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La via diretta (3): Le parole che non esistono / Cose che abbiamo scoperto

L’autore si chiama Paolo Casarini e i due libri di cui voglio parlarvi sono Dizionario delle Parole che Non esistono (giunto alla seconda edizione) e Cose che abbiamo scoperto...

di Alessandra Calanchi - martedì 21 luglio 2026 - 506 letture

Ho fatto una scoperta che mi cambierà la vita, e voglio condividerla con voi.

L’autore si chiama Paolo Casarini e i due libri di cui voglio parlarvi sono Dizionario delle Parole che Non esistono (giunto alla seconda edizione) e Cose che abbiamo scoperto. Entrambi pubblicati da PAOLO CASARINI IDEE nel 2025. Mi si è aperto un mondo, che dico, un universo su un modo di pensare, di scrivere, di ragionare che è tanto pazzesco quanto intelligente e acuto. Mai più senza!

Partiamo con le parole che non esistono. Il Dizionario delle Parole che Non esistono raccoglie parole che “Sarebbero Potute Esistere” ma che per un motivo o per l’altro non esistono. Ce ne sono 1000 – e chissà, magari in qualcuna soffierà l’alito della vita e uscirà dal libro... Ma di sicuro sarà rimpiazzata da altre.

Ve ne presento solo qualcuna, per ragioni di spazio (e anche perché spero che lo acquisterete).

Ce ne sono di tutti i tipi. Parole commoventi come “britùglia” – la cui definizione è “vegetazione che cresce tra le fessure del cemento”, surreali come “brugnare” (sognare di essere un cavallo), divertenti come “rublentire” (inciampare o sbattere contro un oggetto molto visibile dopo aver pensato o ironizzato sul fatto di inciamparci). Alcuni termini sono in realtà utilissimi a colmare dei vuoti evidenti nella conversazione contemporanea, ad esempio uno “snòlico” è una “persona che tende a inviare messaggi vocali lunghi, lenti e spesso poveri di contenuto”, mentre “inzittare” dà finalmente un nome all’atto di “Cercare con l’unghia l’inizio del nastro adesivo”.

Il tutto corredato di pronuncia fonetica ed esempi, come un vero dizionario che si rispetti. Insomma, un testo che denota arguzia, erudizione, giocosità e un amore profondissimo per la lingua italiana, spesso bistrattata da un eccesso di anglicismi ma anche da neo-parole orribili come maranza o remigrazione (che sì, quelle dovrebbero essere parole che non esistono, e anzi vorrei cancellarle appena scritte, maranza e remigrazione, fino a lasciare solo i segni di cancellazione ------ e -------).

Questo volumetto mi ricorda un po’ il Dizionario del diavolo di Ambrose Bierce – sebbene scritto oltre un secolo fa (1906), hanno molte cose in comune e credetemi è un grande complimento per Casarini perché Bierce è stato un GRANDE. Così come il suo traduttore, l’indimenticabile Guido Almansi.

Quanto alle Cose che abbiamo scoperto, iniziamo col dire che reca in copertina il logo del CSEI ovvero Centro Studi Estremamente Importanti – e già basterebbe questo per trovarlo irresistibile. Le domande che agganciano poi l’attenzione, tipo “La coppetta media conviene?” o “Perché ci sono così poche cose blu?”, hanno la loro spiegazione scientifica autorevolissima.

Anche qui traggo un parallelo con una realtà d’oltre oceano, il celebre IG Nobel Prize nato nel 1991 dalla rivista Annals of Improbable Research, con sede a Cambridge, Mass., che parodiando il Nobel “serio” ogni anno assegna premi alle ricerche più assurde. Si parla di teletrasporto, del numero di spaghetti che ci sono in una confezione di varie marche messe a confronto, dei giorni della settimana, di uccelli e delfini, con tavole a colori… il tutto in un linguaggio divulgativo ma anche scientifico, ironico ma anche professionale. Il fascicolo termina con uno studio (che definirei appunto Estremamente Importante) sulla lattuga Iceberg.

Guardare la realtà da una prospettiva ribaltata – quello che non esiste, quello che appare inutile, le scoperte bizzarre – ci aiuta a rimetterci in pari con la nostra umanità, la nostra vorace e sana curiosità spesso mortificata dalla routine e dalla malinconia esistenziale. Sono due letture che raccomando a tutti: meglio di un classico, meglio di un farmaco, meglio perfino di una vacanza. Sfogliare queste pagine è un toccasana per l’anima, per la mente e anche per la nostra autostima. Sì, perché nel nostro piccolo, abbiamo di sicuro, a volte, immaginato di poter inventare parole, o di fare scoperte sensazionali. Non con ambizione e presunzione, però: sempre sol sorriso, col sense of humor, con quel salva-vita che è l’ironia.

Accanto a Nature, accanto a Wired, accanto a Limes, accanto a Internazionale, accanto a Girodivite, accanto ai vostri giornali e libri del cuore, non possono mancare queste due eccellenti testimonianze che esiste ancora Vita sulla Terra. E visitate il sito www.paolocasarini.it perché non ci sono solo questi due libri nella sua luminosa carriera. Per esempio… Frasi che vanno a capo che è anche collegato a un concorso. E QUI potete anche suggerire nuove parole che non esistono.


Su Paolo Casarini leggi anche: Il tempo delle parole.



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