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Lentini dalla Storia alla Cronaca: 2002-2006

Ultima puntata della storia politica di Lentini dal dopoguerra al 2006 scritta dallo storico prof. Ferdinando Leonzio in esclusiva per Girodivite.
di Ferdinando Leonzio - giovedì 25 aprile 2019 - 1396 letture

Man Mano che si avvicinava la data delle elezioni comunali del 26 e 27 maggio 2002, sempre più chiaramente si percepiva nell’aria l’imminente sconfitta della sinistra lentinese, troppo spesso condizionata da logoranti alchimie e organigrammi, mentre si avviava a conclusione il decennio raitiano, durante il quale si erano verificati scissioni, fusioni, confluenze, rotture, traslochi, mutamenti di partito e di schieramento, mozioni, dichiarazioni, comunicati, servilismo, orgoglio, rancori, ambizioni, illusioni, delusioni, colpi di scena e di teatro.

In fondo, da questo magma brulicante di personaggi di tutte le dimensioni e qualità, la figura che sulle altre emergeva era proprio quella del „Grande Timoniere“, che aveva guidato, con mano ferma, la Città nella difficile transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica.

Il sindaco Raiti, che non aveva mai dimenticato la sua origine sindacale, che gli consentiva un facile approccio con i lavoratori più umili, anche se come amministratore aveva avuto una platea equamente divisa tra estimatori osannanti o interessati e critici impietosi o rancorosi, si era comunque rivelato un grande psicologo che sapeva toccare le corde più intime dei vari politici, difendendo strenuamente il suo ruolo, del resto conquistato con elezioni democratiche, ma anche manifestando un affettuoso attaccamento alla sua Città. Egli usciva di scena probabilmente con l’intima convinzione che forse un giorno sarebbe stato rimpianto di fronte al nullismo politico, alla decadenza culturale, alla crisi economica, al deperimento democratico che avrebbero insidiato, pur senza riuscire a distruggerlo, il futuro della Città di Gorgia e di Jacopo.

Le elezioni del 2002: Franco Rossitto

A contendersi la poltrona di sindaco furono quattro candidati, di cui solo due con reali possibilità di vittoria [1].

Per il centro-destra, che finalmente era riuscito a superare le precedenti divisioni, la scelta cadde sul dott. Franco Rossitto, ex democristiano, per cui si schierarono il suo nuovo partito di appartenenza Forza Italia, Alleanza Nazionale, l’UDC [2], il Nuovo PSI (NPSI) [3], i Liberalsocialisti [4] e Nuova Sicilia.

Rossitto, il cui slogan elettorale era stato Un voto per cambiare. Fare grande Lentini, fu eletto trionfalmente (61,06 %) al primo turno.

I partiti a lui collegati ottennero tutti una rappresentanza consiliare. FI (15,23 %), il partito del sindaco, conquistò 3 seggi [5]; Alleanza Nazionale confermò il suo seggio [6]; l’UDC, nell’occasione divenuta primo partito a Lentini (23,49 %), grazie alla sua fortissima lista e all’impegno entusiasta dei militanti e dei candidati, ne ottenne ben 6 [7]; 1 seggio ciascuno conquistarono il Nuovo PSI [8] (4,09 %), i Liberalsocialisti [9] (6,90 %) e Nuova Sicilia [10] (5,37 %).

Per il centro- sinistra, la candidatura, dopo dieci anni di sindacatura del PSD/DS, fu assegnata ad uno dei più validi esponenti della Margherita, l’agronomo Sebastiano Butera (35,23 %), appoggiato dai DS, da due liste presentate dal suo partito per ragioni tattiche, cioè „La Margherita per la Sicilia con Butera“ e „Democrazia è Libertà-Rutelli“, una lista RC-PdCI, i due fratelli separati, questa volta presentatisi assieme, e la lista „SDI-Riformisti per Lentini“ [11].

Anche le liste che avevano sostenuto Butera furono tutte rapprentate nel nuovo Consiglio Comunale: i DS (11,89 %) con 3 seggi [12]; un seggio ciascuno ottennero „La Margherita per la Sicilia con Butera“ (6,65 %) [13], „Democrazia è Libertà-Rutelli“ (6,95 %) [14], la lista comune RC-PdCI (4,88 %) [15] e quella denominata SDI-Riformistri per Lentini (4 %) [16].

Di pura testimonianza i risultati degli altri due candidati Paolo Pattavina (1,53 %) sostenuto da „Emancipazione della classe operaia“ (1,06 %) e Rosario Ossino Fisicaro (2,15 %), sostenuto dal Partito Autonomista Siciliano (1,92 %).

La vittoria del centro-destra non poteva essere più completa: il suo candidato eletto al primo turno, una maggioranza consiliare di 13 consiglieri su 20, l’opinione pubblica generalmente a favore. Eppure... Eppure qualche difficoltà dovette sorgere nell’etegerogenea coalizione se ci volle un mese per nominare la nuova giunta comunale [17].

La sofferta soluzione lasciò comunque qualche strascico di malumori. Innanzi tutto in AN, la quale, avendo il suo unico consigliere, l’avv. Giuga, rinunciato all’assessorato e optato per la presidenza del Consiglio Comunale, non poté avere una rappresentanza nell’esecutivo. Per cui, digeriti i primi entusiasmi per il suo primo ingresso nella „stanza dei bottoni“ [18] a Lentini e quindi per la fine della lunga astinenza dal potere, nella destra vennero posti problemi più concreti. Ci fu perciò chi cominciava a considerare la presidenza Giuga del Consiglio Comunale, come un successo personale per il consigliere, ma anche come un impedimento per il partito per poter ottenere una rappresenzanza nell’esecutivo; o chi auspicava un ingresso in giunta dello stesso Giuga il quale, perciò, essendo le cariche di assessore e di consigliere fra loro incompatibili, avebbe potuto lasciare il seggio del Consiglio Comunale a favore di un altro della stessa lista [19] e così raddoppiare, avendo assessore e consigliere, la presenza del partito nella famosa „stanza“; c’era comunque, anche chi considerava il traguardo raggiunto (presidenza del Consiglio Comunale) come assai prestigioso per il partito e dunque da non abbandonare.

C’era, in conclusione, molta carne al fuoco in AN, che favorirà la ripresa delle incomprensioni, dei personalismi; il che servirà solo a cristallizzare le rivalità e a determinare, in seguito, lo sgretolamento del partito della destra a Lentini.

Nel marzo 2003 si metterà in luce, in quell’area politica, un gruppo particolarmente attivo e vivace che darà vita all’associazione culturale Centro Studi Torre Leone, che pubblicò un numero unico dal titolo Spazio Sociale [20], il cui gruppo dirigente era costituito dal presidente Peter Colletti [21], dal vicepresidente rag. Claudio Cava (che era anche presidente del circolo „Azione Giovani“ di Lentini) e dal segretario Adelfio Maci.

Il malumore prese a serpeggiare nella maggioranza anche a proposito del movimento autonomista „Nuova Sicilia“ , il quale era rappresentato in Giunta dall’assessore Bonaccorsi, il quale, quando il consigliere del suo partito Rosario Vacanti decise di dichiararsi indipendente, venne a trovarsi senza „il consigliere di riferimento“.

Una nuova figura politica: il consigliere di riferimento

Questa locuzione, „il consigliere di riferimento“, era abbastanza recente, essendo emersa nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.

Sempre più spesso, come aveva fatto Raiti nella sua seconda sindacatura, e come aveva fatto anche Rossitto, i sindaci, nonostante i larghi poteri loro conferiti dalla legge sulla nomina degli assessori, basavano le loro scelte sulle indicazioni dei partiti che li avevano sostenuto alle elezioni, al fine di assicurarsene l’appoggio anche in seguito in Consiglio Comunale.

E poiché i partiti erano ormai governati, a livello locale, dai consiglieri comunali, erano in buona sostanza costoro, come gruppi consiliari o anche come singoli, a indicare gli assessori. Di conseguenza ogni assessore aveva un consigliere o un gruppo di consiglieri da cui proveniva di fatto il suo incarico, giuridicamente formalizzato dal sindaco. Era perciò ormai considerata un’anomalia la presenza di un assessore, anche bravissimo, che non avesse un „consigliere di riferimento“, il che poteva essere causa di malumore presso coloro che non avevano una rappresentanza in giunta, o che ritenevano di averla in maniera insufficiente, pur essendo presenti in Consiglio Comunale. Questo era ad esempio, a Lentini, il caso del Nuovo PSI, rappresentato in Consiglio Comunale dal vecchio socialista Delfo Bosco, ma non presente, almeno all’inizio, nella giunta Rossitto [22].

Verso le elezioni provinciali del 2003

Nel periodo precedente le elezioni provinciali del 25 e 26 maggio 2003, si verificarono alcuni movimenti interessanti nella politica lentinese.

Il consigliere uscente dello SDI Alfio Mangiameli jr aderì alla Margherita, la quale il 5 ottobre 2002 inaugurò la sua nuova sede di Via Donizzetti 7 e l’8 marzo 2003 tenne il suo congresso cittadino.

Nel gennaio-febbraio 2002 sorse una nuova aggregazione politica denominata „Democrazia Cristiana“, poi „I Democratici Cristiani“, a cui aderirono alcuni importanti esponenti dell’ex DC siracusana, quali gli onorevoli Santi Nicita, Gino Foti e Nitto Brancati e che a Lentini ebbe il suo leader nell’ex sindaco avv. Giacomo Capizzi; essa poteva anche contare sull’adesione di prestigiose personalità dell’ex DC lentinese, come gli ex sindaci Gianni Cannone e Nino Mazzone e gli ex assessori Salvatore Martines, Tanino Sferrazzo e Carmelo Russo.

Il 9 febbraio si tenne un’importante riunione presieduta dall’on. Puccio Forestiere di AN con molti iscritti al partito, fra cui noti dirigenti come Salvo Rosolino, Marisa Tomasello e Peter Colletti.

Le elezioni per l’amministrazione provinciale [23] furono l’occasione per una prima verifica politica dell’amministrazione Rossitto, per la quale cominciava, sempre più insistente, a circolare la parola „azzeramento“, madre di un’altra non ancora pronunciata : „rimpasto“.

Ad essere eletto Presidente della Provincia stavolta fu il candidato del centro-sinistra, Bruno Marziano (DS), che al secondo turno prevalse col 61,51 % (a Lentini il 69 %) sul suo rivale al ballottaggio Vincenzo Vinciullo (AN), rappresentante del centro-destra.

Nelle varie liste scese in campo per contendesi i seggi al Consiglio Provinciale, numerosi e importanti furono i candidati lentinesi.

Nelle liste a sostegno di Marziano erano presenti: per i DS (15,22 %) Salvatore Di Mari e il prof. Cirino Gula, consigliere uscente; per la „Lista del Presidente - La Provincia di Siracusa in Europa“ (3,02 %) Romolo Saccà; per la Margherita (18,71 %) [24] l’uscente geom. Alfio Mangiameli jr e Daniele Di Mari; per lo SDI (5,07 %) l’on. Mario Bosco, come indipendente; per L’UDEUR (6,69 %) il dott. Salvatore Oddo, che risultò eletto; per Rifondazione Comunista (2,72 %) il segretario della sezione Alfio Strano; per Italia dei Valori (0,21 %) l’ex consigliere comunale Renato casetto.

In quelle che invece si erano battute per Vinciullo erano presenti: per „Democrazia Cristiana“ (5,27 %) l’avv. Giacomo Capizzi e il noto giornalista dott. Luca Marino; per Forza Italia (9,08 %) il dott. Francesco Commendatore; per l’UDC (23,01 %) [25] l’assessore Nunzio Dolce e l’uscente Enzo Reale, che risultarono eletti, nonché l’ex sindaco rag. Pippo La Rocca; per Nuova Sicilia (5,10 %) Alfredo Lieto e Rosario Ossino Fisicaro. Deludenti furono i risultati di AN (4,24 %), benché i militanti si fossero impegnati a fondo perché il candidato alla presidenza Vinciullo era del loro partito e per la presenza in lista di due candati locali: il dott. Salvatore Ravalli e il consigliere comunale di Carlentini Nello Ventura. Ciò riattivò i malumori all’interno del circolo sulla gestione del suo presidente Philly Sferrazzo, che presero a mescolarsi con le preesistenti insoddisfazioni nei confronti dell’organigramma comunale.

Le altre liste, che non avevano candidati lentinesi, non ottennero risultati significativi: PdCI (1,14 %), MSI-FT (0,16 %), Verdi (0,21 %), PRI (0,11 %).

La crisi della Giunta Rossitto

Il dato più significativo di queste elezioni fu il ritorno a Lentini, dopo un solo anno di amministrazione Rossitto, della maggioranza degli elettori al centro-sinistra, inteso nel suo insieme.

Era il segno evidente di un diffuso malessere, nei confronti della Giunta Comunale, nella città, ma anche nel centro-destra. Esso non tarderà ad esplodere clamorosamente.

Infatti – si erano da poco spenti i riflettori sulle elezioni provinciali – si riprese a parlare di azzeramento della giunta e i giudizi negativi su di essa cominciarono ad uscire dallo stretto ambito dell’opposizione. Si giunse così alla presentazione di una mozione di sfiducia al sindaco firmata dai sette consiglieri dell’opposizione e da tre della maggioranza.

Quando essa, l’11 agosto 2004, venne portata in discussione in Consiglio Comunale e, infine votata, con grandissimo stupore di tutti gli osservatori politici, essa venne approvata con 15 voti a favore e nessuno contrario! [26]

La clamorosa decisione che, secondo la legge, provocava la decadenza non solo del sindaco, ma anche di tutto il Consiglio Comunale, fu causa di forte disorientamento negli ambienti del centro-destra cittadino, che poco più di un anno prima avevano brindato alla conquista del Comune.

Il commissario Piccione

Dopo una breve gestione del vicesindaco uscente Agostino Guercio, il 26 settembre 2004 si insediò al Comune il Commissario Regionale rag. Antonino Piccione.

Spentisi i riflettori sulle elezioni provinciali, partiti e movimenti cominciarono ad organizzarsi al meglio per prepararsi alle nuove elezioni comunali, che erano state abbinate alle europee del 12 e 13 giugno 2004.

Ci fu dunque un’effervescenza di iniziative che finì per coinvolgere i vari ambienti della città e a riavvicinarli alla politica.

Il 25 settembre 2003 la Margherita organizzò un interessante incontro con uno dei suoi più noti esponenti, il filosofo Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia.

L’UDEUR, da poco divenuta „Alleanza Popolare-UDEUR“, il 19 ottobre 2003 celebròil suo primo congresso cittadino, alla presenza del segretario provinciale Enzo Assenza e della vicepresidente nazionale del partito on. Cristina Matranga. Il congresso si concluse con la riconferma del segretario uscente Pippo Vinci, affiancato da un solido gruppo dirigente [27].

Nello stesso periodo convegni e dibattiti vennero organizzati dai circoli „Agire Solidale“, coordinato dal prof. Armando Rossitto e „Libertà Eguale“, coordinato dal prof. Alfio Siracusano.

La nuova DC tenne il suo congresso provinciale il 15 novembre 2003 e a Lentini riconfermò la leadership dell’avv. Giacomo Capizzi.

Commissario straordinario di Forza Italia a Lentini fu nominato l’ex assessore dc dott. Pippo Zarbano [28], il quale però, poco tempo dopo, rinunciò all’incarico.

Coordinatore del Nuovo PSI fu nominato Melo Spadaro.

Sui temi della pace i DS tennero, il 17 novembre 2003, una pubblica assemblea, con la partecipazione del sen. Antonio Rotondo.

Sullo stesso tema Rifondazione Comunista organizzòun incontro-dibattito il 28 novembre 2003.

Il 13 dicembre 2003, nel corso di una pubblica manifestazione, venne presentato il movimento „Popolari per Lentini“, guidato da Enzo Reale, Umberto Ferriero e Corrado Magnetti. Tale movimento era il ramo lentinese di un più vasto movimento centrista che si era costituito a Siracusa nel novembre 2003 col nome di “Popolari per la Sicilia“, per iniziativa di un gruppo staccatosi dall’UDC e costituito da ex esponenti di Democrazia Europea.

I „Liberalsocialisti“ confluirono nello SDI (Socialisti Democratici Italiani) e a coordinatore del movimento così unificato venne nominato Romolo Saccà.

A coordinatore dell’UDC di Lentini venne eletto il dott. Carlo Conversano.

Verso le elezioni del 2004

Mentre Lentini era animata da questo fermento politico che coinvolgeva gran parte della cittadinanza, le segreterie dei partiti cominciavano a porsi il problema della scelta del candidato a sindaco.

Il centro-sinistra che sembrava avere la vittoria in tasca, vista la fine inaspettata dell’amministrazione di centro- destra, non seppe trarre insegnamento dalle precedenti esperienze e si presntò diviso.

Il 13 gennaio 2004 venne fuori il nome del primo candidato: il prof. Renato Marino dell’UDEUR, nel frattempo divenuto vicepresidente della Provincia.

Intanto continuavano i movimenti di assestamento del quadro politico locale.

Il 18 gennaio la Margherita organizzò un incontro pubblico, con la presenza dell’on. Pierluigi Castagnetti [29], presidente del gruppo parlamentare della Camera. Lo stesso giorno ebbe luogo una conferenza stampa dell’on. Rosy Bindi sui temi della sanità.

Nello stesso periodo venne costituita, alla presenza del presidente provinciale Enzo Perez, l’Associazione dei Verdi di Lentini, con portavoce Salvo Patania.

Attorno alla figura di Nello Neri si costituì l’associazione „Rinascita Leontina“, all’insegna del motto Prima Lentini: insieme ce la faremo!

Si costituì a Lentini anche il „Patto Segni-Scognamiglio“, con coordinatore l’imprenditore Piero Cundari, che sarà in lista per le imminenti europee [30]. Cundari era anche coordinatore provinciale del movimento e componente della Direzione Nazionale.

Nel maggio 2004 i „Riformisti per Lentini“, guidati dall’on. Mario Bosco, confluirono nei DS.

Un’altra parte del centro-sinistra si orientòinvece per la candidatura del presidente del GAL Leontinoi Enzo Pupillo, esponente di spicco della Margherita.

Nel campo moderato una candidatura di prestigio era certamente quella del noto penalista avv. Angelo D’Amico, indipendente, sostenuto da una coalizione di tipo centrista.

Ma la vera novità di queste elezioni fu la „discesa in campo“ [31] dell’on. Nello Neri, assente da vari anni da Lentini e, in quel momento, deputato regionale indipendente [32].

La novità consisteva soprattutto nell’impostazione che egli volle dare alla sua campagna elettorale: se da un lato riconosceva il ruolo dei partiti nel sistema democratico, dall’altro lato riteneva giusto rivolgersi direttamente ai cittadini, quando i partiti diventavano strumento di potere di ristretti gruppi. E, in effetti, i suoi appelli, vennero in particolare rivolti ai cittadini in genere, a prescindere dalla loro collocazione politica, i quali vennero chiamati a contribuire alla rinascita della loro città. A dare credibilità alla sua proposta politica contribuirono ovviamente la sua fama di uomo integerrimo e la sua professione di magistrato.

Per cui, se da un lato egli poté coagulare – grazie al suo passato politico - attorno alla sua candidatura gran parte del centro-destra, dall’altro riuscì ad attrarre notevoli settori del campo progressista, stanchi delle alchimie e dei personalismi emersi nel recente passato.

Lo stesso Neri, comunque, cercherà - pur senza fare abiure – di emanciparsi dal suo passato politico nella destra e di guardare soprattutto al territorio in cui si trovava ad operare, come in certo qual modo dimostrerà la sua futura adesione al Movimento per L’Autonomia, fondato da Raffaele Lombardo.

La sindacatura di Nello Neri

La vivace campagna elettorale, con protagonisti i quattro combattivi candidati [33], infiammata da convegni, comizi, riunioni, interviste e dibattiti, si concluse con la vittoria dell’on. Nello Neri.

Questi i risultati del primo turno per la sindacatura e i consiglieri eletti dopo la vittoria di Neri.

Sebastiano (Nello) Neri [34] : 28,57 %, sostenuto da: „Rinascita Leontina“ (8,68 %), un circolo che andava assumendo sempre più i connotati di un movimento politico e che ottenne 2 seggi [35]; Alleanza Nazionale (3,66 %): 1 seggio [36]; Forza Italia (4,21 %) ottenne 1 solo consigliere [37]; Nuova Sicilia (3,08 %), che conquistò 1 seggio [38]; PRI (0,24 %), I Laici (0,69 %).

Renato Marino [39]:28,37 %, collegato con: UDEUR, che elesse due consiglieri [40]; Democratici di Sinistra (11,99 %), primo partito della coalizione, che conquistò 3 seggi [41]; „Diamo voce a Lentini“ (2,54 %), lista civica; „Patto Segni-Scognamiglio“ (3,64 %), che ottenne un seggio in Consiglio Comunale [42]; „Democrazia per Lentini“ (1,62 %), lista civica; PS-Nuovo PSI (2,30 %).

Vincenzo (Enzo) Pupillo [43]: 24,68 % sostenuto da: Margherita (9,89 %), che ottenne 3 consiglieri [44]; „I Democratici Cristiani“ ((4,59 %) con 1 seggio [45]; Rifondazione Comunista (3,54%), con 1 consigliere [46]; SDI (3,18 %); Movimento Popolare Indipendente (2,45 %), lista civica; Movimento Democratico per Lentini (2,05 %), lista civica.

Angelo D’Amico [47]: 18,37 %, sostenuto da: „D’Amico per Lentini“ (4,56 %) con 1 seggio [48]; „Donne per Lentini-Democrazia paritaria“ (0,33 %), lista composta di sole donne; „Rinnovare Lentini“ (2,96 %), lista civica; „L’Albatro“ (1,66 %), lista civica; „Popolari per la Sicilia“ (5,65 %), che ottenne 1 seggio [49]; UDC (9,08 %), primo partito della coalizione, che conseguì due seggi [50].

Al Ballottaggio (26 e 27 giugno 2004) andarono Neri, sostenuto al secondo turno anche da altre tre liste civiche: „L’Albatro“, Il „Movimento Democratico per Lentini“ e il „Movimento Popolare Indipendente“, e Marino, su cui confluirono anche anche i „Democratici Cristiani“, lo SDI, la Margherita e RC. Prevalse Nello Neri col 60,48 % dei voti.

Alcune considerazioni vanno fatte su queste importanti elezioni. Va notato anzitutto il considerevole frazionamento degli schieramenti, con ben 24 liste in competizione; c’è poi la forte differenza di risultati, per alcuni partiti, tra europe e comunali, benché tenute contemporaneamente: il più eclatante fu il caso di di AN, che ottenne un buon 15,73 % alle europee e solo il 3,66 % alle comunali. Evidentemente una consistente parte della destra, che alle europee votava AN, alle comunali aveva riversato i suoi voti su „Rinascita Leontina“, movimento vicinissimo a Neri e percepito come la destra vincente, nonostante si fosse presentata come lista civica.

Il partito che più di tutti mantenne un sostanziale equilibrio tra europpe (9,81 %) e comunali (9,08 %) fu l’UDC.

I due candidati di centro-sinistra, Marino (28,37 %) e Pupillo (24,68 %), al primo turno ottennero la maggioranza dei consensi (53,05 %). Ma al secondo turno, quando a contrastare Neri rimase solo Marino, questi raccolse solo il 39,52 %! Segno evidente che una consistente fetta di elettori del centro-sinistra aveva accolto l’appello di Neri [51] a contribuire a risollevare la Città, accantonando momentaneamente il proprio colore politico.

Infine, benché nell’immensa schiera di 458 candidati scesi in campo per contendersi i 20 seggi del Consiglio Comunale ci fossero 104 donne, solo una di esse fu eletta: la prof.ssa Nuccia Tronco dei DS. La parità di genere in politica era ancora ben lontana dall’essere raggiunta.

Il dato più preoccupante sembra comunque un altro: dei 458 candidati, ben 95 non riportarono alcun voto, dunque nemmeno il proprio. Qualcosa evidentemente non funzionava nel meccanismo della democrazia rappresentativa.

Con la fine delle elezioni e la nomina della nuova giunta [52] non cessarono i mutamenti nel quadro politico locale. Già prima dell’insediamento del Consiglio Comunale (18-7-2004) l’ex sindaco Rossitto, eletto nella lista centrista „D’Amico per Lentini“, aderì all’UDC. Qualche tempo dopo sarà imitato dallo stesso avv. D’Amico.

Il consigliere Angelo Di Giorgio, eletto nella lista „popolari per la Sicilia“, che aveva sostenuto D’Amico al primo turno e Marino al ballottaggio si era dichiarato indipendente.

Mentre il nuovo Consiglio Comunale era ancora in fase di rodaggio, uscì una sentenza del Tar di Catania (25-11-2004) che accoglieva il ricorso di alcuni candidati circa la mancata attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione che aveva sostenuto Neri. Quando fu confermata (1-8-2005) dal CGA di Palermo, la sentenza comportò un sostanziale rimescolamento delle carte nel Consiglio Comunale, nel quale l’opposizione perse la maggioranza. Ben 7 suoi rappresentanti dovettero lasciare il loro seggio consiliare [53] ad altrettanti rappresentanti della coalizione che aveva sostenuto Neri [54].

L’UDC di Lentini, un tempo fiorente, cominciò ad avviarsi verso un inarrestabile declino, essendo rimasta senza rappresentanza consiliare, quando il dott. Cormaci divenne indipendente e Antonino Guercio e Franco Rossitto dichiarati decaduti.

Per giunta il suo coordinatore locale Piero Cundari [55] aderì, sia pure per un breve periodo, al Movimento per l’Autonomia, fondato dal deputato europeo e Presidente della Provincia di Catania Raffaele Lombardo [56].

Al suo posto, come coordinatore dell’UDC, venne eletto l’avv. D’Amico [57].

L’UDEUR di Lentini sembrò, invece, rifiorire, dopo la confluenza in essa di „Alternativa democratica“ di Renato Marino [58] ed anche dei quadri de „I Democratici Cristiani“, provincialmente facenti capo agli on.li Brancati, Foti e Nicita. Il partito venne allora rappresentato a Lentini da Piero Cundari (coordinatore) e Giacomo Capizzi (presidente).

Il 30 gennaio 2006 si aprì a Lentini una sede della „Rosa nel Pugno“(RnP). Si trattava di una formazione nata il 17 novembre 2005 a scala nazionale dall’incontro tra socialisti dello SDI e radicali italiani [59]. A Lentini essa era guidata dal prof. Filippo Motta (ex segretario del PSI) e aveva come segretario giovanile Nazareno Nicotra [60].

Intanto il circolo territoriale di Lentini di Rifondazione Comunista era entrato in rotta di collisione con la sua Federazione provinciale, per una serie di incomprensioni e i suoi iscritti avevano finito col disperdersi. Infatti l’ex sindaco Elio Magnano aderì ai DS; il gruppo maggioritario, guidato da Alfio Strano, nel 2006 aderì al Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) [61], fondandone il circolo a Lentini; altri rientrarono in RC, il cui circolo venne ricostituito, con segretario Alfio Giuga, dal consigliere comunale Francesco Nisi, poi succeduto a Giuga nella segreteria.

Movimenti di assestamento si ebbero pure nell’area della destra politica. Il 2 marzo 2005 si tenne il congresso del circolo di An, per l’elezione di un nuovo presidente, visto che il dott. Philly Sferrazzo era entrato nella giunta Neri. Vi si fronteggiarono due candidature: quella del dott. Pippo Carta, che prevalse di misura, e quella di Salvo Rosolino. Non essendoci fra le due componenti profonde differenze, dopo un pò esse arrivarono ad un accordo e Rosolino divenne vicepresidente del circolo.

Il quale, però, era agitato da due „anime“, queste sì rivaleggianti fra loro. Una, che potremmo definire „lealista“, che privilegiaava il sostegno alla giunta di Nello Neri, visto come colui che aveva portato la destra al potere, dopo cinquant’anni di emarginazione, anche se il sindaco andava allontanandosi sempre più da quella’area a livello regionale, finendo con l’aderire, come deputato regionale, all’MPA di Raffaele Lombardo; l’altra anima, che potremmo chiamare „autonomista“, alla quale appartenevano Carta e Rosolino, anche perché memori dell’emorragia subita a favore di „Rinascita Leontina“, tendeva invece a caratterizzare il partito e a dargli maggiore visibilità in città, pur rimanendo nella giunta Neri. Nei primi mesi del 2006 la tensione fra i due gruppi, prima latente, finì per esplodere. Il gruppo dirigente, ormai insoddisfatto dei rapporti tra partito e amministrazione, sentiva allentare i suoi legami con la rappresentanza istituzionale del partito, si considerava tagliato fuori dalla „stanza dei bottoni“ e poco sostenuto nella sua azione dalla Direzione provinciale del partito. Ormai scoraggiato e deluso, finì perciòcon l’abbandonare l’attività politica.

Dopo una generale pausa di riflessione esplose la diaspora e quello che era rimasto di AN si divise in vari rivoli.

Salvo Rosolino e alcuni suoi amici aderirono a „La Destra“ [62], che in occasione delle politiche del 2006, aderirà al cartello di „Alternativa Sociale“ [63], formazione rapidamente evaporata; sicché il gruppo di Rosolino decise di confluire, per un breve periodo, in Alleanza Siciliana“ [64], per poi rientrare in AN e infine disperdersi.

Nello Fisicaro ed un gruppo di suoi amici aderì ad Alleanza Siciliana, dove si amalgamò con un altro gruppo proveniente da Nuova Sicilia.

Carta ed altri rientreranno in AN, nel frattempo rafforzata dall’avvicinamento dell’ex eponente della Margherita dott. Sebastiano Butera.

Da non dimenticare quelli che, a suo tempo, avevano aderito a Rinascita Leontina, l’associazione gravitante attorno all’on. Neri. Insomma uno sfascio del fronte di destra a Lentini. Esso continerà a ridosso delle successive elezioni comunali, con la dichiarazone di indipendenza (24-5-2006) del consigliere dott. Giuseppe Giudice e con la candidatura dell’assessore Philly Sferrazzo nella lista di „Rinascita Leontina“. Nel novembre 2006 commissaria del circolo di AN sarà nominata la signora Federica D’Adamo.

La caduta della giunta Neri

Intanto era avvenuto un fatto eclatante: era stato avanzato un ricorso nei confronti del sindaco Neri per incompatibiltà, in quanto deputato regionale. Il ricorso venne accolto (24-2-2006) , ma il sindaco Neri che nel frattempo aveva accettato la candidatura alla Camera per l’MPA, non appellò e pertanto decadde dalla carica.

La direzione del Comune passò quindi, per un breve periodo, al vicesindaco Maria Arisco, fino all’arrivo (14-4-2006) del Commissario Straodinario dott. Massimo Signorelli.

Il Consiglio Comunale rimase in carica fino alle nuove elezioni. Questa la sua composizione finale:

Maggioranza (14): Gaetano Caserta, Alberto Di Mari, Marcello Iaca, Giuseppe Pulino (Rinascita Leontina); Cirino Brancato, Marcello Cormaci, Angelo Di Giorgio (MPA); Nello Ramaci, Francesco Sferrazzo (FI); Giuseppe Giudice (AN ind. dal 24-5.2006); Salvo Giuga (AN); Roberto Messina (Nuova Sicilia); Angelo Parisi (M.P.I.), Salvatore Ferraro (Movimento Democratico per Lentini). Opposizione 6): Ciro Greco, Alfio Mangiameli, Ugo Mazzilli (Margherita); Salvatore Barretta, Salvatore Di Mari (DS); Francesco Nisi (RC).

Le elezioni politiche del 2006

Il 9 e 10 aprile 2006 ebbero luogo le elezioni politiche, regolamentate da una nuova legge elettorale [65]. La campagna elettorale si svolse non più nelle piazze e nei quartieri, ma soprattutto sui mezzi d’informazione, anche perché era stata abolita la prefenza, per cui gli eletti non erano più determinati dal voto degli elettori, ma dalla collocazione nella lista: i parlamentari venivano infatti eletti secondo il posto che avevano nella loro lista, a cominciare dai primi. E tale posto, com’è ovvio, veniva scelto dalle segreterie dei partiti [66].

I candidati dunque non avevano interesse a contattare personalmente gli elettori: quelli in testa alla lista perché sicuri della loro elezione, gli altri perché sicuri del contrario. Vi si affrontarono due schieramenti [67]:

Quello di centro-destra („La Casa delle Libertà“) formato da FI, AN UDC, Lega Nord, ed altri) era guidato sa Silvio Berlusconi.

Quello di centro-sinistra („L’Unione“), costituito da RC, PdCI, DS, RnP, Margherita, IdV, Verdi, UDEUR ed altri, era guidato da Romano Prodi.

In varie liste vi erano candidati lentinesi. Per il Senato Loredana Spiga (Alleanza Siciliana), Filippo Lopes („I Socialisti“ [68]), Salvatore Oddo („Mastella-UDEUR Popolari“), Maria Cristiano (Margherita), Maria Concetta Adagio („Insieme con l’Unione“ [69]). Per la Camera: Angelo Sgroi (RnP), Renato Marino („Mastella-UDEUR Popolari“), Salvatore Stefio (AN), Nello Neri [70] (Lega Nord-MPA).

A livello nazionale, di misura, prevalse il centro-sinistra e Prodi tornò alla Presidenza del Consiglio.

Il centro-sinistra prevalse anche a Lentini, sia nel voto per il Senato che in quello per la Camera, mentre nell’ambito del centro-destra rilevante fu il successo di Forza Italia (20,47 %); l’affermazione della lista „Lega Nord-MPA“ (7,56 %) alla Camera era senz’altro ascrivibile alla presenza in lista dell’ex sindaco Nello Neri, come dimostra l’inferiore risultato della stessa formazione al Senato (5,49 %). Allo stesso motivo era dovuto il calo della destra, come si vede dal voto per la Camera: AN al 7,45 %, cioè meno che all’MPA, Msi-Fiamma Tricolore che raccolse solo lo 0,38 % e Alternativa sociale con lo 0,78 %.

Le elezioni regionali del 2006

Non si erano ancora spenti i riflettori e le polemiche sui risultati delle elezioni per il rinnovo del Parlamento e sulla formazione del nuovo governo Prodi, che già le forze politiche furono chiamate ad un nuovo appuntamento elettorale: le elezioni regionali siciliane fissate per il 28 maggio 2006.

Tre i candidati alla presidenza della Regione: Nello Musumeci di Alleanza Siciliana, sostenuto dalla lista omonima; Rita Borsellino, indipendente (centro-sinistra); e Totò Cuffaro dell’UDC, sostenuto dal centro-destra, che sarà eletto col 53,09 %.. Questi i risultati dei tre candidati a Lentini e delle liste che li sostenevano:

1 – Nello Musumeci (11,48 %), sostenuto da Alleanza Siciliana (7,65 %) [71].

2 - Rita Borsellino (49,96 %), sostenuta da quattro liste: „Rita, il mio impegno per la Sicilia“ (3,72 %), la Margherita (6,51 %), „Uniti per la Sicilia“ (4,30%) [72], DS (34,10 %) [73].

3 – Totò Cuffaro (38,46 %), sostenuto da sei liste: „Lista del Presidente“ (6,70 %), FI (9,17 %) [74], AN (3,66 %), UDC (5,67 %) [75], MPA-Nuova Sicilia (18,73 %), Fiamma Tricolore (0,23 %).

Le elezioni regionali registrarono un calo di interesse, strette com’erano tra le recenti elezioni politiche (9-10/2006) e le imminenti comunali (11-12/6/2006). A Lentini da sottolineare alcuni aspetti significativi: la Borsellino precedette di molto gli altri due candidati; i DS si riconfermarono primo partito in città, aumentando i loro consensi rispetto alle politiche, avvantaggiandosi probabilmente dell’assenza dei simboli di RC e del PdCI dalla scheda elettorale; in forte calo la Margherita; ancora più forte il calo dei partiti coalizzati in „Uniti per la Sicilia“ che complessivamente alle recenti politiche avevano ottenuto il 14,78 % e che alle regionali scesero al 4,30 %; crollarono AN precipitata dal 7.45 % delle politiche al 3,66 % delle regionali e, soprattutto FI, scesa in un mese, dal 20,47 % al 9,17 %.; il centro-sinistra, col suo 48,63 % complessivo, perse di nuovo a Lentini la maggioranza assoluta [76].

Già prima delle elezioni regionali, partiti e movimenti avevano cominciato ad attrezzarsi per le nuove elezioni comunali dell’11-12 giugno 2006.

Verso le elezioni comunali del 2006

Il primo ad annunciare la sua candidatura fu l’ex sindaco on. Nello Neri, che partiva con il sostegno dell’MPA, cui aveva aderito, e del circolo „Rinascita Leontina“, a lui vicinissimo.

Il centro-destra si ricompattò [77] e ai partiti della „Casa delle Libertà“, si aggiunsero il PS-Nuovo PSI, il PAS, Nuova Sicilia e la lista civica „Libera per Lentini“. Come candidato della coalizione fu scelto Nunzio Dolce.

Più complicata si dimostrò la situazione nel centro-sinistra, che finirà per dividersi in tre filoni. In esso il problema della candidatura a sindaco inizialmente sembrò essere stato risolto con un ricorso alle „primarie“. Ad un certo punto, però, i DS che avevano proposto ben due candidati per le primarie [78], decisero di ritirarsi e di affidarsi ad un loro specifico candidato. La scelta cadde sul prof. Armando Rossitto, in quel momento assessore al Comune di Carlentini. Questo procedimento provocò una crisi all’interno dei DS, che toccò il suo culmine con le dimissioni del segretario prof. Alberto Commendatore [79].

Alla fine la candidatura Rossitto sarà sostenuta da DS, RC, PdCI, IdV e UDEUR. Ma un esponente di quest’ultimo partito, il consigliere provinciale dott. Salvatore Oddo decise di candidarsi, col sostegno di una lista civica. Le primarie precedentemente concordate si svolsero lo stesso in data 7 maggio 2006, con la partecipazione di Margherita, RC e RnP. Esse decretarono la candidatura del consigliere provinciale Alfio Mangiameli (Margherita) [80], che aveva vinto le primarie col 94,13% dei voti. A sostenerlo, oltre la Margherita, la „Rosa nel Pugno“ (socialisti + radicali), il Partito dei pensionati ed una lista „Con Alfio sindaco“.

Parteciparono dunque alla competizione 5 candidati a sindaco, sostenuti complessivamente da 21 liste. A vincere, alla fine, sarà il geom. Alfio Mangiameli jr, per cui le sue liste usufruiranno del premio di maggioranza. Questi i risultati del primo turno e quelli definitivi delle liste per il Consiglio Comunale, ripartite per schieramento:

Sebastiano (Nello) Neri (32,15%) [81], sostenuto da „Popolari per Lentini“ (6,56 %)“ [82] con 1 seggio, Alleanza Siciliana (3,92 %), MPA (14,17 %) con 3 eletti [83], „Rinascita Leontina“ (10,96 %) e due eletti [84] e la lista civica „Lentini Insieme“ (2,11 %)“ [85].

Salvatore Oddo (7,38 %) [86], sostenuto dalla lista civica „Lentini per bene“ (4,67 %), che elesse 1 consigliere [87].

Nuccio Dolce (8,64 %) [88], appoggiato [89] da UDC (3,86 %) che ottenne 1 consigliere [90], AN (1,66 %), PS-Nuovo PSI (0,68 %), PAS (2,14 %) [91], Nuova Sicilia (1 %) e dalla lista civica „Libera per Lentini (3,23 %)“.

Alfio Mangiameli (27,87 %) [92], sostenuto da Margherita (11,79 %) che conquistò 5 seggi [93], R.n.P. (3,49 %), che ottenne 1 seggio [94], Pensionati (2,21 %) e lista civica „Con Alfio sindaco“ (2,22 %).

Armando Rossitto (23,96 %) [95] appoggiato da DS (13,14 %) , che ottennero 5 seggi [96], RC (2,89 %), PdCI (1,96 %), IdV (0,94 %), UDEUR (6,40 %) con 1 seggio [97].

Al ballottaggio andarono perciò Nello Neri, sostenuto dalle stesse liste del primo turno e Alfio Mangiameli, alle cui liste si aggiunsero i DS e „Lentini per bene“, i cui candidati a sindaco furono indicati come assessori da Mangiameli, che prevalse col 56,81%. Mangiameli si insediò il 28-6-2006, assieme alla sua giunta [98].

Mangiameli governerà la Città per due legislature, fino al 23-6-2016. A quella data gli succederà il dott. Saverio Bosco. Ma questa è un’altra storia...

Ferdinando Leonzio


Con questa puntata termina la nostra storia politica della Lentini contemporanea, dunque all’estremo confine con la cronaca. Ma la storia di Lentini non finisce qui. La città di Gorgia e di Jacopo ha ancora molte carte da giocare e lo dimostrerà negli anni futuri.
E altri storici verranno, per raccontarla a tutti, specialmente ai giovani. (FL)


Immagine in icona: Nello Neri


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Degli articoli pubblicati su Girodivite riguardanti la storia politica di Lentini nella Prima Repubblica, di Ferdinando Leonzio, è prevista la pubblicazione anche in formato libro cartaceo ed ebook a cura della casa editrice ZeroBook.


[1] Lo scrutinio, per la prima volta a Lentini, verrà seguito dagli uffici elettorali dei due maggiori schieramenti con postazioni collegate, via internet, con il sito ufficiale del Ministero degli Interni.

[2] L’UDC era ormai percepito come il legittimo erede della vecchia DC, da quando i Popolari si erano diluiti nella Margherita.

[3] Il giorno stesso dello scioglimento del PSI (13-11-1994) l’estrema destra craxiana del partito formò il Partito Socialista Riformista (PSR), che il 24-2-1996 confluì nel Partito Socialista (PS); quest’ultimo il 19-1-2001, fondendosi con la Lega Socialista, diede vita al Nuovo PSI, collocatosi subito dopo nella “Casa delle Libertà” di Berlusconi (centro-destra).

[4] Movimento politico a carattere regionale costituitosi attorno alla leadership dell’ex ministro socialista on. Salvo Andò.

[5] Giorgio Viola, Francesco Sferrazzo e il navigato ex sindaco Davide Battiato che, col suo movimento, era da tempo confluito in FI. Battiato sarà eletto vicepresidente del Consiglio Comunale.

[6] L’avv. Salvo Giuga, che sarà eletto presidente del Consiglio Comunale.

[7] Il dott. Marcello Cormaci, il rag. Emilio Grasso, il prof. Carmelo Grasso, il dott. Ugo Mazzilli, la dott.ssa Francesca Reale e Francesco Pisano, il quale, in seguito, aderirà a Nuova Sicilia.

[8] Delfo Bosco.

[9] Il tecnico sportivo Guido Mirisola.

[10] Rosario Vacanti, il quale, in seguito, si dichiarerà indipendente, per poi aderire all’UDC.

[11] La sezione dello SDI, dopo le dimissioni dell’avv. Alfio Bellardita da segretario, era coordinata direttamente dal segretario regionale on. Raffaele Gentile, coadiuvato da due suoi ex sostenitori ai tempi del PSI: il dott. Santo Ragazzi e Pippo Nicotra. Il movimento „Riformisti per Lentini“ faceva capo all’on. Mario Bosco e al prof. Alfio Siracusano, che avevano fondato a Lentini anche il circolo Libertà Eguale.

[12] Lidia Costanzo, Salvatore Di Mari e Renzo Vinci.

[13] Il dott. Enzo Crisci. Nell’ultimo scorcio della legislatura si dichiarerà indipendente, ma rimanendo nel centro-sinistra. In seguito aderirà all’UDEUR di Mastella. Nel gennaio 2004 rientrerà nella Margherita, ma nel 2006 passerà ai DS.

[14] Delfo Cavarra, abile artista di lavori in ferro.

[15] L’ex sindaco Elio Magnano, che da un certo tempo aveva aderito a Rifondazione Comunista.

[16] L’ex sindaco ed ex deputato regionale on. Mario Bosco.

[17] Agostino Guercio (vicesindaco), Nunzio Dolce, in seguito sostituito (per un breve periodo) da Enzo Gianninoto e infine da Giuseppe Vinci, Cirino Narzisi (UDC), Alfio Ira (Forza Italia), Febbronio Bonaccorsi (Nuova Sicililia) e Sebastiano Garrotto (Liberalsocialisti) in seguito sostituito da Nuccio Fisicaro (Nuovo PSI).

[18] L’espressione è di Pietro Nenni.

[19] Il primo dei non eletti era Adelfio Maci, fortemente sostenuto da „Azione Giovani“ (organizzazione giovanile di AN) di Lentini.

[20] Su di esso si leggeva, fra l’altro, la notizia di una riunione tenutasi domenica 9-3-2003 nei locali di p.zza Bellini, a cui avevano partecipato iscritti e simpatizzanti di AN locali (fra cui Salvo Rosolino e Nello Ventura) e provinciali.

[21] Peter Colletti, originario di Catania, intelligente ed idealista, si era iscritto giovanissimo al partito, aveva fatto parte del circolo Onda Nuova, diretto dal dott. Salvatore Caracciolo ed era stato il fondatore della sua organizzazione giovanile a Lentini.

[22] In seguito, in sua rappresentanza, entrerà in giunta Nuccio Fisicaro.

[23] Durante la campagna elettorale furono presenti a Lentini due leader nazionali: Fausto Bertinotti (RC) e Piero Fassino (DS).

[24] La Margherita, che si riconfermò, ancora una volta, primo partito del centro-sinistra, si avvaleva di un valido e compatto gruppo dirigente: Silvio Pellico, Alfio Mangiameli senior e junior, Maria Cristiano, Enzo Pupillo, Sebastiano Butera, Ciro Greco, Gaetana Bifera, Alfio Cardillo, Enzo Caruso, Delfo Cavarra, Giuseppe Demma).

[25] L’UDC si riconfermò primo partito del centro-destra ed anche della città. Va rilevato inoltre che l’UDC andava assumento posizioni sempre più critiche nei confronti dell’esecutivo Rossitto.

[26] Dei 20 consiglieri comunali, 2 erano assenti (Francesca Reale e Giorgio Viola) e 2 (Davide Battiato e Francesco Sferrazzo) avevano lasciato l’aula al momento del voto. Il presidente Giuga si era astenuto.

[27] Ne facevano parte, fra gli altri, Katia Battiato, EnzoCrisci (che in precedenza aveva lasciato la Margherita), Cetty Ferrauto, Renato Marino, Pippo Militti, Salvatore Oddo, Carlo Vasile.

[28] Il dott. Zarbano il 14-12-2003 organizzò un importante convegno sull’utilizzazione dei grandi invasi.

[29] Castagnetti era anche stato l’ultimo segretario nazionale del PPI, prima della confluenza dell stesso nella Margherita (24-3-2002).

[30] Piero Cundari fu l’unico lentinese candidato alle elezioni europee. Il Patto, in quell’occasione, ottenne a Lentini il 5,55 %.

[31] L’espressione, di origine calcistica, si rifà ad una frase dell’on. Silvio Berlusconi.

[32] Neri, già consigliere comunale del MSI-DN a Lentini, era stato eletto deputato di AN nel 1994 e nel 1996 nel collegio di Adrano-Paternò e aveva ricoperto incarichi prestigiosi, come quello di capogruppo di AN nella Commissione Antimafia. Alle politiche del 2001 non erà però stato ripresentato e successivamente era stato inserito nel listino alle regionali siciliane dello stesso anno, ma non era riuscito ad entrare all’ARS. Non avenfo rinnovato la tessera, quando subentrò (2-4-2003) al deputato deceduto Antonino Croce, si trovò ad essere un indipendente iscritto al gruppo di AN, che in seguito lascerà per aderire al gruppo misto.

[33] Marino, Pupillo, D’Amico e Neri erano sostenuti ciascuno da sei liste, per un totale di 24: un primato per Lentini.

[34] Slogan di Neri: Abbiamo il diritto di sperare ancora – questa volta vince Lentini.

[35] Furono eletti Giuseppe Pulino e Ciro Brancato.

[36] Una parte di militanti si era orientata per Rinascita Leontina, vicinissima a Neri. AN ottenne un solo seggio, che andò all’avv. Salvo Giuga.

[37] Francesco Sferrazzo, che sarà eletto presidente del Consiglio Comunale.

[38] Roberto Messina.

[39] Slogan di Marino: Renato Marino sindaco – si può fare.

[40] Carlo Vasile e Francesco Nisi. Quest’ultimo, in seguito, lascerà il partito e, dopo un periodo di indipendenza, aderirà a Rifondazione Comunista, di cui cercherà di riorganizzare la sezione di Lentini. Anche Vasile successivamente lascerà l’UDEUR per aderire ad „Alternativa Democratica“ (AD), un movimento che raggruppava la maggioranza dell’UDEUR di Lentini e che si riconosceva nella leadership dell’ex vicepresidente della Provincia prof. Renato Marino. In seguito il movimento si avvicinerà all’Italia dei Valori, per poi riprendere la sua autonomia. Rientrerà infine nell’UDEUR, quando il vecchio gruppo provinciale sarà sostituito da quello facente capo all’on. Gino Foti.

[41] L’arch. Salvatore Barretta, Salvatore Di Mari (capogruppo) e la prof.ssa Nuccia Tronco. Segretario della sezione era allora l’ex sindaco Turi Raiti. Nel febbraio 2005 gli subentrerà il prof. Alberto Commendatore.

[42] Benedetto Fisicaro.

[43] Slogan di Pupillo: Un progetto moderno e un giovane sindaco per la Lentini che vogliamo.

[44] Alfio Mangiameli senjor (capogruppo), Ciro Greco e Adelfio Tocco.

[45] Il dott. Ugo Mazzilli, il candidato consigliere più votato. Dopo qualche tempo lascerà il partito e nell’aprile 2008 aderirà alla Margherita.

[46] L’ex sindaco Elio Magnano, che sarà eletto vicepresidente del Consiglio Comunale.

[47] Slogan di D’Amico: Un uomo fuori dai partiti – Ma dentro i vostri problemi.

[48] L’ex sindaco Franco Rossitto, che in seguito aderirà all’UDC, seguito, poi, daleader D’Amico.

[49] Angelo Di Giorgio.

[50] Marcello Cormaci e Giorgio Viola, che si dimetterà, lasciando il seggio ad Antonino Guercio.

[51] Al primo turno, i partiti che avevano sostenuto Neri avevano riportato, nel loro complesso, 2927 voti, mentre il candidato sindaco ne aveva raccolto 4234, cioè 1307 voti in più di tutti loro. Se a ciò si aggiunge che al ballottaggio Neri superò il candidato, ormai unico, del centro-sinistra, sembra evidente che la sua base elettorale era in parte di destra, ma in parte anche di centro e di sinistra.

[52] Maria Arisco, vicesindaco, Ciccio Fisicaro, Nuccia Sortino, che in seguito alle sue dimissioni sarà sostituita dal prof. Francesco Saggio (indipendenti), Davide battiato (FI), Philly Sferrazzo (AN), Alfredo Lieto (N.S.).

[53] Elio Magnano (RC), Nuccia Tronco (DS), Carlo Vasile (AD, già UDEUR), Benedetto Fisicaro (Patto Segni, poi AD), Antonino Guercio (UDC), Adelfio Tocco (Margherita), Franco Rossitto (lista “D’Amico per Lentini”, poi UDC).

Come vicepresidente del Consiglio Comunale, al posto di Magnano, fu eletto il dott. Marcello Cormaci, ex UDC, poi divenuto indipendente.

[54] Gaetano Caserta, Alberto Di Mari, Marcello Iaca („Rinascita Leontina“), Davide Battiato che, essendo assessore, lascerà il seggio a Nello Ramaci (FI), Giuseppe Giudice (AN), Salvatore Ferraro („Movimento Democratico per Lentini“) e Angelo Parisi (Movimento Popolare Indipendente).

[55] Il movimento prima guidato da Cundari, cioè il „Patto Segni-Scognamiglio“ era confluito nell’UDC.

[56] Cundari passò poi ad Alternativa democratica di Marino e, con questa, confluì in seguito nell’UDEUR, precedentemente guidata dal prof. Carmelo Grasso.

[57] Dopo le dimissioni di Cundari (passato all’MPA e poi all’UDEUR), l’avv. D’Amico, nel 2006, venne eletto coordinatore della sezione lentinese dell’UDC, collaborato dal rag. Emilio Grasso, dal mar. Agostino Guercio e dal geom. Biagio Portal.

[58] Dopo le dimissioni da assessore provinciale del prof. Carmelo Grasso, il prof. Renato Marino rientrò nella giunta provinciale presieduta da Marziano (DS) in rappresentanza dell’UDEUR.

[59] A Lentini si trattava sostanzialmente del solo SDI, che dopo un periodo di stallo seguito alle elezioni europee e comunali del 2004, era stato in un certo senso rifondato sotto la guida dell’avv. Pippo Centamore, nominato commissario della sezione. L’improvvisa scomparsa (13-10-2005) di Centamore aveva lasciato per qualche mese la sezione priva di guida, fino alla nomina di Filippo Motta.

[60] Fra gli aderenti più noti Salvatore Cutrona, Vittorio Maglitto e Pippo Nicotra e gli ex consiglieri Angelo Celso e Angelo Maenza.

[61] Il PdCI era nato l’11-10-1998 da una scissione di RC, guidata da Armando Cossutta e Oliviero Diliberto.

[62] Formazione nata ad iniziativa dell’on. Puccio Forestiere, un ex deputato augustano di AN.

[63] Sul finire del 2003 l’on. Alessandra Mussolini aveva lasciato AN e, dopo aver costituito un suo gruppo politico (“Libertà di azione”), aveva promosso, nel gennaio 2004, un cartello elettorale, denominato “Alternativa Sociale” (AS), col concorso di Giuseppe Fiore (“Forza Nuova”), Adriano Tilgher (“Fronte Sociale Nazionale”) e Luca Romagnoli (“Movimento Sociale - Fiamma Tricolore”) il quale però, dopo qualche mese lascerà la coalizione.

[64] Movimento autonomistico di destra nato da una scissione di AN, fondato dall’on. Nello Musumeci, deputato europeo ed ex presidente della Provincia di Catania.

