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Le mafie non vanno in quarantena

Nei periodi storici di maggiore incertezza e perdita di equilibrio nei rapporti tra le istituzioni e la cittadinanza, gli speculatori riescono sempre a trovare dei vantaggi. Tra questi le mafie
di Piero Buscemi - mercoledì 8 aprile 2020 - 886 letture

Non c’è un periodo storico nel quale, a seguito della maggiore vulnerabilità delle persone per motivi di incontrastabile aggressione che possa arrivare da una guerra, da una catastrofe naturale o, come in questi giorni, da un’improvvisa epidemia, che chi opera nell’ombra, chi sa leggere tra lo sgomento delle persone, chi fiuta l’affare dietro le ristrettezze economiche che ne derivano, riesce sempre a speculare sulle tragedie umane.

Abbiamo ereditato dal passato esempi di questa aberrazione dell’animo umano. Tornando indietro alla seconda guerra, la nascita della così detta borsa nera, dove il contrabbando e il malaffare riuscivano ad arricchire criminali senza scrupoli, ci è stata raccontata con sapiente amara ironia dall’indimenticabile Eduardo De Filippo con la sua Napoli Milionaria.

Un antico vizio umano che esacerba la condizione di debolezza e indifesa che folti strati della popolazione affrontano anche in condizioni di "normalità". Una condizione che crea terreno fertile anche per le mafie, sempre all’avanguardia nell’adattamento degli affari loschi in qualsiasi contesto storico l’umanità si trovi a sopravvivere.

Il crollo economico di molte attività commerciali, in modo particolare le piccole realtà locali che dalla chiusura disposta dal governo, hanno dovuto fare i conti con entrate economiche pari a zero e costanti uscite di bilancio, tra affitti, vecchie situazione debitorie con fornitori, utenze in ogni caso da soddisfare, ha messo in serio rischio migliaia di artigiani, piccoli imprenditori, gestori di attività turistiche alla tentazione di cadere alle tentazioni risolutive della criminalità organizzata. Un rischio che è stato evidenziato dalle associazione antimafia e da molti magistrati, sempre in linea nell’unica guerra che merita sempre di essere accostata ad uno scontro bellico.

Libera, la storica rete di associazioni che si batte contro le mafie da venticinque anni è subito intervenuta sul suo portale postando un messaggio di informazioni e di avvertimenti su questa seria minaccia, scaturita dalla situazione di emergenza del coronavirus. Riportiamo di seguito l’intero comunicato di Libera, auspicando che possa essere d’aiuto e di supporto alla cittadinanza.

Libera: "E’ riconosciuta la capacità della criminalità organizzata di approfittare della crisi sociale e economica: il welfare criminale si adatta sempre alle circostanze investendo risorse per ottenere consenso e controllare il territorio".

Un servizio di Libera per denunciare gli altri virus che da anni infestano il nostro Paese: le mafie e la corruzione. Si chiama Linea Libera, un numero verde 800582727, riservato che si rivolge a chi assiste a episodi opachi, condotte corruttive o di stampo mafioso e intenda segnalarli:clientelismo e cattiva amministrazione, usura, tangenti, infiltrazioni criminali. Linea Libera è un luogo di ascolto, incontro e accompagnamento che vuole mettere potenziali segnalanti e denuncianti in grado di districarsi nel complesso nel quadro normativo e burocratico, per poter poi proseguire in autonomia un proprio percorso verso i canali istituzionali. Il numero verde 800582727 è operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì dalle 15 alle 19.

Un servizio per andare incontro a chi vuole dire “no” a corruzione e mafie ma spesso si trova solo nella sua scelta e isolato dal contesto in cui vive o lavora. Soprattutto in questi momenti, si rischia la solitudine nel segnalare episodi opachi, infiltrazione di clan o far emergere il malaffare a cui si assiste e spesso non si sa neanche come farlo e a chi rivolgersi. O non si trovano appigli per farsi forza e venire fuori da una realtà familiare mafiosa. Oppure si viene strozzati da estorsioni e usura e non si riesce a trovare una via di uscita. Con Linea Libera si vuole colmare questo vuoto: essere di sostegno a chi fa queste scelte, non solo accompagnandolo nel percorso verso la segnalazione/denuncia, ma anche fornendo un supporto nelle fasi successive, che rischiano di isolare e rendere vulnerabili le persone.

“Un numero telefonico- commenta Enza Rando, vicepresidente di Libera- a disposizione per chi vuole segnalare fatti corruttivi, di usura ed estorsione; chi vuole segnalare condotte di origine mafiosa ; ai potenziali whistleblower che hanno assistito a opacità sul luogo di lavoro. Sono tanti i segnali che arrivano dai territori: mai come in questo frangente storico, nonostante il grande impegno di magistratura e forze di polizia, le mafie sono forti e potenti. E’ riconosciuta la capacità della criminalità organizzata di approfittare della crisi sociale e economica: il welfare criminale- conclude il vicepresidente nazionale di Libera- si adatta sempre alle circostanze investendo le proprie risorse per ottenere consenso, per controllare il territorio. E per passare all’incasso, quando l’incubo corona virus sarà messo alle porte. “


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