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La storia dei Siculi come esempio di insussistenza delle teorie razziali

Una migliore conoscenza della storia farebbe capire a tutti che la questione razziale non esiste
di Emanuele G. - giovedì 3 novembre 2016 - 3794 letture

I tempi che stiamo vivendo sono tempi bui poiché vanno consolidandosi idee, concetti, pensieri ed opinioni totalmente erronee ed avventate.

Una di queste idee è quel bislacco concetto di purezza della razza come se il nostro codice genetico fosse esente da qualsiasi contaminazione con altri popoli. La storia e la genetica, al contrario, hanno dimostrato come assolutamente prive di fondamento tale credenza. La razza pura per eccellenza non esiste. La razza umana è un lento accumularsi di sedimentazioni genetiche dovute all’estrema mobilità dei popoli fin dall’antichità. In ognuno di noi, per dunque, c’è un corredo genetico in cui appare evidente che siamo il frutto dell’incontro, lungo i millenni, di vari popoli ed etnie.

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione per confermare la succitata tesi la storia dei Siculi.

Nel 7000 aC nel Belucistan (Pakistan) vi era una civiltà molto progredita. Quella della città di Mehrgarh. Una città che allora arrivò ad avere ben 25000 abitanti. Era la città più progredita al mondo tanto da poter effettuare trapanazioni dentarie.

Tuttavia, la siccità del territorio costrinse la popolazione ad iniziare un viaggio verso nord per raggiungere aree situate fra il Mar Caspio, il Caucaso e il Mar Nero. Per gli archeologi lì nacque la civiltà pre-indoeuropea.

Nel 5500 aC il Mediterraneo, per via dell’innalzamento della temperatura terrestre, invase il Mar Nero costringendo le popolazioni che si erano stanziate al nord del succitato mare ad emigrare in tutte le direzioni (forse è questo il diluvio biblico?).

Una parte di quelle popolazioni si stabilirono fra la Romania e l’Ucraina dando vita alla civiltà di Cucuteni (Romania) e Trypillian (Ucraina). Come i loro antenati di Mehrgarh loro esprimevano una civiltà matriarcale basata sulla grande madre e le tombe dette “ad utero”. Una civiltà pacifica.

Nel 4000 aC giunsero dalle steppe asiatiche delle popolazioni bellicose. Ciò provocò una sintesi fra la civiltà di Cucuteni-Trypillian e queste popolazioni nomadi. La società divenne patriarcale e guerriera. Il simbolo indicativo era il triskele che era una trasposizione di una simbologia indiano secondo cui il Dio indiano Shiva sciaccia i demoni.

In quel periodo nasce il popolo dei Siculi dall’indoeuropeo “sickle” che significa falce. Da “sickle” deriva in nome Sicilia e il fatto che il nostro nome geografico significhi falce indica un fatto evidente: la Sicilia era nell’antichità la terra agricola per eccellenza. Parlavano – i Siculi – una sorte di dialetto sanscrito ossia la lingua antica degli indiani. Bisogna dire che fra l’Ungheria e la Romania esiste tutt’ora un’etnia che ha un nome incredibile: Siculi!

Nel 3500 aC cominciano ad invadere i Balcani. Distrussero ad esempio l’evoluta civiltà di Virca. Un loro condottiero – Adrano – dopo la sua morte fu divinizzato. In suo onore fu fondata la città di Adria, fu dato il nome di Adriatico al mare collocato fra l’Italia e i Balcani ed altri toponimi ci ricordano di Adrano. Adrano era il Dio della Guerra.

Dopo aver invaso i Balcani giunsero in Italia. Punto di arrivo fu la zona della città di Ascoli Piceno. Allora avevano un re leggendario chiamato Aso. In onore di Aso fu fondata la città di Asoli poi Ascoli Piceno. Da lì iniziò l’invasione dell’Italia dall’Appennino Tosco-Emiliano fino al Sud. A riprova dell’importanza dei Siculi c’è da dire che la valle a Nord del Gran Sasso si chiama Valle dei Siculi. Inoltre, fu inaugurata una strada negli Abruzzi che si chiamava la Strade dei Ciciliani.

Bisogna dire a questo punto che la storiografia ufficiale non da la giusta importanza al popolo dei Siculi in quanto preferisce circoscrivere la storia dell’Italia di quei secoli a Romani, Greci ed Etruschi. Invece, sarebbe ora di riscrivere la storia dell’Italia partendo dal fatto che è stato il popolo dei Siculi a fondare la storia della nostra Italia. Storici ottocenteschi affermavano che le divinità romane erano in realtà leggendari condottieri siculi come il re Giano.

Nel 1350 aC arriva sul proscenio della storia italiana re Italo che riuscì a unire in una confederazione tutti i popoli siculi d’Italia. Da re Italo deriva il nome della nostra patria: Italia. Lui sconfisse gli Enotri popolazione stanziale fra Campania, Basilicata e Calabria.

Cinquant’anni dopo sbarcano in Sicilia e cacciano sulle montagne i pacifici e matriarcali Sicani. Ad esempio, Pantalica è un insediamento Sicano.

Alcune considerazioni storiche di riferimento. Siamo nel 1300 aC. Un periodo fondamentale della storia dell’uomo poiché avviene il passaggio dall’età del bronzo a quella del ferro. In quel periodo avvengono due fatti storici di particolare importanza storica per gli equilibri politici della Grecia, dell’Asia Minore (Turchia) e Medio Oriente. Il primo riguarda l’invasione della Grecia da parte degli Achei. Sempre in quel periodo la parte orientale del Mediterraneo subì l’invasione dei c.d. “popoli dei mari” che provenivano dai Balcani e dalla Turchia. Per caso sia gli Achei che i "popoli del mare" sono stati costretti a trasmigrare a seguito dell’espansionismo prima nei Balcani e dopo in Italia dei Siculi?

I Siculi giunti in Sicilia verso il 1300 aC erano, di conseguenza, un popolo originatosi da un lungo percorso di formazione che investe l’India, il Pakistan, le steppe asiatiche, il Caucaso, il Mar Nero e l’Europa Balcanica. E tutto questo processo di formazione è presente nel codice genetico attuale di noi tutti siciliani. Quindi, siamo ancora in grado di affermare che esiste la c.d. "razza pura"? Se uno la vede dal lato siciliano tale concetto è del tutto improponibile.

CREDITI FOTOGRAFICI: La foto di copertina raffigurante una moneta dedicata al Dio Adrano massima divinità dei Siculi è presa dal sito http://i47.tinypic.com


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