Le cose belle e buone arrivano sempre, prima o poi, per chi sa aspettare

Matteo parlava dal palco per l’ennesima conferenza stampa...
di Deborah A. Simoncini - domenica 20 dicembre 2020 - 915 letture

Matteo parlava dal palco per l’ennesima conferenza stampa: “Questi vi piacciano o no sono i miei principi, ma se non vi stanno bene ne ho degli altri, anche se mi considerate un ciarlatano, un bugiardo, un infingardo e mi tacciate anche di ambiguità. Il corpo umano senza soffio vitale è un cadavere.”

Chinandosi gli scappò la più plateale delle scoregge mai sentita. Il pubblico tutto scoppiò in una fragorosa risata. Fu turbato da quella esperienza che gli capitò. Tutti gli occhi si puntarono su di lui. Per uscire dall’imbarazzo si mise a pappagallare sconsolato. Si diede con una forza incredibile, a mano aperta, una gran botta sulla fronte e fu un colpo terribile. Era stato rivelato un suo lato oscuro, inaspettato.

“È la birra la bevanda alcolica più antica al mondo. La più importante sul piano storico.” Raccontò le peripezie di suo padre, di sua madre e di tutta la sua famiglia estesa. “Da bambino quando andavo ai luna park arrivavo a casa sempre con dei bozzi sulla fronte. Ero piccolo e piangevo perché mio padre dava dell’oca a mia madre e lei lo chiamava asino ed essendo io loro figlio non riuscivo a capire che bestia fossi.”

Terminata la conferenza si diresse verso casa senza aprire bocca.

“Il mio istinto è stato sempre quello di barcamenarmi, capace di adattamento. Per conformarmi al gruppo sociale dominante di Silvio (uno dei miei padroni) che è diventato come me il più ricco di tutta la sua famiglia; ho cercato di imitarne la lingua, così da essere ritenuto degno di attenzione. Ho voluto stabilire con lui una linea di comunicazione privilegiata, anche se i suoi distinguo sono quanto mai vaghi.

Silvio in fondo non è un tipo in gamba? Una persona per bene? A farlo sopravvivere politicamente è stato il suo senso dell’umorismo. Anche di fronte alla verità più terribile è capace di ridere. È passato dallo scopaamico alle badamanti! Il suo motto è: “Quando la vita non risparmia i brutti colpi, ridi come puoi.” È convinto che lui sia un faro per il suo popolo.

Silvio è diventato così ricco che il secondo marito di sua moglie non dovrà lavorare un solo giorno in tutta la sua vita. Anche noi lo sappiamo bene che, quantomeno per motivi finanziari, il denaro è molto meglio della povertà. E non si tratta solo e semplicemente di farsi una risata. Scherzare è sempre stata un’ottima copertura, ma qui non è proprio il caso di scherzare. È con la premessa “sto scherzando” che si può dire l’indicibile.

Matteo si sedette a leggere in un caffè. “Molti mi considerano il responsabile di tutti i mali della politica italiana. È vero, non riesco più a parlare se non con il comico grottesco. Come molti comici faccio ridere di cose che in senso stretto non sono per nulla “buffe.” Il saper fare comicità su argomenti ardui e tabù implica cose che non sono sempre ovvie o note a colui che ride. In ogni medaglia c’è sempre il rovescio. Come Silvio io riesco sempre a trovare il lato positivo in una cattiva notizia e quello funesto in una buona. Sono ottimista anche se ho l’aria piuttosto preoccupata.

Pensate sia facile essere ottimisti? Non sono come Nicola che passa molto tempo a preoccuparsi. Ed è talmente tanto il tempo che dedica alle sue preoccupazioni che ben presto comincia a preoccuparsi di quanto si preoccupa. Io non mi preoccupo anzitempo, so che la risata per far restare a bocca aperta deve scaturire dalla sorpresa. Per non fare un buco nell’acqua devi dare l’intonazione giusta. Silvio infatti ha sempre fatto dei buoni affari ridendo. Si è trovato sempre al posto giusto al momento giusto e con l’armamentario giusto. Ha incominciato come costruttore e poi proprietario di una catena di grandi magazzini e ha imparato a cavarsela bene adottando valori borghesi in condizioni capitalistiche. Quando si tratta di affari è sempre riuscito a sfangarla. In politica e non solo bisogna essere accomodanti, capaci di cambiare quel tanto che basta per adeguarsi al mutare dei termini e delle condizioni.

