Lettera aperta alla Senatrice Anna Finocchiaro

Il dovere dell’esempio è basilare per affermare la buona politica.

di Emanuele G. - lunedì 6 dicembre 2010 - 1988 letture

Pregiatissima Senatrice Finocchiaro,

Devo confessare che la notizia secondo cui suo marito abbia ricevuto l’incarico di dirigere una nuova struttura sanitaria inaugurata da poco a Giarre (provincia di Catania) mi ha lasciato al dir poco esterrefatto. Per non dire di più.

Dalle poche notizie in mio possesso so che l’incarico sembra essere stato affidato “senza regolare gara d’appalto” per una somma di ben 350.000 euro!

Da qui la decisione di scriverle una lettera aperta affinché Lei possa rendere pubblico il suo personale orientamento in merito a questa brutta vicenda. Sì brutta vicenda. Non si potrebbe definire altrimenti quanto accaduto. Ritornando alla lettera aperta, l’ho scritta non solo per esprimere il mio pensiero, ma per farle sapere della profonda delusione dei nostri lettori nei suoi riguardi.

Una prima questione attiene alla presunta superiorità morale della sinistra. Dove è andata a finire? La si deve considerare più uno specchietto per allodole o il frutto di un reale convincimento etico dello schieramento politico che Lei autorevolmente rappresenta in seno al Senato della Repubblica? Per noi di sinistra l’etica dei comportamenti è la base costitutiva del nostro operare nel campo del sociale e della politica. Se non si hanno dei principi etici di riferimento, allora in cosa consiste la nostra differenza rispetto allo schieramento politico opposto? Se non c’è questo dettaglio la gente può essere autorizzata – a ragione – di considerare la sinistra alla stessa stregua della destra.

Secondo Vincenzo Cuomo, autore del celebre saggio sulla Rivoluzione Napoletana del 1799, l’esempio è il sale di ogni azione politica. L’esempio diventa l’elemento di traino per accomunare in un progetto di profonda coesione il politico e il cittadino al fine di migliorare la vita di tutti noi. L’indifferenza generalizzata dei giorni nostri nasce proprio da questo. Cioè dal fatto che il politico non sta dando nessun esempio positivo a noi cittadini. Con il risultato di sfilacciare l’unità della nostra Nazione e la convivenza civile. Una politica basata sull’esempio potrebbe permetterci - senza dubbio alcuno - di superare in modo più agevole l’angosciante situazione in cui versa il nostro amato paese.

Il conflitto d’interesse è un’altra questione di straordinaria importanza. E’ speculare a tutta una serie di sforzi che abbiamo l’obbligo morale di compiere se intendiamo ricucire lo strappo sempre più ampio fra la politica e i cittadini. Esso non deve riguardare soltanto chi fa politica, ma anche i parenti dei politici. E’ ora di porre mano in modo serio alla questione. Senza preconcetti o intenti colpevolizzanti. Tutt’altro! E’ necessario delineare delle norme ben precise che rendano l’attività politica più trasparente della oramai famosa “moglie di Cesare”.

Le ricordo che quando Bloomberg divenne Sindaco di New York dovette firmare un rigido protocollo in riferimento al conflitto degli interessi emergenti dalle sue molteplici attività di imprenditore. Protocollo che vietava la possibilità di partecipare a gare d’appalto sia in modo diretto sia per mezzo di parenti. Lei ben saprà che in America il patrimonio dell’eletto viene gestito da uno o più amministratori straordinari. Patrimonio che ritorna nelle disponibilità dell’eletto al momento della cessazione dell’incarico. Quando dovremmo ancora aspettare perché venga alla luce una normativa in grado di sanare tale vulnus?

Non le sto chiedendo – e vengo a concludere – di dimettersi dalla carica di Presidente del Gruppo del Pd al Senato. Nulla di tutto questo. Tuttavia, la invito a rendersi conto, una buona volta per tutte, che abbiamo bisogno della buona politica. Non come espressione di pii desideri. O di fumosi appelli ingannevoli. Ma come comportamenti concreti improntati all’etica. Da perseguire nell’azione di ogni giorno. Senza se e senza ma.

Ci faccia ricredere nella politica.

Non vorremmo avere la sensazione che la sua candidatura a Governatore della Regione sia stata decisa come gioco di pura tattica politica.

Potrebbe dirci in che modo Lei intende costruire una reale alternativa in Sicilia visto che il Pd governa con il centro-destra? E non solo alla Regione!

Infine, quale il suo diretto impegno qui in Sicilia per rendere visibile un centro-sinistra quasi del tutto evaporato? Anche a causa di troppi dirigenti del nostro schieramento politico che amano più le lusinghe del potere che il contatto diretto con la gente.

Il tempo per atteggiamenti, atti, azioni, comportamenti e fatti camaleontici è finita. Molti dicono che siamo alla frutta. Io ritengo che siamo oltre la frutta.

Cordialmente,

Emanuele Gentile

Cittadino e Giornalista


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