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Le foto di Maduro realizzate con AI

Giornalisti aggrediti a Crans-Montana – Vice direttore di RaiSport inneggia al fascismo – Niente fondi per Radio Radicale – Assolta Altreconomia – Usa: chiude quotidiano fondato nel 1786 – Debutto in Italia di HBO MAX

di Adriano Todaro - mercoledì 14 gennaio 2026 - 636 letture

VICEDIRETTORE DI RAI SPORT INNEGGIA FASCISMO – Landini come Maduro. È la trovata di Roberto Pescante vice direttore di RaiSport. Il capogruppo M5S in commissione di vigilanza Rai, Dario Carotenuto, ripreso da Adnkronos ha dichiarato che «L’uso che il vice direttore di RaiSport fa dei suoi canali social è incompatibile con le linee guida del Servizio Pubblico. Roberto Pescante, vicedirettore di Rai Sport, usa i propri canali per celebrare il Movimento Sociale o condividere meme di dubbio gusto paragonando Landini a Maduro. Non è libertà d’opinione: è mancanza di senso istituzionale… La Rai è un servizio pubblico pagato da tutti, non una bacheca personale dove sdoganare nostalgie neofasciste o fare propaganda mascherata da ironia. Chi guida una struttura come RaiSport dovrebbe sapere che ogni parola pubblica pesa, rappresenta, parla anche a nome dell’azienda. Davvero la Rai ritiene compatibile con i propri valori e con la propria missione che un suo direttore si esprima così? O dobbiamo rassegnarci all’idea che il confine tra ruolo pubblico e militanza personale sia definitivamente saltato, senza che nessuno senta il dovere di intervenire? Sono domande che faremo direttamente alla Rai con una interrogazione in commissione di vigilanza». Anche Sandro Ruotolo (Pd) ha protestato e ha chiesto che la Vigilanza convochi i vertici di viale Mazzini. Ruotolo precisa che «In un post appare la fiamma tricolore del Movimento Sociale Italiano con la data di nascita 26 dicembre 1946 e lo slogan “le radici profonde non gelano”. In un altro si legge: “con la violenza non si risolve niente, figurati senza”. In un terzo compare un meme che raffigura Donald Trump con la scritta “dopo Nicolás Maduro adesso tocca a Maurizio Landini”, con l’aggiunta ironica: “peccato che sia solo un meme».

RADIO RADICALE: NIENTE FONDI – Dopo trent’anni, per la prima volta, la legge di Bilancio non prevede fondi destinati a Radio Radicale che ammontano a 10 milioni annui per la fornitura delle trasmissioni delle sedute parlamentari e la digitalizzazione dell’archivio. La convenzione con lo Stato è attiva dal 1994. Oggi in redazione di sono 18 giornalisti. Il bilancio 2024 è in attivo grazie al conferimento degli immobili, ma le entrate dipendono quasi interamente dai fondi pubblici. Alessandra Costante, segretaria generale della Fsni (sindacato giornalisti) ha così commentato: «Dopo 30 anni, la convenzione fra Radio Radicale e lo Stato italiano è a rischio per mancanza di finanziamenti. La redazione si è accorta che la testata non viene nominata in nessun provvedimento di legge. Ci auguriamo che il governo e il Parlamento non vogliano spegnere una delle voci più autorevoli nel mondo dell’informazione politica e l’unica, ancora oggi, a trasmettere in diretta le sedute delle Camere e i più importanti avvenimenti politici. Un’opera insostituibile al servizio dei cittadini, che possono formarsi un’idea direttamente, e della democrazia stessa».

ASSOLTA ALTRECONOMIA – L’ennesima querela a un giornale. Ennesimo tentativo di bloccare inchieste scomode. È quello che è avvenuto a Altreconomia per un’inchiesta di Duccio Facchini su un’azienda di Lecco che vende armi. L’articolo, così riporta Articolo 21, è uscito nel 2024 e la società ha querelato Facchini per diffamazione. Facchini aveva raccontato delle commesse della Lecco Invernizzi Presse, azienda produttrice di presse per realizzare (anche) munizioni a uso militare. L’accusa dell’azienda era che lo stesso aveva esposto i dipendenti della Lecco Invernizzi Presse a «gravi conseguenze». Ad oltre un anno di distanza il gip del Tribunale di Lecco ha archiviato la querela poiché è stato riconosciuto il libero esercizio del diritto di cronaca e di critica, tramite affermazioni fondate su fonti più che qualificate. «E dire che l’azienda ci ha provato in tutti i modi. Pensando di fare scacco matto, a un certo punto, ha anche chiesto il cambio di imputazione e nella foga ha depositato documenti inediti e di estrema importanza nel più classico degli autogol – ha commentato il direttore Facchini – tipo l’autorizzazione UAMA o la fattura del committente israeliano per la fornitura di attrezzature per punte per bossoli calibro 5.56 e 7.62, che salta fuori essere la Imi Systems (già Israel Military Industries) che dal 2018 è stata incorporata dalla Elbit Systems, gigante bellico israeliano tra le prime 25 corporation militari al mondo».

