Malasanità e caduta della politica

Il familismo amorale ha terremotato la sanità catanese. Non è la prima volta e non sarà l’ultima...

di Luigi Boggio - giovedì 4 maggio 2023 - 1673 letture

Il familismo amorale ha terremotato la sanità catanese. Non è la prima volta e non sarà l’ultima per il susseguirsi dei casi. Il sistema delle clientele e dei concorsi pilotati non conosce confini e repliche, come dimostrano le varie inchieste della magistratura. Il virus dilaga, contagia e si diffonde anche nei luoghi del sapere, della politica e pure del rispettabilissimo mondo imprenditoriale. Cioè quelli dei discorsi del merito e del sottosalario.

La verità è che quando il familismo incrocia il clientelismo di diversa natura ogni cosa si capovolge provocando discredito delle istituzioni e sfiducia. Non è solo corruttela, ma una caduta dell’etica pubblica e dei valori democratici. Poi ci si chiede perché tanti giovani intelligenti e preparati vanno via in altri Paesi e non vogliono più saperne di ritornare? Il motivo è semplice in quanto non si sentono valorizzati e riconosciuti per quello che sono e quello che valgono.

Non è solamente, signori benpensanti, una perdita umana di decadimento delle nostre realtà, ma anche sociale e democratico per un possibile ricambio generazionale. La sfida nel Sud investe diversi campi non solo economici, soprattutto nella scuola, nella formazione e nella cultura. Non dimenticando mai nell’agire quotidiano della mala pianta della criminalità e delle aree grigie di connivenza.

Ci chiediamo dei giovani che vanno via e, nello stesso tempo, ci dovremmo anche chiedere di tutti quei cittadini che non vanno a votare perché delusi e sfiduciati dalla politica. Una politica con una rappresentazione dai volti diversi e dalle casacche mutabili. Cambi di casacca e liste civiche dominano lo scenario delle amministrative del 28 maggio 2023. Una pratica, se eletti, di non rispondere a nessuno. I voti sono miei, mi possiedono e faccio quello che voglio. Cambio e scambio al maggiore offerente senza nessun timore d’essere investito da una valanga di monetine o di un assortimento violento di parole. Anche questo è passato essendo la maggior parte gli stessi protagonisti di quelle scene avvilenti e non rispettosi di un passato, con tutte le contraddizioni, di dignità.

Ci sono tante cose da portare avanti e da rinnovare per creare un lavoro dignitoso e dare un senso alla vita di questo Paese che declina. Iniziando ad avere rispetto dei beni comuni cioè quelli che ci appartengono: dalla sanità alla scuola, dall’informazione e ai saperi per l’avanzare dell’ intelligenza artificiale che nel tempo cambierà il rapporto tra uomo e macchine.


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