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Lettera a Giorgio Bocca

La malattia più grave di Napoli non è la camorra, ma come in tutto il Sud, il Centro e il Nord, è l’immoralità e la vigliaccheria della politica, che cerca il consenso costi quel che costi, che fa finta di non vedere...

di Luigi Iovino - giovedì 26 ottobre 2006 - 5039 letture

Gent.mo dott. Bocca,

Mi permetto di citare un passo della Sua intervista alla Feltrinelli:

La malattia più grave di Napoli non è la camorra, ma come in tutto il Sud, il Centro e il Nord, è l’immoralità e la vigliaccheria della politica, che cerca il consenso costi quel che costi, che fa finta di non vedere...

Scrivo questa lettera per ringraziarla; Ho letto NAPOLI SIAMO NOI, tutto di un fiato, non ho potuto farne a meno! Quello che ha scritto, è un resoconto di una realtà, con la quale convivo (e convive l’Italia intera), da quando sono nato, inaccettabile. La ringrazio perché ha espresso un concetto che ognuno dovrebbe fare proprio e che dovrebbe essere il fondamento della società civile, SIAMO IL MONDO NEL QUALE VIVIAMO, e nessuno ha il diritto di mostrarsi disgustato o fare finta di non sapere.

Il concetto di appartenenza e di responsabilità, che Lei, coscientemente si è assunto ed ha sentito il bisogno di comunicare, dovrebbe risvegliare le coscienze assopite degli italiani.

Potremmo (dovremmo) dire L’ITALIA SIAMO NOI, perché è nostra la responsabilità di quello che ci accade intorno.

In effetti Napoli, (quello che avviene nei Palazzi del Potere giuridico ed amministrativo) è uno specchio al quale la società italiana a forza di specchiarsi sta cominciando ad assomigliare, forse e non lo dico per fare paura e chi ci legge, è il “Sistema Napoli” che ha attecchito con le sue metastasi i “Palazzi del potere” italiani.

Cosa è avvenuto negli ultimi decenni nelle aule di giustizia italiane ed in particolare nel processo “Toghe sporche” lo sappiamo tutti e ce lo hanno ricordato i cari Peter Gomez e Marco Travaglio con il loro “ONOREVOLI WANTED”.

Cosa avviene nelle strade di Napoli e della sua tormentata provincia, ce lo ha ricordato Roberto Saviano nel suo “GOMORRA”; La repulsione che la gente dei vicoli ha nei confronti della polizia, e delle “ISTITUZIONI” è cosa di tutti i giorni.

Eppure nessuno avverte che questi sono campanelli d’allarme; Come può la magistratura sopportare che un suo Procuratore della Repubblica dichiari che a Napoli, una “Loggia massonica, interna alla magistratura stessa, ha condotto una battaglia vittoriosa contro un Capo-ufficio troppo invadente, fino a spodestarlo, di fatto confinandolo, ottenendo che si potesse continuare lo status quo precedente all’arrivo di Cordova?

Tacere, (il silenzio della magistratura) lasciar cadere le accuse di Cordova, senza controbattere, è già una tacita asserzione di incapacità a reagire, una tecnica elusiva di una responsabilità troppo grande, o il segno che la stessa Magistratura non trova la forza di combattere o, peggio, non vuole combattere.

Se è vero, (come si apprende tra le righe del Suo libro) che alcuni poliziotti sono corrotti al punto di consentire il “Malaffare” su ordine dei Boss, quando ricevono il proprio tornaconto, è naturale che la gente di strada, le Mamme, Le Zie, le sorelle e le Conviventi dei ragazzi che fanno gli scippi non comprendono perché i loro congiunti vengono inseguiti dalla Polizia quando commettono un illecito; La domanda è: - Per quale motivo ai Boss è permesso tutto è ai ragazzi che “Pure loro devono campare” li inseguono?

Il popolo assume per “dovuto” quello che ad altri è permesso e, se a pochi è concesso il malaffare, chi “Pure Lui deve campare” si arroga il diritto di rubare e pretende la impunità. Da questo, secondo me, proviene l’astio che sempre più spesso viene dimostrato verso le forze dell’ordine.

Siamo noi a permettere che al Parlamento ci siano delle persone che hanno più volte ottenuto proscioglimenti per prescrizione dei reati (il che significa che i reati li hanno commessi) e addirittura persone con condanne definitive;

Siamo noi a consentire che nelle strade e nei Palazzi del potere avvengono crimini di ogni tipo, che è anche inutile elencare, chi non ha fantasia può ascoltare i TG o leggere i giornali.

Siamo noi a consentire che i nostri rappresentanti al governo ed alle opposizioni possano continuare a fare i propri intrallazzi incuranti degli scandali e senza vergognarsi più di niente.

Se i giovani, nel prossimo futuro, non avranno fiducia nelle istituzioni, come potremo biasimarli?

NAPOLI (e l’ITALIA) SIAMO NOI, nel bene e nel male;

LUIGI IOVINO


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Lettera a Giorgio Bocca
31 ottobre 2006, di : GF

Il fatto è: chi se la sente, in questo contesto, di "entrare in politica" per tentare di cambiare le cose? E’ molto probabile il contrario, cioè che sia il contesto a cambiare il singolo. Se apro un negozio a Napoli, so che prima o poi mi verrà a trovare lo scagnozzo di un bossetiello per offrire protezione: va da sè che il negozio è meglio non aprirlo. Così come se uno entra oggi in politica, in sindacato etc. è per fare i c... propri. Che sconforto!
    Lettera a Giorgio Bocca
    2 novembre 2006

    ...sulla corruzione del Parlamento prova ne è stata l’episodio delle iene (il tampone che rivela l’uso di sostanze stupefacenti)... mi è sembrato un fatto alquanto ridicolo... oramai la notizia era passata, tant’è che la mattina (del giorno in cui doveva passare la trasmissione) era sui principali quotidiani nazionali...a pranzo, nel Tg si sente che il garante ha disposto il divieto a far passare la notizia....sembra quasi che l’Italia venga gestita come fosse una scuola dell’obbligo...dove i prof. ti prendono per il ... anche quando hanno con piena evidenza torto... allora...quali sono le strade da prendere??? l’informazione è bloccata...il riconoscersi le responsabilità pure...il lottare pure...la giustizia pure...ma tutto ciò non porta inevitabilmente ad un blocco mentale?????!!!!
    Lettera a Giorgio Bocca
    7 novembre 2006 |||||| Sito Web: Lettera a Giorgio Bocca

    Caro amico, le Tue considerazioni sono sacrosante, nei nostri luoghi siamo vittime della vlontà di chi ci amministra di mantenere questo stato di cose. La "Politica" è responsabile alla pari della "malavita" e gli ostaggi, (Cioè il popolo (Votante e connivente)viene indotto a convivere con le scelte che "Altri" fanno per loro. Qualcuno forse è convinto che a Napoli (così come in altre città dove vi è una grave situazione sociale) i bambini nascano già camorristi o mafiosi, bisogna gridare a questa gente che NON E’ VERO e dare pure ai nostri figli la possibilità di non esserlo.
    Lettera a Giorgio Bocca
    5 marzo 2007, di : Ascanio Bernardeschi

    Mi serve un recapito di Giorgio Bocca per una iniziativa. E’ possibile? Grazie. Ascanio Bernardeschi