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Lo spaccio di via Ustica

Catania è una città spaccata in due come la vecchia Berlino. Solo che qui il muro è invisibile. O forse si fa solo finta di non vederlo.
di Ugo Giansiracusa - mercoledì 19 novembre 2003 - 9512 letture

Catania è una città spaccata in due come la vecchia Berlino. Solo che qui il muro è invisibile. O forse si fa solo finta di non vederlo.

Mentre a Berlino il muro divideva delle persone uguali in maniera artificiale qui, a Catania il nostro muro divide in maniera naturale realtà che sono veramente assai diverse. Da una parte c’è la Catania del ceto medio, della borghesia. Dall’altra c’è la Catania dei quartieri poveri. Da una parte ci stanno gli avvocati, gli insegnanti, i liberi professionisti, la grande delinquenza affaristica. Dall’altra ci stanno i panettieri, i venditori ambulanti, i garzoni dei bar, la piccola delinquenza mafiosa. Da una parte ci stanno i ragazzi che frequentano l’università fino ai 26 anni. Dall’atra ci sono i ragazzini che a 14 anni vanno a lavorare per portare qualche soldo a casa. Ma a Catania l’occupazione è veramente poca e spesso si finisce a fare tipi di lavoro non del tutto leciti. Sono rare le occasioni che hanno che queste due realtà per incontrarsi. E, di norma, anzichè un incontro si verifica uno scontro. Ma a volte i contatti sono di tipo commerciale e allora le cose cambiano un poco. Via Ustica, con il suo spaccio, è uno dei luoghi di incontro di queste due realtà che hanno in comune soltanto l’essere nati nella stessa città. A qualsiasi ora del giorno e della notte un ragazzo della Catania "bene" abbia voglia di comprare un po’ di erba sa che in via Ustica può trovare quello che cerca. La strada da fare è poca e partendo dal centro della città in dieci minuti si è già immersi nella realtà dell’edilizia popolare di S. Giovanni Galermo. Grandi palazzi costruiti come bastioni di una città fortificata. Centinaia di appartamenti accatastati l’uno sull’altro nel tentativo di costruire il più possibile su uno spazio limitato. Piccoli appartamenti. Piccoli balconi. Piccole finestre. Piccole strade. Piccole vite. E’ odioso arrivare a pensare questo? ma la sensazione è di essere in un altro mondo. Lontano migliaia di chilometri da dove si è partiti. Ogni sguardo che si incontra ti indica come un estraneo. Ogni volto che si rivolge a te è quello duro e cinico di chi non ha più nulla da sognare e sperare. E’ meglio non scendere dalla macchina. Si cammina a passo d’uomo avanti e indietro finche un paio di ragazzini di 10/12 anni si avvicinano veloci con in loro motorini. Non ci sono preamboli. Non ci sono giri di parole. C’è un semplice "Che ti serve?". Basta dirgli quanti soldi vuoi spendere e loro si allontanano dicendo di aspettare. Passano solo pochi minuti in cui si ha il tempo di sentirsi completamente fuori posto. Un rapido e veloce pensiero per quei ragazzini che sarebbe bello vedere giocare a pallone invece di correre con i loro motorini per guadagnarsi qualche euro. Un pensiero su questa parte di città che sorge dall’altro lato del muro. Con le sue regole, il suo modo di vivere, la sua economia, il suo senso dell’onore, i suoi mille modi per sopravvivere. E i ragazzini con cui si è parlato sono già di ritorno. In una mano un piccolo involto di carta di giornale. In un attimo l’involto è nelle tue mani e i soldi nelle loro. Un rapido cenno di saluto e il contatto fra le due realtà della città è già finito. Ogni tanto si sente che la polizia ha fatto una retata da quelle parti ma ogni volta che ci sono andato ho sempre trovato qualche ragazzino che mi veniva incontro. Più spesso si dice che la polizia ha paura ad andare da quelle parti e le volanti evitano di passarci. Da quando ho l’età per comprendere le cose questo posto è sempre stato uguale. Solo un po’ più fatiscente e degradato con il passare del tempo. Generazione dopo generazione i ragazzi nati in questi palazzi vengono iniziati alla piccola delinquenza. Forse qualcuno di loro cambierà strada. Forse qualcuno di loro continuerà e farà carriera. Tutto nell’indifferenza più totale. In fin dei conti è un altro mondo?

