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Malformazioni e tumori. A Gela la resa dei conti

Il sogno dell’uomo medio. Negli anni ’50 lavorare al petrolchimico di Gela era il sogno di qualsiasi uomo. Il sogno dell’uomo medio si è convertito in un incubo
di Bianca Scicolone - giovedì 23 novembre 2006 - 7251 letture

Il sogno dell’uomo medio. Negli anni ’50 lavorare al petrolchimico di Gela era il sogno di qualsiasi uomo. Uno stipendio fisso, un lavoro lontano dalle terre. Il sogno dell’uomo medio si è convertito in un incubo. Il grande colosso industriale si è trasformato in un mostro. A Gela si contano i bambini malformati. Si ci interroga su 50 anni di industrializzazione e di inquinamento ambientale selvaggio. Si ci interroga sulle malformazioni neonatali e sui casi di tumore, sulle malattie renali, respiratorie e cardiovascolari.

Tra il 2002 e il 2004 sarebbero stati accertati 1142 casi di cancro. Solo nel 2004, su 75 mila persone controllate, i casi accertati di tumore sarebbero stati 402: 248 uomini e 154 donne. La media nazionale è di 100 ammalati per 100 mila abitanti. Dunque a Gela gli ammalati di cancro sono 4 volte maggiore di qualsiasi altro sito. Ma non è finita. Sulle nascite di bambini con malformazioni è stata avviata un’indagine della magistratura. Inchiesta ora nelle mani del sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, che sta indagando su malformazioni e tumori negli 11 anni presi a campione: dal 1992 al 2003. Le malformazioni neonatali accertate in questo periodo riguardano 520 bambini su 13.060 nati vivi, con una incidenza del 4%. Particolarmente alta tra le malformazioni l’incidenza delle "ipospadie", ovvero l’insufficiente sviluppo dell’uretra. Ma si assiste anche alla nascita di bimbi con sei dita alle mani o ai piedi, senza un orecchio, senza il palato, idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi, ed altro.

Con i dati in mano, venuti fuori non per la presenza di una sorveglianza epidemiologica, né per un registro tumori, insorge la cittadinanza forte della nascita di diverse associazioni che uniscono i malati di cancro e le famiglie con bimbi malformati. Il sindaco Rosario Crocetta, subito dopo aver ricevuto in regalo dall’Eni una bella fontana all’ingresso della città, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nei processi per i casi gravi di inquinamento ambientale. L’amministrazione ha inoltre previsto l’istituzione di un fondo (300 mila euro) per aiutare le famiglie povere di quei malati di tumore costretti ad affrontare spese insostenibili.

Un colosso che fino a qualche anno fa ospitava al suo interno 12 mila operai ora, le grandi ciminiere, accolgono più di 4 mila persone. Fino ad oggi la grande industria è stata vista come una grande mamma che ha concesso a migliaia di persone di portare uno stipendio a casa, le stesse persone costrette al prepensionamento per l’esposizione all’amianto o con nipotini malati e figli morti di tumore. Sarebbe proprio il caso di invertire quel motto che si gridava nelle piazze qualche decennio fa: “Meglio ammalato che disoccupato”.


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Malformazioni e tumori. A Gela la resa dei conti
14 dicembre 2006, di : Sal

Ho fatto parte del Comitato contro la Megacentale a carbone di 1200 MW(!)che volevano costruire a Gela....Parecchi la volevano.La loro argomentazione?:"Vogliamo morire a stomaco pieno"....Non oso lontanamente pensare cosa sarebbe successo se invece l’avessero realizzata...PS.:Condivido in pieno ogni parola dell’articolo su " Malformazioni e tumori a Gela.La resa dei conti.Cordiali saluti,Sal
Malformazioni e tumori. A Gela la resa dei conti
6 aprile 2008, di : rosaria

rosaria non accetto che l’industria ci uccida. mia figlia ha avuto una malformazione, a me ha dato solo dispiaceri. che ci risarcisca per i danni causati