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Lentini - Rosario Lo Faro e il ritorno degli “assessori stampella”

LENTINI – Se fosse una serie TV, si chiamerebbe “Galleggiando – la saga infinita”. Protagonista: il sindaco Rosario Lo Faro. Dopo l’ennesima fuga di quattro assessori, il primo cittadino ha deciso di ripescare dal cassetto il vecchio protocollo: nominare “assessori stampella”.

di Giuseppe Castiglia - mercoledì 26 novembre 2025 - 537 letture

Uno di loro, per non far mancare il gusto del déjà-vu, era già stato stampella due anni fa. Evidentemente, a Lentini le repliche piacciono.

La scena è ormai collaudata: assessori che salutano, il sindaco che arranca, e nuovi volti che entrano in scena con la missione di reggere il sipario fino alla fine dello spettacolo. Non è politica, è commedia dell’arte. Con tanto di maschere, copioni riciclati e applausi sempre più tiepidi.

“Nota del Sindaco sulle situazione politica del comune di Lentini: l’Amministrazione continuerà a operare con responsabilità e nel solo interesse della comunità, accompagnando Lentini nel completamento dei progetti avviati e nella gestione delle opportunità in corso...”. Ma i cittadini, dopo quattro anni di amministrazione definita da molti come fallimentare, iniziano a sospettare che i progetti siano più un paravento che un obiettivo. Una foglia di fico istituzionale per coprire la vera missione: arrivare alla fine del mandato senza naufragare.

Il sindaco sembra aver inventato una nuova disciplina olimpica: il galleggiamento amministrativo. Non si nuota, non si corre, non si costruisce: si resta sospesi. Lentini, intanto, osserva con ironia e rassegnazione, chiedendosi se la città meriti davvero di essere governata come una piscina comunale, dove il principale obiettivo è non andare a fondo.

E mentre Lo Faro si aggrappa alle sue stampelle, ecco la farsa dell’opposizione: quattro assessori usciti di scena e sei consiglieri passati all’opposizioneche si proclamano “responsabili”. Responsabili sì, ma fino a un certo punto: voteranno con responsabilità su tutto, tranne che sulla sfiducia al sindaco. Perché? Perché bisogna “portare avanti i progetti”. Una scusa che suona come il ritornello di una canzone stonata.

In realtà, la regia che ha spinto i consiglieri e gli assessori della maggioranza a fare questo passo è altrove: un vero e proprio dictat che ha guidato i consiglieri all’opposizione per i futuri equilibri politici in vista delle prossime elezioni regionali e locali. Altro che responsabilità: è strategia da manuale di sopravvivenza politica. Lentini diventa così il palcoscenico di un gioco di potere dove tutti recitano la parte, ma nessuno convince davvero.

Gli “assessori stampella” e l’opposizione a metà non sono solo cronaca locale: sono il simbolo di una politica che, invece di correre, si accontenta di restare a galla. E a Lentini, più che un sindaco, ormai servirebbe un bagnino.

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