Sei all'interno di >> :.: Culture | ParoleRubate |

Ma quante destre ci sono?

La Nuova destra in Europa : Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist / Matteo Luca Andriola. - Vedano al Lambro : Edizioni Paginauno / Mc’Nelly, 2019 ; seconda edizione. - 473 p., [3] : br. ; 21 cm. - (Paginauno saggistica / collana diretta da Giovanna Cracco ; 38). - ISBN 978-88-99699-36-9.
di Sergej - mercoledì 1 aprile 2020 - 742 letture

Il volume La Nuova destra in Europa. Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist, di Matteo Luca Andriola, edito da Paginauno, è l’edizione aggiornata al 2019 di un primo lavoro che Andriola aveva pubblicato nel 2014, sempre dedicato ai movimenti e ai partiti di destra europei.

Spiega Matteo Luca Andriola: “Ho deciso di aggiornare la prima edizione del mio libro davanti a fenomeni quali la Brexit in Inghilterra, l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti e il crollo dei partiti storici europei, nonché l’ascesa di movimenti populisti di vario tipo, specie collocati a destra. A dimostrazione della centralità del fenomeno populista in Europa e della diffidenza crescente delle masse popolari verso i partiti tradizionali, identificati come i responsabili della crisi politica. È in questo vuoto che fa breccia la strategia egemonica dei circoli che gravitano attorno ai partiti populisti, che si identificano nelle tesi della Nouvelle droite e nelle riflessioni del filosofo francese Alain de Benoist. Tutto questo in una fase in cui il grosso della sinistra si trova sprovvista di una strategia politica, e soprattutto culturale, per uscire dalla crisi”.

A partire dalla convinzione che esiste una rivoluzione ideologica legata alle teorie di Alain de Benoist, Andriola propone un’analisi aggiornata sui movimenti e i partiti di destra europei. Oggi la Lega di Salvini è arrivata al 34% alle europee, il Front national francese al 23% e una nuova formazione, l’AfD, non cessa la sua cavalcata in Germania, mentre sul piano teorico a de Benoist si è affiancato Alexander Dugin con la sua Quarta Teoria Politica e in Europa ha iniziato ad agire l’Alt-Right statunitense, incarnata da Steve Bannon e dal suo The Movement.

Quello di Andriola è un libro da leggere, anche alla luce della ricerca di modello che gli Stati europei e occidentali sembrano in corso d’opera avere. Se il fronte occidentale degli ex Paesi dell’Est è stato organizzato in modo da funzionare da cordone antivirale nei confronti del vecchio nemico russo, la situazione nelle retrovie europee si fa più sfrangiata. Le dinamiche del neoliberismo e dello sfruttamento finanziario impongono un livellamento verso il basso, con l’abbattimento della classe media le cui risorse vengono dragate a favore dei pochi ricchi ed evasori fiscali. Questa perdita di potere economico e politico - con il progressivo restringimento dei diritti democratici quale unica risposta a qualsivoglia "evento traumatico" sia ventilato dai media (sia esso un "attentato" terroristico o una crisi economica o un virus) - alimenta la diffusione delle ideologie della destra che, rispetto alla vecchia sinistra, sembrano avere una maggiore capacità diffusiva e di adattamento, forte anche dei cospicui finanziamenti di cui godono. Se ad ogni cosa viene sempre data una "risposta di destra", anche all’attuale epidemia covid-19, la tentazione è a ripetere coattivamente e quasi per condizionamento pavloviano la risposta. L’uso che il capitale fa delle ideologie della destra è altrettanto nocivo dell’uso che essa ha fatto della democrazia.

Scriveva Theodor W. Adorno nel 1967 che la democrazia non «si è concretizzata in modo effettivo e completo dal punto di vista economico-sociale, ma è rimasta sul piano formale. E, in questo senso, i movimenti fascisti potrebbero essere indicati come le piaghe, le cicatrici di una democrazia che non è ancora pienamente all’altezza del proprio concetto» [1].

Nei primi anni Settanta, in Italia, l’estrema destra (ancora larvale, quella di Mambro e Fioravanti) vide nel sistema allora al potere il "comune nemico" e tentò una convergenza con l’estrema sinistra. Entrambi i movimenti furono facilmente spazzati via, e anzi contribuirono e furono funzionali all’imbalsamazione del sistema stesso per le successive due generazioni. È interessante sottolineare gli "effetti lunghi" che le elaborazioni fatte negli anni a metà degli Anni Sessanta del secolo scorso (il "sessantotto" che interessò la destra, la sinistra, il mondo cattolico ecc_) sono riuscite ad avere attraverso le generazioni. Ma oggi con la consapevolezza che appunto, di idee provenienti da un secolo passati si tratta. Non sarebbe ora di cominciare a elaborare nuove idee per l’attuale, diverso, secolo?


