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Lentini, un itinerario rupestre

Abbiamo visitato la Chiesa dei Tre Santi, il Castellaccio con la chiesa di Santa Lucia sul Tirone, la Grotta del Crocefisso, la Grotta del Cristo Biondo e la Grotta della Solitudine...

di Agnese Nardo - mercoledì 25 marzo 2015 - 3870 letture

Il 21 marzo del 2015 insieme all’archeologo Italo Giordano e due colleghe dell’Accademia di Belle Arti di Catania, abbiamo effettuato un itinerario simile all’iniziativa “Passi Rupestri” svoltasi nel 2014 grazie a Natura Sicula.

Siamo stati alla Chiesa dei Tre santi, secondo la tradizione luogo della detenzione di Alfio Filadelfo e Cirino, abbiamo proseguito per la zona del Roggio per poter arrivare al Castellaccio e di lì abbiamo visitato le chiese rupestri che erano accessibili: Santa Lucia sul Tirone, la Grotta del Crocefisso.

Pensando a tale percorso come possibile itinerario turistico per poter visitare e far conoscere la storia di Lentini, durante il tragitto si è preso atto di molte situazioni negative che vi sono nel territorio: abusi edilizi nella zona del Roggio che coprono la visuale di possibili punti panoramici; immondizia di vario genere che impediscono l’accessibilità e non permettono di capire l’evoluzione urbanistica del paese nel corso del tempo. Ma la più grave, una discarica abusiva di pneumatici tra le rovine del quartiere Roggio.

Nel parco del Castellaccio nonostante il ripristino delle funzionalità principali, si ha comunque la mancanza di panchine o sedili, alberi che permettono di avere l’ombra nelle ore più calde, cestini più ravvicinati per l’immondizia, cura del verde e infine, un accordo con il comune che permetta una fruizione più facile del territorio per evitare ai turisti tempi morti nella fruizione.

Un altro problema riguarda il fatto che molti siti sono proprietà privata e non accessibili ai visitatori: la Grotta del Cristo Biondo e la Grotta della Solitudine, e tutte le grotte della valle Ruccia e della valle San Mauro. Alternativa per poterle raggiungere è quello di addentrarsi all’interno di una vegetazione alta tra rovi e alberi che ostruiscono il tragitto. Come si potrebbe portare un turista in tali luoghi e in tali condizioni, con il rischio di non fargli visitare niente?

Questo percorso come tante altre cose, valorizzate nella maniera sbagliata, può offrire tanto ai lentinesi e al nostro territorio, ed è un vero peccato vederle e farle vedere in questo modo.


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Paesaggio di Lentini ostruito dalle case costruite negli anni Settanta
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Discarica di pneumatici nel quartiere Roggio
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I cancelli invalicabili delle proprietà private ai siti delle Chiese e grotte rupestri

Agnese Nardo, laureanda all’Accademia di Belle arti di Catania, sta lavorando a una tesi sulla Lentini rupestre.



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