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La storia del bombardamento della Rainbow Warrior

Non si può affondare l’arcobaleno

di GREENPEACE - giovedì 31 luglio 2025 - 944 letture

40 anni fa, la prima nave ammiraglia Rainbow Warrior fu bombardata e affondata nel porto di Auckland da agenti dei servizi segreti francesi. Il nostro amico e collega, il fotografo Fernando Pereira, fu ucciso nell’attacco.

Oggi, mentre onoriamo Fernando, e tutti coloro che furono coinvolti nel bombardamento nel 1985, ricordiamo che gli aggressori non hanno solo cercato di affondare una nave. Hanno cercato di affondare un movimento, ma hanno fallito. “Non si può affondare un arcobaleno” è diventato un grido di resistenza e un appello al coraggio.

Mai come oggi abbiamo bisogno di questo coraggio.

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Rainbow Warrior

Nel 2025 la società civile è sotto assedio: pressioni, minacce e tentativi di silenziare il dissenso arrivano da attori potenti e privi di scrupoli.

Si può conoscere la storia di Fernando e del bombardamento della Rainbow Warrior nel documentario qui sotto, realizzato per onorarne la memoria e per continuare a parlare in nome di chi non ha voce.

L’attentato di 40 anni fa alla Rainbow Warrior non ci ha fermati, abbiamo continuato a protestare in maniera non violenta, manifestando il nostro dissenso contro chi deliberatamente distrugge il pianeta.

In occasione dell’anniversario dal bombardamento del 1985, la Rainbow Warrior è tornata ad Auckland, in Nuova Zelanda, dove si è illuminata come un faro di speranza. Non ci fermeremo. Non finché avremo vinto.


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