Ugo Giansiracusa


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> Lo spaccio di via Ustica
6 settembre 2004, di : Ale |||||| Sito Web: Lo spaccio di via Ustica

Anche Trapani è come Catania ma di borghesia qui ne gira di meno, il mondo è uno e la polizia non teme niente perche abbiamo la migliore polizia d’ Italia, la D.I.G.O.S. è sempre all’ erta mi ricordo di un episodio ad Alcamo in cui dei ragazzi menavano la polizia e ho pensato che a Trapani pochi sono quelli che hanno osato e la maggior parte è finita male, quindi noto già la differenza delle due cittadine e mi chiedo "chissà come finirà, se saremo tutti delinquenti un giorno o staremo bene, io continuo a vivere male.
> Lo spaccio di via Ustica
23 agosto 2005

Quanta acqua sotto i ponti.. eppure è sempre la stessa acqua o no? Comunque tanto per sapersi.. per sua personale informazione, in quel quartiere al di là del muro come dice lei.. stabilmente vi staziona un furgone della polizia.. stabilmente per le vie di quel quartiere giorno e notte vengono inviate pattuglie.. e periodicamente un poliziotto viene ferito o ucciso.. ma questo non è importante. Che forse i poliziotti non sono figli della stessa città? Ma da quale parte del muro? di quà o di Là o forse sono persone che prima stavano al di là del muro e passatte al di quà hanno trovato la morte proprio dove sono nati? Siamo proprio sicuri che quei ragazzini.. che quelle persone che vivono da anni e anni in quei quartieri vogliano essere salvati? Oppure portati da qualche altra parte.. magari al di quà del muro.. sarebbero dei pesci fuor d’acqua?

Perdonatemi, questo sfogo.. ma io amo la mia città.. in tutte le sue facce, perchè non è peggiore di tante altre citta d’Italia, ha solo un piccolo problema.. è una città del sud.. quindi un argomento di questo fa cronaca.. Perchè forse a Roma, Milano, Torino, Ravenna.. scegliete.. non ci sono due città non c’è quell’invisibile muro.. oppure molto più semplicemente come dice Lei.. non si vuol vedere.

Una Catanese Orgogliosa di esserlo.. orgogliosa di rimanere nella propria città..

Lo spaccio di via Ustica
24 giugno 2006, di : un ragazzo della via

Io sono un ragazzo di 16 anni che vive tuttora nella via e mi sento completamente estraneo a questa situzione io non spaccio non mi passa nemmeno per la mente, vedo questi ragazzi cosi piccoli che gia spacciono e mi fanno sentire unico xche e non lo capisco ogni ragazzo che cresce nella via o spaccia o se ne va, ma la maggior parte spaccia forse xche vengono invogliati dalle persone piu grandi oppure xche vivendo in questa zona si è costretti a fare questo "mestiere".non vedo mai una pattuglia tranne quelle volte che passono per la strada ma non entrano mai nella via non capisco hanno paura???? ma devono fare il loro mestiere allora xche sono poliziotti????poi il brutto che questo spacciare viene tramandato da generazione in generazione senza che qualcuno faccia niente,la mia domanda è:ma per quanto durerà?qualcuno fara qualcosa?????io spero che un giorno tutto questo finira è la via ustica diventerà un quartiere dove finalmente si puo vivere.
    (Purtroppo) Un ragazzo del quartiere
    8 marzo 2007, di : Anonimo del quartiere

    Anch’io vivo in Via Ustica e non ne sono assolutamente fiero..vedere OGNI (e sottolineo OGNI) giorno "ragazzini" o i "grandi" che spacciano per le strade bè mi capite...non è certo un bel vedere!Vivo qua da una vita anch’ io ho sedici anni, ma devo fortunamente dire che sono del tutto diverso da questi ragazzi che vedo ogni sera sotto il balcone di casa mia che "lavorano" fino a notte tarda; ma anch’io mi domando: " Ma la POLIZIA dov’è?" (altro che furgoni... :( Per di qua non passa mai nessuno e come diceva bene il ragazzo prima (che come me si ritrova a vivere in un quartiere che non rispecchia se stesso) mai una pattuglia MAI! Ne d’estate ne d’inverno, ne di giorno ne di notte...figuratevi che addirittura io conosco i nascondigli dove i "trafficanti" depositano la loro merce (che cosa imbarazzante e vergognosa) Ogni giorno ti svegli e cerchi di immaginare una via diversa, magari un posto migliore ma credetemi è impossibile poichè basta voltarti e capisci che quello a cui pensavi un secondo prima è tutta una fantasia IRREALIZZABILE. Certe volte mi domando :"Ma perchè è capitato proprio a me?" non so darmi una vera risposta, io ragazzi credetemi certe volte mi vergogno a dire dove abito per paura di essere giudicato, poi una cosa è scrivervelo adesso, è un’ altra è vivere in questo modo...io vi raccomando di stare sempre lontano da vie come queste perchè la maggior parte delle volte vi trovereste nei guai, però voglio RINGRAZIARE di vero cuore tutti quei ragazzi di quartiere che definerei "diversi", RINGRAZIO veramente loro che hanno, secondo me, capito il vero senso della vita e se proprio dobbiamo dare un volto nuovo a questa via, dobbiamo essere noi, gente onesta e per bene, i primi protagonisti!