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Ma dove vai se l’AI non ce l’hai

Coltivare, educare, umanizzare : orientamenti per una strategia di adozione dell’IA nella scuola, nei luoghi della cultura e nelle comunità educanti / a cura di Carmine Marinucci. - 1 ed. - Roma : Stamen, 2026. - 541 p., [1] : br. ; 21 cm. - (Studi). - ISBN 979-12-81045-63-7.

di Sergej - venerdì 26 giugno 2026 - 325 letture

Carmine Marinucci, in un suo articolo recente [1], ci dà questa notizia:

"A Montalto Uffugo, bambini dell’infanzia — cinque anni — hanno corretto l’intelligenza artificiale. La macchina aveva detto qualcosa sulle api; loro hanno risposto che le api volano, non camminano. In un’altra classe, altri bambini hanno spiegato alla macchina che il miele non è fatto per gli esseri umani, ma per le api stesse. Ragazzi più grandi hanno smascherato una “balena spazzina del mare” che l’AI aveva inventato di sana pianta; studenti di Cosenza hanno riconosciuto le allucinazioni storiche nel racconto generato su Alarico.

Fermatevi un istante su questi episodi, perché sotto la loro semplicità c’è qualcosa di enorme. Un bambino di cinque anni che dice “le api volano, non camminano” sta facendo, senza saperlo, il gesto più maturo che si possa compiere davanti a una macchina: non si fida. Verifica. Sa una cosa che l’algoritmo non sa, perché lui le api le ha viste, e l’algoritmo no. Questo è esattamente ciò che chiamiamo Lege — leggere criticamente, interrogare la fonte, non delegare il giudizio. Non è una competenza astratta che insegniamo agli adulti. È un bambino dell’infanzia che corregge la macchina sul comportamento delle api.

Ecco il risultato dell’anno, e lo dico senza retorica: nelle nostre scuole l’intelligenza artificiale non ha prodotto passività. Ha prodotto bambini e ragazzi che la mettono in discussione. L’errore della macchina, invece di essere un problema, è diventato la migliore occasione pedagogica che potessimo desiderare — il momento in cui un bambino scopre che il sapere richiede verifica, che la fonte va interrogata, che la responsabilità di interpretare resta umana e non si delega."

Marinucci, per chi non lo conosce è l’attuale coordinatore della Diculther, Associazione internazionale per la promozione della cultura digitale, e sta svolgendo un enorme lavoro assieme ai suoi collaboratori, nel cruciale segmento della cultura digitale nelle scuole. L’uscita del volume Coltivare, educare, umanizzare : orientamenti per una strategia di adozione dell’IA nella scuola, nei luoghi della cultura e nelle comunità educanti (edito da Stamer, 2026) di cui è curatore è importante perché permette di verificare lo "stato dell’arte" su cosa sta accadendo in questo fondamentale snodo che è l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale (AI) nelle scuole.

Il volume antologico permette di tastare il polso ai diversi aspetti e alle diverse applicazioni che l’informatica e l’AI sono attualmente "testate" nel mondo della scuola e della cultura in genere: così l’utilizzo delle metodiche AI nel settore dei beni culturali, dell’archeologia e della linguistica. Ma davvero il volume è ricchissimo di spunti, ha un approccio interdisciplinare, permette non solo a docenti interessati di avere uno spunto, una illuminazione, una chiave di volta da cui partire per nuovi approfondimenti. Mentre nel mondo del consumo culturale ci si approccia al questa "cosa nuova" che è l’AI un po’ con lo spirito dell’indigeno ammaliato a cui un neo "uomo bianco" sta vendendo delle perline colorate, e le aziende annusano l’aria memori di passate esperienze di infrusature tecnologiche, l’approccio pratico di Marinucci che coniuga attenzione e umanesimo ci sembra quello più proficuo di possibili risultati.

