Lentini, la politica che si lava le mani...
C’è un filo rosso che attraversa il Consiglio Comunale di ieri 19 novembre 2025: l’arte di sviare, rinviare, non decidere. La maggioranza consiliare lentinese sembra aver trasformato la politica in un esercizio di fuga dalle responsabilità, lasciando i cittadini senza risposte su sanità, rifiuti, infrastrutture e bilancio.
La mozione sulla sanità, presentata dai consiglieri progressisti dell’ opposizione, rifiutata dai membri della maggioranza non è stata nemmeno calendarizzata. Un atto grave, perché significa negare il dibattito su un diritto fondamentale. Il capogruppo Vasile ha liquidato la questione con un rinvio “a quando le cose saranno più chiare”. Ma la salute non è un tema da procrastinare: è un’urgenza quotidiana. La politica che non prende posizione abdica al suo ruolo.
Sul tema ambientale, l’assessore Fisicaro ha mostrato tutta l’improvvisazione della giunta. Lentini non ha partecipato al bando Anci/Conai per la sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. Una scelta inspiegabile, che priva la città di risorse e strumenti. Parlare di “ecopunto” come alternativa è una giustificazione debole: le due cose non si escludono, ma si completano.
Il bando “Risorse in Comune” è rimasto senza risposta. Sul terzo lotto dell’autostrada Catania-Ragusa, il Sindaco ha alzato le mani dicendo di non avere poteri. Ma un sindaco non è un notaio: è chiamato a sedersi ai tavoli, a cercare soluzioni, a difendere gli interessi della comunità.
Le variazioni di bilancio ratificate come semplici delibere di giunta “urgenti” hanno ridotto il consiglio comunale a un organo notarile. La democrazia locale è stata svuotata: il diritto di discutere e votare è stato sostituito da un automatismo che mortifica il ruolo dei consiglieri.
E poi c’è la consigliera Magnano, presidente della IV Commissione Ambiente, Salute e Territorio. Con tutti gli strumenti istituzionali a disposizione, ha scelto di presentarsi come “cittadina comune”, chiedendo chiarimenti come se fosse all’opposizione. Una commissione che non si riunisce da due anni e una presidente che si limita a sventolare fogli pieni di accuse confuse: il risultato è una figuraccia che indebolisce ulteriormente la credibilità della maggioranza.
Il consiglio comunale di Lentini ha mostrato una maggioranza che si lava le mani, che evita il confronto e che rinuncia a cogliere le opportunità. Non partecipare ai bandi significa rinunciare a risorse. Non calendarizzare mozioni significa negare il dibattito. Non affrontare i problemi significa tradire i cittadini.
La democrazia non è un esercizio di rinvio. È confronto, responsabilità, decisione. A Lentini, invece, la politica sembra aver scelto la strada più comoda: quella dell’inerzia. Ma la città non può permettersi un’amministrazione che scappa dalle sfide.
QUI ... Lentini - Lo streaming video - Consiglio Comunale, mercoledì 19 novembre 2025
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