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Letture estive

"Davanzali di tutto il mondo, unitevi"
di Pina La Villa - giovedì 25 agosto 2011 - 4054 letture

Vado a memoria e non so se sbaglio, ma credo di aver ritrovato tutti i libri che ho letto recentemente, diciamo quest’estate. E’ stata una piacevole sorpresa vederli formare un discreto mucchio.

Vado con l’elenco, poi vediamo se riesco a parlarne:

Sarah Bakewell, Montaigne.L’arte di vivere, Campo dei fiori, 2011

Serena Dandini, Dai diamanti non nasce niente.Storie di vita e di giardini, Rizzoli, 2011

Franco Cassano, L’umiltà del male, Laterza, 2011

Michela Murgia, Ave Mary. E la Chiesa inventò la donna, Einaudi,2011

Mariapia Veladiano, La vita accanto, Einaudi, 2011

Alicia Gimenez-Bartlett, Dove nessuno ti troverà, Sellerio, 2011

Natalia Ginzburg, La strada che va in città, Il Sole 24Ore

Raymond Carver, Limonata e altri racconti, Il Sole 24 Ore

Philip Roth, Il seno, Il Sole 24 Ore

Intanto devo registrare la netta preferenza per i primi quattro. Basta con la fiction, insomma, per quanto mi riguarda. Anche se il tentativo di romanzo storico di Alicia Gimenez-Bartlett è notevole. Il saggio di Franco Cassano l’ho letto proprio all’inizio dell’estate, ma scriverne non è stato possibile, nell’inquietudine estiva.

Di Ave Mary ho già parlato...insomma resta Serena Dandini. Un libro originale e armonioso a partire dalla veste grafica, dalla copertina alle illustrazioni che separano i vari capitoli - i coloratissimi collages di Andrea Pistacchi - all’impaginazione con i titoli dei capitoli in rosso (come alcune citazioni) ripetuti ad ogni pagina e tanto spazio a bianco attorno al testo, che viene così valorizzato.

Un libro che possono leggere con profitto i cultori dell’arte del giardinaggio, ma anche chi non lo è (anche se rischia di diventarlo leggendo il libro).

Parlare di piante e giardini non è solo parlare di piante e giardini. Come succede con qualsiasi vera passione, essa diventa la chiave per comprendere e parlare anche di tanto altro.

Di storia, di film e spettacoli, di arte e impegno politico per esempio. Ecco infatti i personaggi illustrati nella copertina e di cui si parla nel libro con riferimenti più o meno curiosi e più o meno profondi, fra la descrizione delle rose e dei giacinti: Fletcher Christian (Marlon Brando); Vandana Shiva; Aung San Suu Kyi; Donna al palco dell’opera di Renoir; Marie Antoinette; George Harrison; Derek Jarman; Emily Dickinson; Chance il giardiniere (Peters Sellers); Fryderyk Chopin; Edward mani di forbice (Johnny Depp); Frida Kahlo; Claude Monet; Lakshmi; The Dreaming Girl.

Dall’Introduzione:

"Diciamo che, per il momento, i buoni non hanno vinto, e la conseguenza è un’instabilità emotiva planetaria; per farla breve, un break down mondiale che ci ha trascinato dritti dritti verso depressione, povertà e forte nervosismo. L’angoscia per il futuro ci ha rinchiuso nella tana del presente; deleghiamo agli altri la conduzione del mondo che non comprendiamo più e viviamo alla giornata coltivando svariate paure, sollecitate peraltro dai governi interessati a tenerci buoni. In poche parole: sguardo basso e ansia diffusa per tutti. [...] Per sua natura il giardiniere è proiettato in avanti, almeno fino alla prossima fioritura: sa aspettare e progettare, deve avere fiducia e intravedere un poi, un domani, un non ancora[...] Ora non voglio insinuare che questo sia un libro politico; ma se il privato lo è, perché non può esserlo anche il giardinaggio?".

La conclusione non poteva che essere: "Davanzali di tutto il mondo, unitevi"


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