Sinossi del libro

L’esplosivo successo elettorale dei partiti di destra alle ultime elezioni europee è la ragione che ci ha suggerito di riproporre, aggiornato di cinque anni, il saggio La Nuova destra in Europa (Paginauno, 2014). In quell’occasione Andriola identificava in una rivoluzione ideologica, iniziata quarant’anni prima dall’intellettuale Alain de Benoist, la crescita che i vari movimenti di destra già avevano registrato, li analizzava seguendone il percorso e tirava le fila dei legami creati, e tuttora esistenti, tra la Nuova destra come corrente culturale e le diverse formazioni politiche. Oggi la Lega di Salvini è arrivata al 34% alle europee, il Front national francese al 23% e una nuova formazione, l’AfD, non cessa la sua cavalcata in Germania, mentre sul piano teorico a de Benoist si è affiancato Alexander Dugin con la sua Quarta Teoria Politica e in Europa ha iniziato ad agire l’Alt-Right statunitense, incarnata da Steve Bannon e dal suo The Movement: tutto ciò è affrontato in questa nuova edizione aggiornata. Come nasce questo cambiamento, come siano stati abbandonati i riferimenti storici per attingere a una parte del pensiero che un tempo apparteneva alla sinistra e come questo percorso abbia condotto la Nuova destra al successo, trovano una risposta in questo libro inchiesta.


L’autore

Matteo Luca Andriola è nato a Saronno nel 1984. Storico di formazione, fin dall’università si è dedicato ad approfondire l’area culturale e politica della destra, divenendo uno dei principali studiosi italiani in tale ambito. È autore di numerose analisi e inchieste sull’estrema destra per la rivista Paginauno e collabora con diverse testate cartacee e online quali Lettera43, Linkiesta, Il Dubbio, Stylo24 e L’Interferenza.


Dalla Introduzione alla seconda edizione / di Giovanna Cracco

Cinque anni fa, all’uscita della prima edizione di questo volume, il mondo della sinistra italiana aveva una consapevolezza che possiamo definire pari a zero – con le dovute eccezioni sempre presenti – in merito a questa Nuova destra che stava avanzando, sul piano culturale e politico, influenzando le posizioni di partiti come la Lega Nord e il Front national. L’atteggiamento prevalente era la demonizzazione, attuata attraverso l’uso di etichette semplificatorie e semplicistiche: populismo, neofascismo, razzismo. La cecità si è resa subito evidente anche nell’accoglienza riservata al libro: ignorato o rifiutato dagli ambienti culturali di sinistra, il volume è stato apprezzato da quelli di destra, per il taglio storico e la profondità di analisi. Sarebbe consolatorio pensare fosse un libro in anticipo sui tempi, ma non è così. Era la sinistra a essere in ritardo, o meglio, drammaticamente distante dalla realtà dell’attuale fase storica.

La sinistra ha il dovere di comprende cosa ha davanti, e se vuole tornare a incidere nella società deve avviare una riflessione sulla trasformazione ideologica che il suo pensiero ha compiuto negli ultimi quarant’anni, rinnegando punti cardine e gettando in cantina strumenti di analisi, primo fra tutti la critica alla struttura economica e il suo rapporto con la sovrastruttura politica. Perché questo libro mostra in maniera disarmante quanto ciò che la sinistra ha abbandonato sia stato fatto proprio da una Nuova destra che, staccandosi dalla destra storica conservatrice e da quella radicale, ha rielaborato la propria cultura, divenendo anti-imperialista, anti-globalizzazione, anti-utilitarista, anti-euro: oggi è questa Nuova destra a criticare con forza il predominio del mercato sulla politica, a presentarsi in difesa delle classi sociali più deboli, mentre la sinistra ha assorbito l’impianto ideologico del neoliberismo/ordoliberismo. Nascono da qui il voto a favore della Brexit in Gran Bretagna, l’elezione di Trump negli Stati Uniti, l’ascesa della Lega di Matteo Salvini in Italia e del Front national di Marine Le Pen in Francia, la nascita di AfD in Germania...

[...]


Link alla pagina dell’editore dedicata a questo libro.


[1] Theodor W. Adorno, Aspetti del nuovo radicalismo di destra. - Venezia : Marsilio, 2020.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -