto zitto, lavora. Produce vino pregiato nella sua tenuta. Il Corriere lo incensa e fa bene perché non è di tutti i giorni trovare un politico che lavora e ci fa sapere che Massimo scarica, da solo, "cassette d’uva da 20 chili". L’incredibile Hulk!

E’ la stampa, bellezza e tu non puoi farci niente!


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