Macchina del tempo a embrioni
È vero. Col senno di poi possiamo dire che il referendum non andava fatto. Per la semplice ragione che non tutto era stato spiegato agli elettori. Adesso possiamo svelare il mistero...
È vero. Col senno di poi possiamo dire che il referendum non andava fatto. Per la semplice ragione che non tutto era stato spiegato agli elettori. Adesso possiamo svelare il mistero:
gli italiani che sono andati a votare pensavano di entrare in una cabina elettorale, in realtà si sono trovati dentro sofisticatissime macchine del tempo.
in un sol colpo, il 12 e il 13 giugno, ci siamo ritrovati catapultati indietro di cinquant’anni.
La Chiesa è tornata a controllare le coscienze e a fare politica attiva. Dopo una massiccia campagna per l’astensione (parola tanto cara al clero), e un minuto dopo il fallimento del referendum, Ruini si è presentato davanti ai microfoni dei giornalisti dicendo magnanimamente che la legge può essere migliorata. Qualcuno dovrebbe dirgli che a un prete spetterebbe occuparsi di anime piuttosto che dell’agenda politica del paese. Sul Corriere papa Raztinger lancia un appello a "chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio" affinchè "si comporti come se Dio ci fosse". Mi risulta che quando si fanno le leggi in uno stato laico dovrebbe seguirsi il procedimento contrario.
In pieno clima da dopoguerra non può mancare la Democrazia Cristiana. A quello ci stanno pensando Berlusconi e Rutelli...
La macchina del tempo elettorale non avrebbe fatto neanche così male, se da questa parte avessimo qualche carta da giocare. Ma invece di Togliatti abbiamo Fassino, don Camillo aspetta annoiato Peppone (manco fosse Godot), invece del boom ci tocca la crisi e all’orizzonte non si vede Guevara...
Vabbè, andremo a sballarci con una canna ad un concerto di Hendrix...pardon, con una pasticca ad una serata di Albertino...che tristezza!
- Ci sono 3 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Caro Misuraca, possibile che non vi siate accorti di essere proprio voi quelli fuori dal tempo? Voi, gli apostoli di un laicismo molto retrò, voi, i promotori di una battaglia culturale malamente condotta, non già a favore delle donne, bensì dell’onnipotenza delle industrie farmaceutiche (tutte schierate dalla vostra parte, già pronte ad incrementare i loro profitti, bastonate come voi). Il fatto è che purtroppo vi manca un pensiero forte. Il relativismo è nulla, robetta da basso impero illuminista, davanti al primato morale che papa Ratzinger sta ricucendo addosso alla sua Chiesa con certosina pazienza. Lui ha lanciato un messaggio fulminante a tutti i laici: "provate a fare come se Dio ci fosse", ha gettato il seme del dubbio che forse qualche valore universale, a ben vedere, si possa ancora recuperare nei labirinti della ragione. Vuoi vedere che dopo un papa che ha provocato la dissoluzione dei regimi comunisti ne arriva uno che ci fa riscoprire la filosofia, quella vera, e il senso smarrito dei valori occidentali? Nino.
su una cosa sono d’accordo con te... esistono valori universali che vanno al di là delle differenze culturali. Per esempio, la solidarietà, la giustizia, la dignità umana, la parità di diritti tra uomini e donne, eterosessuali e omosessuali, la libertà di espressione. Quello in cui non concordo con Nino è che i valori assoluti possano appartenere solo ad un credo religioso, e che gli atei siano condannati al relativismo cieco. È quello che vuol far credere Ratzinger alla gente, ma non corrisponde a verità. Ci sono tantissimi materialisti che lasciano che la propria vita sia guidata da valori assoluti.
