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Massimo Ranieri, ospite d’onore a Taormina

Esibizione d’alta classe dello scugnizzo partenopeo al Teatro Antico di Taormina

di Piero Buscemi - mercoledì 20 agosto 2025 - 1103 letture

Stavolta vogliamo iniziare dalla fine. Il momento in cui l’artista si rivolge al pubblico nei saluti finali, rendendo omaggio ai suoi musicisti, alle sue coriste e ringrazia con un caloroso abbraccio la platea.

Lo facciamo perché ogni spettacolo di Massimo Ranieri, considerarlo soltanto un concerto appare davvero sminuente, acquista ogni volta un livello sempre più alto di raffinatezza. Questo è possibile proprio grazie agli artisti che lo circondano sul palco, trasformando il tutto in un’espressione musicale, tra il jazz, il blues e il soul.

È per questo che vogliamo citare le tre splendide coriste, musiciste raffinate che, con la voce e gli strumenti, arricchiscono di suadente sonorità il già consolidato da tempo repertorio di Massimo Ranieri.

Cristiana Polegri, splendida sassofonista, Valentina Pinto (in arte Midorii), incantevole violista e vocalist jazz, e Giovanna Perna, che spesso suona anche le tastiere. A questo splendido trio, come non citare i musicisti che hanno accompagnato il pubblico negli stravaganti ed eleganti arrangiamenti che hanno trasformato ogni singola canzone in un piccolo capolavoro musicale.

Seby Burgio (pianoforte), Francesco Puglisi (basso), Luca Trolli (batteria), Arnaldo Vacca (percussioni), Andrea Pistilli e Tony Puja (chitarre), Max Filosi (fiati e sax) sono quanto di meglio il panorama artistico italiano possa offrire. Gruppo consolidato, a volte con qualche sostituzione, ma sempre in grado di offrire una cornice d’alta classe al nostro Maurice Chevalier, volendo fare un degno accostamento a un grande interprete della canzone francese d’altri tempi che, come il Massimo nostrano, oltre che a cantare, interpreta le parole con gesti, passi di danza e un sano umorismo sarcastico che diventa, ogni anno di più un inno alla vita.

La scaletta della serata di martedì 19 agosto ha riproposto i grandi successi dell’artista napoletano, con l’esecuzione di alcuni brani recenti, tratti dal suo Tutti i sogni ancora in volo del 2022, pubblicato con la collaborazione di Gino Vannelli. Un’inevitabile coda al concerto, chiamato sul palco a gran voce dal pubblico, è stato l’omaggio a Renato Carosone con Tu vuò fà l’americano, pezzo scritto nel 1956 da Nicola Salerno e musicato appunto da Carosone che, dopo 70 anni, riscuote ancora un incredibile seguito in ogni angolo del mondo.

Se Massimo Ranieri ha tenuto a ribadire, più volte nei suoi dialoghi di intermezzo, il suo innato attaccamento al sogno come unica ragione del vivere, accostato a un continuo bisogno del sentimento più nobile che l’essere umano riesce ad esternare, da rinnovare ad ogni occasione, nonostante sia più sempre bistrattato e strumentalizzato, ci uniamo al suo invito ad inseguire quel pallone, calpestando l’erba delle proprie case, pronti a calciarlo contro le cattiverie del mondo e ad aprire il cielo ad un nuovo... sogno.

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