Le querele di Nordio e Piantedosi
L’Italia è il Paese con il maggior numero di querele bavaglio recensite – Al Fatto richiesto risarcimento di 250 milioni di dollari – Record di citazioni per Nicole Minetti – Pulitzer al New York Times – Ritorna in edicola di MilleLibri
LIBERTÀ DI ESPRESSIONE: L’ITALIA TOPPA – Il nostro è proprio un Grande Paese al punto che si può permettere di ignorare l’urgenza segnalata dai dati internazionali e non recepire la Direttiva UE 2024/1069 contro le querele temerarie (SLAPP), Legge Daphne dedicata alla memoria della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. La denuncia proviene da CASE Italia che riunisce 17 organizzazioni tra cui Amnesty International e Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, che ha inviato una lettera aperta al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, in cui si accusa l’Italia di optare per una trasposizione “minimale” e tardiva, limitando le nuove tutele ai soli rari casi transfrontalieri e ignorando i procedimenti domestici, che rappresentano la quasi totalità delle minacce legali nel Paese. Abbiamo, però, dei primati ad esempio l’Italia è il Paese con il maggior numero di querele bavaglio recensite (26 casi nel 2023, 21 nel 2024). Il 44,6% dei casi le azioni legali sono promosse da esponenti politici; il 33% riguarda la diffamazione, mentre quasi il 29% si manifesta sotto forma di minaccia diretta di querela per bloccare la pubblicazione di inchieste. W l’Italia!
TORNA MILLELIBRI – Il 14 maggio ritroveremo una storica rivista dedicata ai libri e alla letteratura. Il primo numero sarà “tirato” in 100 mila copie. Edito da Sprea, avrà cadenza mensile (ogni 20 del mese). L’amministratore delegato di Sprea, Alessandro Agnoli, ha sottolineato che ogni anno, nel nostro Paese, vengono pubblicati 70 mila libri e, quindi, MilleLibri diventa importante per «orientarsi tra i libri, soprattutto all’interno di una sovrapproduzione come quella a cui assistiamo oggi». Prezzo di copertina, 4,90 euro. Canali di distribuzione: edicola, GDO (Grande Distribuzione Organizzata), aeroporti, stazioni e librerie.
NORDIO QUERELA BIANCA BERLINGUER E… – Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dato mandato ai suoi avvocati per avviare una azione risarcitoria nei confronti Bianca Berlinguer e di Mediaset per il sostegno dato alle notizie sul “caso Minetti”. Il ministro si riferisce alla puntata andata in onda il 28 aprile 2026. Il ministro ha fatto sapere che in caso di vittoria della causa civile, l’eventuale somma risarcita verrà interamente devoluta in beneficenza a una istituzione a tutela dei minori. La risposta di Mediaset non si è fatta attendere. Secondo l’Adnkronos, Mediaset riferendosi a quanto affermato da Ranucci ha dichiarato che «Le notizie non verificate non sono notizie. Punto. Ma in diretta tutto può accadere e il ministro ha potuto smentire immediatamente le autonome affermazioni dell’ospite in studio. Da editori pluralisti, non censuriamo. Ma diamo a tutti la possibilità di ribattere, com’è accaduto… La dichiarazione di Bianca Berlinguer è stata condivisa con l’azienda. Non esiste alcun giallo, interno o esterno, nessun complotto, ma neppure alcuna accondiscendenza verso gossip spacciati per giornalismo d’inchiesta».
… PIANTEDOSI QUERELA DAGOSPIA – Sempre Adnkronos riporta che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presentato atto di denuncia e querela nei confronti di Roberto D’Agostino, in qualità di direttore responsabile di Dagospia, per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. L’iniziativa è stata presa «in relazione alla continuativa, massiva, seriale e persistente campagna diffamatoria, fatta di insistenza narrativa e amplificazione progressiva, attraverso oltre 50 unità comunicative nell’arco di poche settimane tra articoli, rilanci, flash, citazioni indirette, foto didascalie e post della testata Dagospia e dei social ad essa riferibili, che con incessanti ed infondate affermazioni, insinuazioni e allusioni ha attribuito al ministro Piantedosi di aver fatto ottenere illegittimamente incarichi pubblici anche retribuiti ed altre munificenze pubbliche alla dottoressa Claudia Conte con la gravissima conseguenza di aver ingenerato nella opinione pubblica la convinzione di aver asservito la propria funzione istituzionale a presunti interessi personali, così ledendo gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale».
AL FATTO RICHIESTO RISARCIMENTO MONSTRE – Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti ha chiesto a Il Fatto Quotidiano di «rimuovere ogni traccia degli articoli sulla grazia concessa a Nicole Minetti», ma anche «cessare e desistere» dal portare avanti la vostra inchiesta giornalistica. Altrimenti vi verrà chiesto un risarcimento «in nessun caso inferiore a 250 milioni di dollari». D’ora in avanti, prima di fare inchieste, i giornalisti italiani chiederanno il permesso al signor Giuseppe Cipriani.
CASO MINETTI: RECORD DI CITAZIONI – Dallo scorso 11 aprile, il nome dell’ex consigliera regionale ha ottenuto sulle radio e le tv italiane 1.197 citazioni, circa una ogni 25 minuti; il picco di menzioni (434) si è stato ottenuto martedì 28 aprile, quando il Quirinale ha chiesto al Guardasigilli Nordio chiarimenti su supposte falsità nella domanda di clemenza e la Procura di Milano è stata autorizzata ad avviare nuove indagini. Lo riporta un monitoraggio di Mediamonitor.it. Sempre in relazione a questa vicenda, il termine “grazia” ha raccolto 1033 citazioni mentre Carlo Nordio 780. Alle spalle di Nordio, Il Fatto Quotidiano (553). Poi Sergio Mattarella (471 citazioni), Giuseppe Cipriani (397). Il termine “adozioni” (307), Jeffrey Epstein (132 citazioni), Gaetano Brusa (125), il sostituto procuratore che ha espresso parere favorevole alla domanda di grazia e, fanalino di coda, Sigfrido Ranucci (54), il conduttore di Report che aveva insinuato che Nordio avesse frequentato il ranch di Cipriani in Uruguay.
PULITZER AL NEW YORK TIMES – Per il 2026 il prestigioso premio Pulitzer è andato al New York Times per una serie di inchieste sui conflitti di interesse di Donald Trump. Al quotidiano anche altri 2 riconoscimenti, tra cui quello per la fotografia di cronaca, documentando la fame e la distruzione nella Striscia di Gaza. All’agenzia Reuters due premi: uno per il cosiddetto ‘beat reporting’ (giornalismo specializzato) per un reportage su Meta, che ha documentato la disponibilità dell’azienda tecnologica a esporre gli utenti, minori inclusi, a truffe e manipolazioni tramite intelligenza artificiale; un altro per la politica nazionale, in particolare per una serie di servizi sulle vendette politiche di Trump tramite il dipartimento di Giustizia. Anche il Washington Post ha portato a casa un riconoscimento per le sue inchieste sui licenziamenti del Doge, il dipartimento per l’efficienza governativa gestito per un periodo da Elon Musk. L’Associated Press è stata premiata per il giornalismo internazionale con un lavoro triennale sui sistemi di sorveglianza di massa in Cina e il coinvolgimento delle aziende americane. Inaspettato il Pulitzer assegnato al Minnesota Star Tribune per la copertura della sparatoria in una scuola cattolica, con la morte di due bambini e il ferimento di altri 17.
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