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Maxcell Amo Manu campione del mondo dei 100 metri

Con il tempo di 10"71 l’italiano si aggiudica la finale della gara più affascinante dell’atletica leggera

di Piero Buscemi - mercoledì 12 luglio 2023 - 1305 letture

Si può praticare qualsiasi sport, con successi e insuccessi che questa scelta comporta, ma correre i 100 metri supera qualsiasi emozione e tensione che una competizione possa riservare a qualsiasi atleta. Il nervosismo, compagno fedele di ogni momento prima della partenza, il ripasso a memoria dei passi che mangiano quei cento metri di tartan. Lo sguardo dritto fisso sul traguardo. Il respiro silenzioso degli avversari che corrono sulle corsie accanto.

I 100 metri sono una sfida con se stessi, innanzitutto. È sfidare il proprio ego contro i limiti di un’adrenalina che conduce ad una assenza mentale annullando qualsiasi pensiero, rumore, percezione. Dieci secondi o poco più, il tempo necessario per un’osmosi fisica con il proprio corpo. La gloria poi farà il resto, ma in quella corsa condotta in apnea, quello che conta è ritrovare se stessi e quel senso di libertà che là, un traguardo posto a cento metri dalla partenza, rappresenta l’unica ragione per sentirsi ancora vivi.

Maxcell Amo Manu, ghanese adottato dalla nostra Italia affamata di successi, si era già presentato in semifinale con il record mondiale stagionale, fissato a 10"64, nuovo record continentale e a solo 3 centesimi dal record del mondo, lasciando intendere ai suoi rivali in finale che non avrebbe fatto sconti a nessuno per quella medaglia d’oro ai Mondiali Paralimpici di Parigi.

La solita tensione di routine. Nel caso di Maxcell qualche problema in più per la sistemazione della protesi che, forse il nervosismo, gli ha impedito per qualche minuto di eseguire nella giusta sequenza quei movimenti che servono anche per incutere sicurezza. Un’incertezza che gli è costata un’ammonizione, esagerata, fuori luogo e eccessivamente fiscale da parte dei giudici. Un’enfatizzazione del regolamento che ha sicuramente condizionato la concentrazione del velocista italiano.

Una falsa partenza ad opera del concorrente della Costa Rica, il temibile Sherman Guity, uno dei favoriti della vittoria finale, ha ulteriormente alzato il livello di tensione del momento. Dopo un’ennesima sistemazione della protesi del nostro campione, finalmente la partenza.

Non eccessivamente reattivo allo sparo, Maxcell si è disteso ai sessanta metri, come una regola istintiva e forse mai sottoscritta detta la strategia di corsa in questi infernali dieci secondi. L’allungo del campione. come un copione da recitare e già sottoscritto. Il tempo è buono, 10 secondi e 71 centesimi che sarebbero stati ancor meno senza gli inconvenienti descritti della partenza.

Ci godiamo il momento, come abbiamo fatto in altre occasioni in questi ultimi anni. A fine gara, dopo l’abbraccio doveroso alla moglie e ai figli, si è presentato ai microfoni di RaiSport e, con un pizzico d’orgoglio, pur riconoscendo la maggior velocità di Marcel Jacobs, simpaticamente ha lanciato la sua sfida al mondo della velocità italiana, consapevole di essere in questo momento d’oro, uno stimolo per gli altri atleti.

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Arrivo di gara
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Maxcell Amo Manu campione del mondo


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