Le manovre della vecchia politica

Si confrontano e si detestano due gruppi che sono uno peggiore dell’altro per la logica di potere che li ispira e li guida senza guardare alla drammatica realtà della Sicilia.

di Luigi Boggio - martedì 23 giugno 2026 - 462 letture

Il presidente Schifani si ricandida tra il mal di pancia dei suoi alleati. Siamo entrati nella fase delle autocandidature non essendoci partiti, anche se all’apparenza si vedono, sono senza regole. Le regole sono fastidiose: riunirsi, confrontarsi, decidere, votare quando non si trova la sintesi unitaria. Che barba. Che noia.

Invece è tutto più semplice e semplificato che a decidere siano i capi delle cordate perché i " partiti" non sono altro che un insieme di gruppi di potere che mirano dicono " al bene comune" ma al loro bene. Sempre di bene si tratta per sé e per i suoi amici. Poi vengono gli altri sempre con la spruzzata di una buona dose di demagogia. Ecco che nell’ambito delle parole, senza limite, si autocandidano per qualsiasi carica istituzionale.

Con Schifani si sono aperte le danze dell’autoproporsi per la presidenza della Regione. Seguono l’astro nascente La Verdera per Controcorrente, Scateno De Luca per la Sicilia che verrà, l’europarlamentare Antoci per i 5Stelle, Barbagallo per il Partito democratico, anche Gracolici sempre per i democratici che in Sicilia stanno attraversando una profonda crisi per le divisione interne. Si confrontano e si detestano due gruppi che sono uno peggiore dell’altro per la logica di potere che li ispira e li guida senza guardare alla drammatica realtà della Sicilia.

Una Sicilia che scivola verso le coste africane e senza un presente, ma con tante lacerazioni e un profondo malessere giovanile, con fasce attratte dalla criminalità organizzata, in ripresa ovunque. La cronaca riporte una parte, lo spaccio e il consumo di droghe vanno di pari passo alla violenza e alle rapine. In alcune periferie delle aree urbane si vive nel terrore compresi nei medi centri.

Cosa fa la politica? Invece di affrontare questi drammatici problemi, pensa a lanciare le proprie sfide per arrivare, ma in quali condizioni non lo sanno e non interessa. L’ambizione è arrivare. Quando arrivano seguono le scie delle giustificazioni permanenti. Ci tagliano i fondi e altri non sanno dove prenderli. Per fare pagare alcuni servizi fondamentali al prossimo giro. Ma quello che stupisce in questa terra maligna è l’apatia e la sfiducia. Un senso dolente andante abbacchiati dallo scirocco.


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