Le Battaglie del Movimento Polo Oncologico di Gela, forse,salveranno l’Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele III di Gela

di cirignotta - mercoledì 4 marzo 2009 - 1715 letture

Le grandi battaglie portate avanti da anni sull’ambiente e sulle mancanze della Sanità Gelese in relazione anche allo sviluppo di centri ad alta specializzazione dedicati alla problematica Oncologia nelle aree ad alto impatto ambientale ,come previsto dalla legge regionale del 06/02/2006 n°10 che all’art.1,comma3 ,stabilisce che l’Assessorato Reg.le per la Sanita’,nell’ambito della programmazione e dell’organizzazione del nuovo Piano Sanitario Regionale ,puo’ autorizzare l’attivazione di nuove unita’ operative complesse ad elevata assistenza ricomprese nell’allegato A”Alta specialita’” come da decreto del 27 maggio 2003 “piano di rimodulazione della rete ospedaliera” oltreche’ nuove unita’ operative complesse in discipline Oncologiche nei presidi ospedalieri o nelle aziende ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale” ,forse salveranno l’ Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele III di Gela ed il suo ambito territoriale. Tale condizione infatti proposta in data 7 febbraio 2009 alla VI commissione Sanità dal Movimento Polo Oncologico di Gela e presa in atto in data 12 Febbraio 2009, ribadisce l’importanza dei siti ad alto impatto ambientale come sede di Azienda Ospedaliera di riferimento. La legge 248/A licenziata in commissione vede infatti all’art.lo 6 (Area Vasta) comma 4/b, la identificazione in sicilia di aree di riferimento omogenee nell’ambito delle quali attivare tipologie di intervento per corrispondere a specifiche esigenze assistenziali connesse anche alle peculiarità locali e territoriali. Giusto in questo senso l’emendamento alla legge che sarà proposto in aula a favore di tale posizione ed in maniera bipartizan da un gruppo di parlamentari dell’UDC-PDL ed MPA e dall’On. Miguel Donegani (PD) che pone l’attenzione all’art.lo 11 comma 3 specificando le esigenze assistenziali connesse alla peculiarità territoriale derivante dalla presenza del polo petrolchimico e dalla grande incidenza delle patologie da industrializzazione a Gela. Condizione utile che sembra avere un ampio schieramento nell’ambito dei 90 deputati dell’ARS che si troveranno nei prossimi giorni a licenziare definitivamente la nuova legge 248/A di riordino del sistema sanitario siciliano e nell’ambito del piano di rientro che permetterà alla Sicilia di recuperare un miliardo e seicento milioni di euro dal ministero della salute.


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