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Meir Shalev e Sant’Agata

Continua il "Viaggio in Sicilia verso Librino" organizzato da Antonio Presti e Fiumara d’Arte. E’ la volta dello scrittore israeliano Meir Shalev, un "dovoto" speciale di Sant’Agata...

di Pina La Villa - mercoledì 4 febbraio 2004 - 4408 letture

4 febbraio 2004

Meir Shalev, scrittore israeliano fra i più grandi oggi, figlio di un poeta, è a Catania, su invito di Antonio Presti e di Fiumara d’arte, per vedere e raccontare la festa di Sant’Agata. Il pomeriggio del 4 febbraio , in uno dei giorni più intensi dei festeggiamenti, lo scrittore è alla casa d’arte stesicorea, nel centro di Catania, in Piazza Stesicoro,15. Oggi la Santa passa proprio da qui. L’attesa è lunga, mentre la piazza, enorme, si riempie di gente, e di devoti, una scia bianca nella salita dei Cappuccini, proprio di fronte ai balconi della casa. Ma la santa dov’è? Si chiede chi è venuto all’incontro con l’autore e con la "Santa", prendendo posto nei balconi. La "Santa" è ancora in piazza Carlo Alberto, la piazza del mercato, sicuro indizio il brillare nel cielo rosa delle cinque del pomeriggio, dei fuochi di artificio, come tante piccole stelle. E’ ancora presto,si abbandonano i balconi. Nell’attesa vengono offerti il the, le olivette di pasta reale, e altri dolci tipici della festa...inizia l’incontro con Shalev...

Minuto, occhiali da vista con la montatura nera, un po’ pelato, sembra trovarsi all’inizio fuori posto, un po’ come un sordo che si è rassegnato a non capire quello che succede attorno a lui. Ma è solo all’inizio, poi, con l’aiuto della traduttrice, si accendono gli occhi scuri dietro gli occhiali e si distende un volto simpatico ed energico. La traduttrice - nonché consulente artistica di tutto il progetto "Viaggio in Sicilia verso Librino" Delfina Vezzoli -parla soprattutto dell ultimo libro di Shalev, "Fontanella". Fontanella è quel punto morbido che hanno in testa i neonati e che si richiude nel giro di un anno. Per il protagonista del libro,non si è richiusa... Shalev ha in mano la sua copia in lingua e la traduttrice trova i passi da leggere nella sua copia in italiano...Sembra che la fontanella sia come un terzo occhio, o comunque una vista e una sensibilità più acuta. Si vede subito che la scrittura di Shalev è fatta di umorismo e intelligenza, e apprendiamo che mischia storie vere e inventate, come fanno in genere gli scrittori, ma poi ci tiene a dire che quelle più strane sono quelle vere...

Le domande del pubblico: C’è qualcosa di autobiografico nelle sue storie? Si, c’è sempre qualcosa di autobiografico nelle storie che si scrivono. Qual è il suo rapporto col passato? Quale passato? Quello suo e quello del suo popolo... La lingua ebraica è una lingua antichissima, oggi io posso immaginare di parlare col re Davide o con Gesù Cristo, non di parlare con gli imperatori romani... Questo dà alla lettura degli antichi testi una modernità straordinaria... Perché scrive? Ha un fine estetico o la scritture le serve per conoscere? Scrivo per essere a posto con la mia coscienza. E voglio solo raccontare storie, senza insegnare nulla...

La festa di Sant’Agata: lo hanno impressionato gli uomini grandi e grossi con l’espressione da bambini che reggono le candelore...e si è convinto che il rito abbia a che fare con i rapporti tra i sessi...Penso si riferisse a una storia raccontata nel suo libro Il pane di Sarah, storia di un viaggio, di una donna che si fa portare dal suo uomo fino a quando non trova il posto che le sembra giusto per risiedervi...ma non lo so...perché poi è arrivata la "santa" per il tradizionale momento della salita dei Cappuccini...

E ho scoperto come funziona: c’è la salita dei Cappuccini, un lato della piazza che ha al suo centro i resti di un teatro greco-romano. Inizia da via Etnea, dove la Santa è sbucata uscendo da piazza Carlo Alberto, e finisce in Via Santa Maddalena, vicino all’imbocco di Via Plebiscito (è il percorso che stasera farà la santa, con le vicine popolari vie del quartiere San Cristoforo). Il tempo di vedere le file di devoti cominciare a tirare le corde, guardo giù "la vara" della santa, all’imbocco della via, e due minuti dopo, "la vara" dorata è fuori dalla mia vista. Ho ceduto il posto, mi sono distratta...la santa è sparita...resta la folla, le tuniche bianche, i palloncini, le bancarelle della calia e del torrone ...e il viso illuminato di Meir Shalev sull’altro balcone...con l’espressione di un bambino...

(dimenticavo: Meir Shalev ha scritto anche un libro di racconti per l’infanzia, dal titolo Piccole storie, quattro storie in cui si narrano le avventure di Carlotta, una pidocchia in carriera che sceglie di abitare tra i capelli di persone sempre più importanti, la storia di una bambina che per avere a tutti i costi le fossette sulle guance tiene sempre un dito sul viso, le vicende di un bambino convinto di avere un padre un po’ banale, la nascita delle polpette nella preistoria...)

6 febbraio Meir Shalev a Catania: due libri.

Re Adamo nella giungla

Re della giungla o giardiniere? Chissà se Adamo, lasciandosi alle spalle il cancello dell’Eden, ha pensato anche alle implicazioni positive del suo nuovo status. O se Salomone si è mai chiesto il vero motivo che ha condotto fino a lui la regina di Saba. Di certo l’ha fatto Meir Shalev che ci offre una rilettura irriverente del libro più diffuso al mondo.

Per amore di una donna

Il 6 febbraio 1950, nella fertile valle di Iezreel Moshe Rabinovich abbattè un eucalipto secolare, simbolo per tutti gli abitanti del villaggio, per lui un mezzo attraverso cui si sarebbe attuato un tragico destino. Da questo episodio si diparte il lungo racconto di Zayde, il protagonista che accompagna il lettore in un viaggio sul filo dei ricordi. Al centro della storia è Yehudit, la madre di Zayde, una donna forte e indipendente, custode di un lacerante segreto.


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