Lollo nostro, fra letame e champagne

L’Espresso cambia il direttore – Un catanese alla guida del Secolo d’Italia – Landini vs Calenda – Los Angels Times licenzia – Garante Privacy: Immagini da non trasmettere (Sgarbi non c’entra)

di Adriano Todaro - mercoledì 31 gennaio 2024 - 750 letture

L’ESPRESSO CAMBIA (DI NUOVO) DIRETTORE – Nuovo cambio di direzione a L’Espresso. È stato nominato Enrico Bellavia, attualmente vice direttore del settimanale. Dopo essere passato da Elkan a Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana Calcio, nel 2022, il settimanale è stato diretto, ultimamente, da Alessandro Mauro Rossi. Il settimanale – che è stato rilevato da Donato Ammaturo (petrolio) nel 2023 – ha deciso per Bellavia che è stato a Repubblica e poi all’Espresso nel periodo diretto da Damilano e poi da Lirio Abbate. Enrico Bellavia viene da Palermo, 59 anni, esperto di mafia. A dicembre è stato nominato amministratore delegato il giornalista Emilio Carelli. Finita la vendita abbinata a Repubblica, oggi L’Espresso vende 10 mila copie settimanali. Oltre che in edicola, il settimanale lo si può trovare alla Esselunga e alla Coop. In redazione ci sono 20 persone. Il Gruppo Espresso in un comunicato ringrazia «Rossi, per il grande lavoro svolto sempre con professionalità e impegno». Rossi rimarrà nel Gruppo con un incarico di consulenza mentre «La responsabilità della testata viene affidata all’attuale vicedirettore Enrico Bellavia, con la certezza che saprà guidare al meglio il giornale in un momento così importante della sua gloriosa storia».

LICENZIAMENTI AL LOS ANGELES TIMES – Uno dei quotidiani più importanti degli Usa, il Los Angeles Times ridurrà la forza redazionale del 20%. Così è stato comunicato dal proprietario del giornale, Patrick Soon-Shiong che ha sottolineato che i tagli sono necessari a causa delle perdite annuali, che oscillavano tra i 30 e i 40 milioni di dollari. I giornalisti colpiti non sono soltanto i redattori semplici ma anche quelli di alto livello come il capo della redazione di Washington, Kimbriell Kelly e il vice capo dell’ufficio di Washington Nick Baumann. La sede di Washington, insieme ai dipartimenti di fotografia e sport, ha subìto tagli significativi. L’unità video del giornale è stata completamente svuotata. Il giornale ha iniziato ad avere difficoltà economiche con la pandemia di Covid-19, che ha influito negativamente sulle entrate pubblicitarie, cancellando oltre 60 milioni di dollari. Lo scorso anno, la famiglia Soon-Shiong aveva venduto The San Diego Union-Tribune, quotidiano di San Diego. Ormai sempre più persone si rivolgono a piattaforme social media come Tik Tok per avere informazioni. Queste scelte hanno colpito varie testate più o meno grandi fra cui Nbc News, Abc News, Cnn, Washington Post, Condé Nast e Buzzfeed News, che hanno deciso riduzioni di personale nell’ultimo anno. E l’informazione? Questa è un’altra cosa.

SECOLO D’ITALIA: UN CATANESE ALLA GUIDA – Il quotidiano on-line della destra italiana, Il Secolo d’Italia, ha un nuovo direttore. Si tratta di Antonio Rapisarda, catanese, classe 1980, già firma politica di Libero, Tempo e di altre testate. Lo ha annunciato il presidente della società editrice del Secolo d’Italia Filippo Milone e il direttore editoriale Italo Bocchino. Annalisa Terranova è la vice. Rapisarda “produce” anche il sito politico-culturale Barbadillo e ha pubblicato due romanzi e vari saggi sulla storia della destra italiana.

LANDINI VS CALENDA – Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini ha reso noto di aver querelato Carlo Calenda, segretario di Azione, a proposito delle sue dichiarazioni in cui si diceva che la Cgil avrebbe ammorbidito i toni sulla Stellantis per tenersi buona Repubblica. Landini ha sottolineato che «la Meloni era nel 2108-2011 in un governo che ha fatto leggi per favorire la Fiat anche se non poteva farlo e Calenda ha fatto il ministro anche lui… Non abbiamo nulla da nascondere, abbiamo fatto le nostre battaglie. E quando il governo ha fatto un prestito alla Fiat abbiamo chiesto che entrasse come azionista e che non desse soldi a pioggia».

LOLLOBRIGIDA FRA LETAME E CHAMPAGNE – Il ministro Lollobrigida si è sfogato su Facebook. Ce l’ha, ovviamente, con «Le sinistre e alcuni giornalisti cresciuti a champagne». Perché tanto livore dal ministro che ferma i treni? «Perché – ha proseguito il ministro – ci deridono perché non perdiamo occasione per promuovere i nostri prodotti e ringraziare i nostri agricoltori, pescatori, artigiani e imprenditori. Del resto, nei loro salotti e nelle loro redazioni l’odore di letame non arriva. Pensano che la carne che mangiano, quando non la disprezzano per seguire le mode più avanzate, nasca nel frigorifero del supermercato. Probabilmente si sentono migliori se l’ambiente lo proteggono loro su fogli di carta, rispetto invece a chi lo fa per davvero, da millenni e con tanto sudore…». Pensiamo che Lollobrigida abbia ragione. Nella redazione di girodivite, ad esempio, abbiamo lo champagne, vintage però, che ci sommerge. L’odore del letame non arriva e tutti i redattori sono convinti che la carne nasca nel frigorifero del supermercato. A Lollo! Grazie di esistere.

GARANTE DELLA PRIVACY: IMMAGINI DA NON TRASMETTERE – Non si tratta di Sgarbi che si sbottona la patta davanti a un giornalista di Report. La cosa qua è più seria. Si tratta del duro intervento del Garante della privacy sulle immagini trasmesse in riferimento alla vicenda della donna che ha abbandonato un neonato al pronto soccorso dell’ospedale di Aprilia, in provincia di Latina. Non avrebbero dovuto trasmettere quelle indagini «in quanto lesive della dignità della donna, in un momento di particolare fragilità». Le immagini sono state riprese da tante testate giornalistiche a cominciare dal TG1. E poi dal Corriere, Repubblica, Oggi e altri. «Le immagini – sottolinea il Garante per la protezione dei dati personali – si pongono in evidente contrasto con le disposizioni della normativa privacy e delle regole deontologiche relative all’attività giornalistica, le quali – pur salvaguardando il diritto/dovere di informare la collettività su fatti di interesse pubblico – prescrivono agli operatori dell’informazione di astenersi dal pubblicare dettagli relativi alla sfera privata di una persona». L’Autorità ritiene pertanto «doveroso invitare gli organi di stampa, i siti di informazione e i social media al più rigoroso rispetto delle disposizioni richiamate, astenendosi dall’ulteriore diffusione delle immagini e si riserva comunque gli eventuali interventi di competenza nei confronti delle testate che hanno violato le regole deontologiche». Il Coordinamento per le pari opportunità dell’Ordine nazionale dei giornalisti ha segnalato la vicenda all’esecutivo, «affinché chieda ai consigli di disciplina territoriali competenti l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti delle testate che hanno diffuso il video».


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