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​Lentini, cala il sipario sull’era Lo Faro: sfiducia approvata tra veleni, ricorsi e attacchi personali

​LENTINI – La fine era annunciata, ma le modalità con cui si è consumata lasciano un segno profondo nella storia politica della città. Rosario Lo Faro non è più il sindaco di Lentini.

di Giuseppe Castiglia - lunedì 16 marzo 2026 - 1146 letture

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Rosario Lo Faro il Sindaco di Lentini sfiduciato

Nella serata di lunedì 16 marzo, il Consiglio Comunale ha approvato la mozione di sfiducia con 11 voti favorevoli, sancendo il crollo definitivo di un’amministrazione ormai da tempo priva di ossigeno politico.

​Il fronte che ha portato alla caduta del sindaco è stato trasversale, unendo opposizioni storiche ed ex alleati delusi. Per l’approvazione occorrevano 10 voti (i due terzi dei componenti); il traguardo è stato superato grazie alla compattezza di 11 consiglieri.

​Hanno votato SÌ alla sfiducia:

​Diletta Pericone (Forza Italia)

​Rossella Consiglio (Fratelli d’Italia)

​Giuseppe Vasta (MpA)

​Francesca Reale (MpA)

​Silvana Bosco Santocono (MpA)

​Davide Marchese

​Alessandro Vinci (Gruppo Misto)

​Cirino Greco (Partito Democratico)

​Antonino Landro (Sinistra Futura)

​Maria Cunsolo (Movimento 5 Stelle)

​Luigi Campisi

​Hanno votato NO (o erano assenti/astenuti) i restanti 5 componenti del Consiglio, ormai ridotti a una minoranza incapace di difendere la giunta.

​Le ultime ore di Rosario Lo Faro al Palazzo di Città sono state segnate da una strategia difensiva che molti osservatori hanno definito "scomposta" e priva di spessore istituzionale.

Invece di un confronto politico sui fallimenti amministrativi — dalla crisi dei rifiuti agli stipendi arretrati — il sindaco ha scelto la via del muro contro muro.

​Lo spauracchio del TAR... Fino a pochi minuti prima del voto, il primo cittadino ha paventato l’ipotesi di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per invalidare la seduta. Un tentativo di aggrapparsi ai cavilli legali per sopravvivere alla volontà democratica dell’aula, segno di una debolezza politica ormai palese, che ha sortito l’effetto opposto, indignando l’aula e confermando l’immagine di un leader isolato che usa gli spairacchi come ultima arma di difesa.

Le giustificazioni lette in aula sono apparse ai presenti come fragili "arrampicate sugli specchi". Scaricare le colpe della paralisi cittadina su fattori esterni o su complotti politici non è bastato a nascondere l’evidente incapacità di mediazione dimostrata in questi ultimi due anni.

​Lentini volta pagina. ​Con il voto di stasera, decadono immediatamente il Sindaco, la Giunta e lo stesso Consiglio Comunale. La parola passa ora alla Regione Siciliana, che dovrà nominare un Commissario Straordinario per traghettare il Comune fino alle prossime elezioni.

​Si chiude una pagina buia per la politica lentinese, caratterizzata da uno scontro frontale che ha ignorato i bisogni reali della cittadinanza. La città si risveglia domani senza un’amministrazione, ma con la speranza che il prossimo capitolo possa essere scritto con maggiore caratura e rispetto per le istituzioni.


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