La via diretta (2): Simposio di classe
Prendiamo oggi in considerazione un altro “autopubblicato”. Attenzione, non siamo davanti al capolavoro della letteratura del nostro secolo – per quanto, chi può dirlo? Ai posteri… – ma...

- Copertina di Simposio di Classe, di Riccardo Giacomini
Prendiamo oggi in considerazione un altro “autopubblicato”. Attenzione, non siamo davanti al capolavoro della letteratura del nostro secolo – per quanto, chi può dirlo? Ai posteri… – ma l’esperimento che sottende questo romanzo, scritto da un autore giovanissimo al suo esordio, mi ha colpita. In Simposio di classe, infatti, Riccardo Giacomini (nato nel 2006) inventa una storia i cui protagonisti sono se stesso e i suoi compagni di classe diplomati al Liceo Classico Raffaello di Urbino nel 2025. Fin qui, nulla di particolarmente originale… senonché la vicenda è ambientata quindici anni dopo.
Giacomini inverte la tendenza a ricordare l’età scomoda e spensierata dell’adolescenza quando si è arrivati almeno agli -anta, e fa un salto in avanti nel tempo, immaginandosi – insieme ai suoi amici e amiche – all’età di 35 anni.
L’espediente iniziale è un matrimonio – anche qui nulla di particolarmente originale, se non che l’autore esplora con puntualità e accuratezza ogni possibile cambiamento, crescita personale, permanenza (o meno) di innocue idiosincrasie, fino a spingersi a ipotizzare futuri tanto inventati quanto plausibili – una missione di pace in Burkina Fasu nel 2036, gare di appalti per la ricostruzione di Foggia, imminenti Olimpiadi a Mosca – e un reticolo avvincente di fatti più o meno criminosi (droga, tangenti) che danno al romanzo un ritmo serrato.
I ritratti degli ex compagni e compagne, come del “Don”, sono decisamente convincenti, pur con qualche perdonabile ingenuità. Molto bella l’idea di base, originale e ben strutturata, con una capacità autentica di entrare nella psicologia di tutti i personaggi, soprattutto considerando che parliamo – ripeto – di quindici anni dopo il momento in cui è stato scritto. Spero che gli amici di Riccardo lo abbiano apprezzato come merita, e aggiungo (dulcis in fundo) che anche il Premio ricevuto di recente va nella direzione di una ricezione positiva. Merito del romanzo, ma anche del Centro Socio-Culturale “900 - Pino Monaldi” di Pesaro e del suo presidente Viller Montanari, visto che il 19 giugno, nel corso di una giornata speciale a conclusione delle attività “Incontra l’Autore” coordinate dall’eccellente Graziano Zambarda, la giuria incaricata ha premiato proprio questo giovane scrittore.

- Riccardo Giacomini
“Un ringraziamento speciale va a Graziano Zambarda che ha creduto in me rendendomi partecipe di questo progetto”
Il ragazzo ha stoffa. Vogliamo aiutarlo nel suo sogno di proseguire la carriera di scrittore?
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