[65] La legge tornava al sistema proporzionale, ma con un forte premio di maggioranza per la coalizione che avesse riportato il maggior numero di consensi, su base nazionale per la Camera, e su base regionale per il Senato. Alla ripartizione dei seggi avrebbero partecipato le liste, facenti parte di una coalizione, che avessero raggiunto il 2 % alla Camera e il 3 % al Senato. Per quelle non coalizzate era previsto uno sbarramento maggiore. Doveva, inoltre, essere indicato il leader della coalizione.

[66] Forse per questo la legge elettorale sarà definita Porcellum.

[67] Per il Senato erano anche presenti una lista di „Alleanza Siciliana“, collegata a Nello Musumeci e una una lista autonomista (Mov. Dem. Sic.-Noi Siciliani).

[68] „I Socialisti“ era un partito, collocato nel centro-sinistra, fondato dall’on. Bobo Craxi e nato da una scissione dell’ala sinistra del PS-Nuovo PSI, il quale era collocato nel centro-destra.

[69] Cartello elettorale tra „Verdi per la pace“, PdCI e „Consumatori Uniti“.

[70] Neri risultò il primo dei non eletti. Il 19-7-2006 subentrò all’on Nicola Leanza che aveva optato per l’ARS, in cui pure era stato eletto.

[71] Nella lista di AS era candidato il lentinese Febronio Bonaccorsi.

[72] Cartello elettorale realizzato fra RC, PdCI, SDI, Verdi, IdV, „Primavera Siciliana“ per cercare di superare lo sbarramento del 5 %, previsto dalla nuova legge elettorale siciliana. L’operazione riuscì, in quanto a livello regionale la coalizione ottenne il 5,20 % e 3 seggi sui 90 dell’ARS. Il 20-5 2006, nella sala dell’ex lavatoio comunale intervenne l’on. Franco Giordano, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, succeduto nella carica a Fausto Bertinotti, eletto Presidente della Camera.

[73] Nella lista dei DS era candidato il lentinese dott. Santi Lombardo, che ottenne una buona affermazione. Per i DS, nel collegio di Siracusa furono però eletti l’uscente on. Roberto De Benedictis e il sindacalista Giuseppe Zappulla.

[74] Commissario di Forza Italia a Lentini era il prof. Carmelo Grasso (ex UDEUR), affiancato dal dott. Salvatore Chiarenza.

[75] Nella lista dell’UDC era candidata la lentinese Paola La Mesa.

[76] Una nota di colore, che la dice lunga sulla personalizzazione della politica, fu la chiusura della campagna elettorale dei DS, fatta da ben due candidati (De Benedictis e Lombardo), ciascuno per conto suo, con due diversi comizi in p.zza Umberto.

[77] Nell’area più specificamente di destra ci furono dei “movimenti di assestamento”: il gruppo de “La Destra”, guidato da Salvo Rosolino, che inizialmente era confluito in Alternativa Sociale (A. Mussolini), se ne era staccato entrando (26-4-2006) in Alleanza Siciliana (Musumeci), dove si era fuso col gruppo promotore di Nello Fisicaro e dove successivamente confluì anche un altro gruppo proveniente da Nuova Sicilia e guidato da Febronio Bonaccorsi. Poco dopo, però, il gruppo di Rosolino lasciò Alleanza Siciliana (AS), per rientrare (ma per poco) in AN. Sicché in Alleanza Siciliana rimasero il gruppo iniziale di Fisicaro e quello, sopraggiunto, di Bonaccorsi.

[78] Il prof. Pippo Cosentino e l’arch. Salvo Barretta.

[79] Poco dopo Commendatore sarà sostituito da una reggenza collegiale composta da Franco Battaglia, Angelo Brancato e Turi Randazzo. Dopo le elezioni (12-7-2006) al posto della reggenza, sarà eletta segretaria della sezione la sig. Lidia Costanzo Tocco, ex consigliere provinciale ed ex vicesindaco di Raiti.

[80] Questi i risultati delle primarie: votanti 1449 – Alfio Mangiameli (Margherita) 1361, Alfio Giuga (RC) 45, schede nulle 38, bianche 2. Rifondazione Comunista, però, finì per aderire alla candidatura Rossitto.

[81] Uno slogan di Neri: Per continuare a vincere INSIEME.

[82] Leader ne era il consigliere provinciale Enzo Reale, il quale fu l’unico eletto; ma, avendo egli optato per il Consiglio Provinciale, gli subentrò Rosario Vacante.

[83] Gli uscenti Angelo Di Giorgio e Marcello Cormaci, che il 27 luglio 2006 sarà eletto vicepresidente del Consiglio Comunale, e Benedetto Fisicaro (nella precedente legislatura eletto per il “Patto Segni-Scognamiglio”). Di Giorgio e Fisicaro il 27 luglio 2006 si dichiareranno indipendenti.

[84] L’avv. Marcello Iaca e il dott. Filadelfo Sferrazzo.

[85] [La lista era capeggiata dal suo vecchio leader Davide Battiato. Accanto al simbolo del suo movimento era presente anche quello del PRI.

[86] Uno slogan del dott. Oddo: Rendiamo Lentini bella da vivere.

[87] L’avv. Massimo Commendatore che nel novembre 2006 aderirà all’UDC.

[88] Dolce, consigliere provinciale, aveva da poco lasciato l’UDEUR. Un suo slogan era Costruiamo un sogno…per cambiare Lentini.

[89] Forza Italia, la cui lista non era presente in questa competizione, con un proprio manifesto invitò i propri elettori a votare Nuccio Dolce. Si schierarono, invece, per la candidatura Neri, alcuni esponenti di FI: l’ex sindaco Davide Battiato, l’ex presidente del Consiglio Comunale dott. Francesco Sferrazzo e l’ex consigliere Nello Ramaci. Lo stesso fece l’ex assessore di AN dott. Philly Sferrazzo.

[90] L’imprenditore edile geom. Biagio Portal.

[91] Leader del Partito Autonomista Siciliano (PAS) era il segretario regionale Rosario Ossino Fisicaro.

[92] Questo lo slogan ufficiale di Mangiameli: Cambiare si può! Vota il nuovo!

[93] Tutti ex consiglieri: il dott. Ugo Mazzilli (il candidato più votato, con 501 preferenze), capogruppo (carica che lascerà nel settembre 2006), il geom. Alfio Mangiameli senior (decano del Consiglio Comunale, alla sua VIII legislatura), l’imprenditore Renzo Vinci, il prof. Ciro Greco e l’impiegato Adelfio Tocco. Mazzilli, Tocco e Vinci nel novembre 2006 lasceranno la Margherita per l’UDC.

[94] Il geom. Angelo Maenza. Primo dei non eletti Salvatore Cutrona. I due, assieme a Nazareno Nicotra, assumeranno la guida della RnP, in sostituzione del prof. Filippo Motta, divenuto assessore. Dal congresso sezionale dell’1-12-2006 scaturirà poi la segreteria di Pippo Nicotra.

[95] Uno slogan elettorale di Rossitto era Un’altra storia un’altra Lentini.

[96] Fortemente rappresentata la sanità: Enzo Crisci (medico), capogruppo (lascerà la carica il 19-10-2006), Pippo Innocenti (infermiere), Salvatore Di Mari (impiegato ASL), il quale il 19-7-2006 sarà eletto presidente del Consiglio Comunale, Carlo Vasile (tecnico di radiologia) e l’arch. Salvatore Barretta.

[97] Il tecnico sportivo Guido Mirisola.

[98] Della giunta Mangiameli facevano parte come assessori: il preside Armando Rossitto (DS), vicesindaco, il prof. Filippo Motta (RnP), il prof. Silvio Pellico (Margherita), il dott. Salvatore Oddo, quasi subito sostituito dal tecnico sportivo Pippo Vinci („Lentini per bene“), la rag. Roberta Fonte (Pensionati) e l’ing. Cirino Cillepi (indipendente).


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