La speranza di un nuovo Ospedale pubblico a Siracusa
La notizia del finanziamento per l’Ospedale nuovo di Siracusa. Un cammino iniziato nel 1994...
Aprile 1994. Facevo parte di una delegazione della Camera del Lavoro che avrebbe dovuto incontrare a Siracusa nel corso di una riunione sulla Sanità l’assessore regionale dell’epoca Antonio Borrometi.
L’incontro non era che un invito a Lentini per discutere dello sblocco del primo stralcio di finanziamento del nuovo ospedale di Poggio Roggio.
Che avvenne puntualmente alla fine di maggio, nei locali del distretto territoriale di Piazza Aldo Moro, alla presenza dei sindaci della zona, i dirigenti sanitari e tante altre personalità del mondo politico e sindacale.
Alla fine della discussione l’assessore s’impegnò, cosa che fece, di firmare il decreto per l’avvio dello sblocco del finanziamento e avviare l’iter dell’appalto concorso e successivamente l’inizio dei lavori.
Che per tante traversie durarono 25 anni dal giorno della delibera del comitato di gestione del 1986 al 2011 anno di trasferimento del vecchio al nuovo ospedale.
Sono stati anni di lotte e impegno civile corale e unitario riguardante la città e i comuni del circondario. Che non sono mai finiti anche per migliorarne gli standard qualitativi e che non si fermano per affermare il diritto alla salute.
Nel corso dell’incontro a Siracusa con l’assessore Borrometi ho appreso che stavano per discutere e lanciare la proposta di una nuova struttura ospedaliera a Siracusa per farne un centro di riferimento provinciale.
Siamo nella primavera del 1994 dello scorso secolo.
A 32 due anni da quella data, ho letto in questi giorni della copertura del finanziamento completo di 400 milioni di euro, finalmente si potrà parlare dell’avvio dell’iter procedurale per arrivare al giorno della posa della prima pietra.
Spero che non ci siano traversie, come quelle dell’ospedale di Lentini, e che tutto proceda nei tempi programmati.
Una cosa però la voglio dire che non accetto questa corsa alle dichiarazioni da primi della classe. Non ci sono medaglie da mettere al petto, ma qualche riflessione autocritica da fare per tutto il tempo trascorso.
Nel tempo ho visto interessamenti vari, ma mai manifestazioni e movimenti spontanei come altrove. Nessuna polemica ma realtà.
Spero di vedere la struttura in piedi come quella di Lentini, e che il servizio pubblico vada avanti e che non prevalga il privato.
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