*Io vescovo sono andato a votare* La riflessione del giorno dopo... Mons. Luigi Bettazzi (Vescovo emerito di Ivrea) 14 giugno 2005
Ho votato per il Referendum, anche se a risultati già scontati. Ho sempre partecipato alle civiche consultazioni, per principio e per la consapevolezza "storica" che le astensioni - oltrechè accomunarti con chi lo fa¨ per spirito anticivile o per trascuratezza - non di rado (e questo...fin dal Risorgimento!) ti rendono corresponsabile della vittoria delle posizioni opposte.. Ero dunque particolarmente perplesso di fronte alla posizione tempestivamente proposta dai vertici della CEI ed inevitabilmente accolta dagli altri vescovi (logicamente anche dal Papa) e poi da tutta l’istituzione ecclesiale. Tanto più che a farla interpretare come un espediente astuto (anche se meno determinante del "no", che esclude per cinque anni il testo rifiutato), quasi l’invito ad un compattamento trasversale e manifesto dei cattolici, sopravveniva l’adesione entusiasta di tanti settori della politica, anche di quelli per sè meno interessati, in quanto in grado di affrontare viaggi onerosi verso Paesi con leggi più permissive, o di quanti di solito non sono così sensibili a motivazioni ispirate da principi religiosi (denominati per l’occasione "atei devoti"). Una conferma veniva anche da una autorevole Rivista cattolica, che suggeriva di controllare la sera della domenica la percentuale dei votanti, perchè nel caso di una forte partecipazione, ritenuta favorevole al "sì" (cioè¨ alla modifica della legge) si potesse il lunedì mattina andare a votare per il "no". Trovavo che in atmosfera di testimonianza aperta e di confronto fraterno sarebbe stato più sereno anche il dialogo con chi non esclude che l’identità umana possa riconoscersi nell’embrione solo al precisarsi del DNA individuale o all’annidamento nel seno materno, sembrando inconcepibile che la natura stessa (quindi il piano divino) disperdendo molti ovuli già fecondati, distrugga tante vite umane estromesse dallo sviluppo; facendo anche comprendere che, nell’incertezza, la Chiesa deve sostenere la parte più sicura. Qualunque fosse l’opinione personale, mi sembrava dovermi comunque adeguare - tanto più come vescovo - all’opinione di S. Paolo il quale, posto di fronte al problema delle parti di animali immolati per i riti ufficiali e vendute a basso prezzo sul mercato, dichiarava di rinunciare alla sua disponibilità a servirsene - data l’inesistenza degli idoli - se questo avesse potuto scandalizzare chi invece si sarebbe sentito coinvolto dal culto idolatrico (v. 1 Cor, cap. 8). Mi ero chiesto se questa modalità di impegno, che potrà portare al raggiungimento di un traguardo immediato, non possa avere risvolti meno positivi nella sensibilità dei cittadini, forse degli stessi fedeli, a cui si è¨ arrivati a dichiarare (anche da parte di un Cardinale!) che non solo votare "sì", ma semplicemente andare a votare fosse peccato mortale!
Spero di non incorrere nella conseguenza di essere considerato un cristiano "disobbediente" (anche se autorevolmente era stato precisato che si trattava solo di un suggerimento, sia pure forte e insistente). Ma mi sembrava doveroso - a Referendum concluso per non turbare l’indirizzo ufficiale - tranquillizzare la coscienza di quanti hanno ritenuto che partecipare al voto fosse moralmente legittimo, quale testimonianza civica più efficace.
[18-06-2005 06:58 - Mons. Luigi Bettazzi ,] sottoscrivo. claudio
Non ho capito come mai tutti possono dire la loro tranne il Papa e la Chiesa.
Chi riduce l’essere umano ad un problema politico è per lo meno confuso, come il giornalista di questo articolo.
Ricordiamo che in nome della "libertà" di pensiero e di parola un cattolico è stato preso a calci nel sedere al parlamento europeo....capperi ha portato la sua esperienza di cattolico, che certamente è la cultura dominante...ah ah ah ih ih ih... ipocriti
Forse che il Papa Giovanni Paolo II avesse ragione ad insistere sulle radici cristiane nella costituzione europea?
"Senza di me non potete fare nulla" ci ricorda Gesù Cristo
Lo stesso giornalista chiesofobo entra in contradizione...
"ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore" intona nel Magnificat la nostra Madre e Regina
La domanda dunque rimane, perchè il cattolico deve stare zitto e chiudersi nelle Chiese?