Quello di politico per me è diventato un mestiere noioso, adesso anche la paga … non è che sia chissà che … ma se non altro è un lavoro a tempo indeterminato. Sappiate che la storia ha i suoi corsi e ricorsi, perciò io aspetto ciò che non ci si aspetta. Italia vi(v)a non è poi così titolata e azionaria come la decantano.. Nel senso di colpa ci si nasconde e ci si rivela.

Ridere significa vivere profondamente. Di cosa ridiamo? La risata scaturisce dal profondo del corpo. Implica credere e fare ipotesi. Quando è vera coinvolge oltre la mente il corpo, ma non c’è sempre una questione su cui ridere. Nel solletico la miscela è fatta di piacere e insopportabilità. Guardiamo un film dell’orrore e siamo gratificati, ne siamo agitati, eccitati e inquieti allo stesso tempo. La risata indica il progresso umano, ma il godimento promesso da Dioniso può rivelarsi letale.

L’essere umano è la specie di vita più complessa della Terra, capace di comportarsi con decoro e trattare gli altri con rispetto. Il verbo amare è parola che contiene in sé significati diversi e la felicità a volte può durare solo un attimo. Che cos’è la vita se non una recitazione? Se entri nella selva oscura rischi di smarrire la diritta via. Essere onesti e scrupolosi è faticoso e ci vuole poco a ritrovarsi iscritto nel registro degli indagati. Pur con molte svogliatezze - si fa fatica a correggere se stessi – lo so solo io come sono riuscito a conseguire la laurea un giurisprudenza. La memoria attraverso i sensi diventa pura emozione. Ha con sé un sapore tutto suo. La forza delle parole, dal valore speciale, consiste nella loro straordinaria capacità di essere evocative, ma ci sono cose che non si vogliono dire e che proprio non si riescono a dire.

Nella lingua italiana un genitore a cui è morto un figlio non ha nome alcuno. È cosa che in italiano non si dice. I miei discorsi sono composti di senso, voce e lettera. Il nome e il verbo esprimono la persona e l’azione. Il nome in quanto segno distintivo si manifesta e rende note le cose. Se non conosci il nome viene meno la conoscenza stessa delle cose. Sono i nomi propri in particolare a designare la specificità della persona. Le mie parole proprio perché dotate di senso sono vere e proprie orazioni. Io come “Pierino, frugolino tutto pepe”, sono stato bistrattato e diffamato sin dall’infanzia. Con Italia vi(v)a ho portato la rivoluzione in politica in forma di chiasso, allegria e felicità. Se il creato dipende da una forza superiore come indicare la fonte, il principio costitutivo e la ragione per cui siamo? Le cose sono e dipendono di continuo dall’energia.

Con lo stesso termine è facile indicare cose diverse. Più la vita cresce e si sviluppa, più la perfezione cresce e la nostra dipendenza diventa profonda e coinvolgente. Siamo creature che dipendiamo da una forza più grande. È l’atto creativo il principio di tutto. In ogni tempo, religione e cultura dipendono dal divino. La Vita ci vuole rendere viventi, mentre la realtà diventa realmente, procede nel divenire e si sviluppa nel tempo. “Io sono stato in grado di suscitare entusiasmi enormi, con applausi e consensi di masse sterminate. Ho assunto una posizione di guida ed esercitato l’attrazione potente dell’autorità carismatica. Poi quello che avevo acquisito in pochi anni è stato di nuovo messo in discussione.” Applicandomi su avvenimenti di poco conto ho fabbricato grandi circostanze. In politica ho optato per il metodo diretto e ho fatto una rapida carriera. Poiché i miei piedi sono inquieti, mi volete far diventare un intellettuale errante, Neo-Nato che ricerca un altrove dove riposare? Da parte mia, la mia è una lingua chiara e sintetica, non sono per niente compiaciuto né appagato. Per me quando muore una persona è come se bruciasse una biblioteca. Se ci sono misteri che gli uomini possono solo intuire e ci vogliono secoli e secoli per poterli in parte risolvere, ci sono mestieri che in tempo breve danno da mangiare. Giuseppi Giuseppi … non fare il farabolone e caccia i marenghi così apro a tempo debito il mangereccio pizzorante e tu ti ristori.

Lo sappiamo che le cose belle e buone arrivano sempre, prima o poi, per chi sa aspettare.


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