DEBUTTO IN ITALIA DI HBO MAX –Il 13 gennaio, ha debuttato in Italia HBO Max, la piattaforma di Warner Bros. Il lancio, accompagnato dall’immagine di un drago del Trono di Spade, punta a sottolineare la forza di una library (biblioteca) che comprende serie come Harry Potter, Superman e Batman. L’arrivo del servizio segna l’ingresso di un nuovo competitor di peso nella pay tv italiana, con un impatto diretto su Sky ma anche su Disney+, Prime Video e, potenzialmente, Netflix, qualora riuscisse ad acquisire Paramount e quindi Warner Bros. La storica collaborazione tra Sky e Warner Bros. Discovery si è conclusa il 1° gennaio, determinando un cambiamento significativo per gli spettatori. Le nuove serie HBO e i nuovi film Warner in prima visione saranno disponibili esclusivamente su Max, mentre Sky potrà continuare a trasmettere solo le nuove stagioni di serie già presenti nel proprio catalogo, senza però avere i diritti delle stagioni precedenti. In pratica, i cofanetti completi saranno un’esclusiva di HBO Max. Persi anche i diritti per i Giochi Olimpici invernali, l’Australian Open e il Roland Garros, che saranno trasmessi integralmente su Max.

USA: CHIUDE QUOTIDIANO FONDATO NEL 1786 – Una notizia Ansa ci fa sapere che a maggio chiuderà il quotidiano Pittsburgh Post-Gazette, quotidiano nato nel 1786. La causa? Le perdite che assommano a 350 milioni negli ultimi 20 anni. Il quotidiano è uno dei più “vecchi” degli Usa e, nel corso degli anni, ha cambiato più volte proprietà e nome ma sempre documentando la storia di Pittsburgh e degli Stati Uniti. Nel 1787, un anno dopo la sua nascita, il quotidiano ha stampato la Costituzione degli Stati Uniti. Attualmente è il principale quotidiano dell’area metropolitana di Pittsburgh.

FOTO DI MADURO GRAZIE ALL’AI – La giornalista Vedika Bahl di France24 ha fatto vedere e spiegato che le foto che ritraggono Maduro e signora arrestati e portati a New York dagli Usa, sono false. Sono state tutte generate dall’Intelligenza artificiale. In realtà, sotto le foto, scritto in piccolissimo, quasi invisibile, le classifica come immagini AI. Il trucco dice la giornalista avrebbe potuto essere scoperto subito se le varie «testate avessero verificato l’autenticità delle immagini, utilizzando Google Symthid. Ma la fretta di “sbatti il mostro in prima pagina” ha fatto perdere la testa un po’ a tutti e così possiamo affermare che è la più grossa bufala fotografica del 2026, e siamo solo a gennaio». Finora foto vere al 100% della cattura di Maduro non si sono viste, le prime autentiche sono quelle scattate quando scende dell’elicottero a New York per andare in tribunale. La giornalista spiega che «Sabato 3 gennaio all’alba, le forze speciali USA arrestano Nicolas Maduro e signora, direttamente nella loro camera da letto, e li portano via in elicottero, legati come salami. Domenica 3 gennaio il mondo si sveglia con la notizia che Donald Trump ha attaccato il Venezuela e così tutti i media e i social del mondo incominciano a diffondere video e foto della situazione. Sto facendo la prima colazione quando ricevo un WhatsApp dal mio amico e collega Gustavo… La foto del meme è Maduro in mezzo a due agenti della Dea, armati fino ai denti, e sullo sfondo il muso di un jet executive. La foto non mi convince perché Maduro indossa una bella camicia bianca ed un vestito scuro con tanto di giacca. Non bisogna essere un “commando” per immaginare la situazione e non posso pensare che, nel corso dell’azione di esfiltrazione dove ogni secondo conta, i militari abbiano dato il tempo al dittatore, tirato fuori dal letto di peso, di vestirsi bene. Inoltre, non capisco perché sullo sfondo c’è un aereo civile visto che è stato portato su una nave militare. Mi insospettisce anche il fatto che i militari ritratti siano agenti federali e non soldati delle Delta Force e dei Navy Seal, che sono specializzati in queste operazioni. Chiedo a Gustavo dove ha trovato la foto e lui mi dice che è dappertutto, compresi i siti web di alcune importanti testate. Intanto passano due giorni, escono dappertutto tante altre foto di Maduro in varie situazioni, compresa una dove viene fotografato con la classica tuta arancione dei detenuti americani; poi l’autorevolissimo telegiornale France24, (il filmato è visibile su France24.com) scopre che tutte le foto sono fake, tutte realizzate con AI. Anche quella di Maduro con la benda sugli occhi, postata da Trump e utilizzata anche dal New York Times, non è certo al 100% che sia una foto vera e quindi fa fare la figura dei polli a quasi tutto il mondo della stampa, compresa la Casa Bianca che ha postato sulla piattaforma X la foto più farlocca di tutte, quella di lui con il vestito della festa».

CRANS-MONTANA: GIORNALISTI AGGREDITI – Tre troupe della Rai e alcuni giornalisti stranieri sono stati aggrediti mentre seguivano la tragedia di Capodanno. Lunedì 5 gennaio, da «un’auto da cui proveniva musica rap ad altissimo volume – ha dichiarato Domenico Marocchi, inviato di Uno mattina Newssono uscite tre persone che hanno iniziato ad intimidirci e insultarci. Stavamo per andare via quando sono arrivate altre sette persone». Marocchi era assieme ad Alessandro Politi di “Storie italiane” e ai filmaker Riccardo Nava e Giovanni Currò. Ci sono stati insulti, spintoni e acqua gelida. Aggredita, in un altro episodio, anche una troupe di Ore 14. «La giornalista Francesca Crimi – ha reso noto la trasmissione di Rai 2era insieme a Marco Bonifacio quando una persona vicina ai proprietari di ‘Le Constellation’ ha aperto una pompa che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente con acqua gelida». Il giornalista Domenico Marocchi ha riconosciuto tra gli aggressori, gli autori di un altro attacco ai danni degli inviati del Blick, quotidiano svizzero in lingua tedesca.


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