Prima o poi il mondo della scuola dovrà pur uscire dal declino, avere un sussulto d’orgoglio e tornare a percepire il proprio ruolo come primario all’interno di un Paese che possa riscoprire la propria identità ma soprattutto il senso e il valore dei propri obiettivi di sistema. Il percorso rifondativo di Marinucci ci sembra punti in questa direzione.

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Copertina di Coltivare, educare, umanizzare - a cura di Carmine Marinucci

Sinossi

In un tempo segnato dall’intelligenza artificiale e dalle trasformazioni digitali, questo volume propone una strategia educativa fondata su tre principi chiave: coltivare consapevolezza, educare con responsabilità, umanizzare le tecnologie. Al centro vi è il concetto di titolarità culturale, che ridefinisce la relazione tra cittadino e patrimonio: non più semplice fruitore, ma soggetto consapevole, responsabile, attivo. Il testo raccoglie contributi autorevoli dal mondo accademico, associativo, delle imprese, educativo e istituzionale, offrendo raccomandazioni concrete per costruire una cittadinanza algoritmica inclusiva, democratica e partecipata.

Orientamenti per una strategia di adozione dell’IA nella scuola, nei luoghi della cultura e nelle comunità educanti

Un’opera corale promossa da DiCultHer per una strategia educativa e civile sull’IA nella scuola, nei luoghi della cultura e nelle comunità educanti, perché crediamo che i nostri docenti e le nostre comunità educanti sono la nostra vera speranza di futuro

In distribuzione Coltivare, Educare, Umanizzare. Raccomandazioni per una strategia di adozione dell’Intelligenza Artificiale nella scuola, nei luoghi della cultura e nelle comunità educanti, (Ed. STAMEN – ISBN 9791281045637) il nuovo volume promosso da DiCultHer – Associazione internazionale per la promozione delle Culture Digitali “Dino Buzzetti”.

Il volume nasce come esito di un percorso decennale di riflessione, sperimentazione e confronto pubblico sul rapporto tra educazione, patrimonio culturale, innovazione tecnologica e responsabilità civile, rafforzato dalle recenti esperienze della Settimana delle Culture Digitali, del Manifesto AI CULTURA[1] , dell’HackCultura, l’Hackathon delle studentesse e degli studenti per la titolarietà culturale, della DiCulther Academy e del Festival delle Culture Digitali @niene.

Il volume propone una visione dell’Intelligenza Artificiale non ridotta a strumento, ma assunta come questione culturale, educativa ed etica, ponendo al centro la persona, le comunità educanti, i diritti, la sostenibilità e il bene comune.

Attraverso contributi di studiosi, istituzioni, professionisti della cultura, dell’educazione e della ricerca, il volume intende offrire raccomandazioni operative, ma anche una cornice di senso, per accompagnare scuole, musei, biblioteche, archivi e territori in un uso consapevole, critico e generativo dell’IA.

Coltivare, Educare, Umanizzare si rivolge a docenti, educatori, dirigenti scolastici, operatori culturali, decisori pubblici e a tutti coloro che ritengono urgente costruire una nuova alleanza tra cultura, tecnologia e democrazia.

Il volume inoltre è parte integrante dei percorsi di alta formazione della DiCultHer Academy, su Patrimonio culturale, sulla co-creazione, sull’interazione con l’AI e sull’intelligenza culturale collettiva, pensati con la scuola e per la scuola, nella convinzione che educare all’Intelligenza Artificiale significhi, prima di tutto, educare alla responsabilità, alla partecipazione e alla cura del bene comune: link al Primo corso DiCulTher.


Link: il sito di DiCulTher: Associazione Internazionale per la promozione della Cultura Digitale “Dino Buzzetti”

Nel Novecento ai giovani si chiese di costruire strade e ponti per collegare un Paese. Oggi si chiede loro di costruire ponti digitali per connettere saperi, comunità e opportunità. Il patrimonio culturale, l’educazione e l’IA diventano così infrastrutture condivise per una nuova cittadinanza attiva.


[1] Carmine Marinucci, I bambini che correggono la macchina, 26 giugno 2026, in: newsletter.


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