La scuola per i “padroni”
Si è passati da una scuola funzionale al mercato alla condanna per la sovraistruzione. Quest’ultima è definita una “piaga”...
Su talune riviste online molto seguite dai docenti sono presenti interventi sullo scollamento tra scuola e mercato del lavoro. La finestra di Overton è sempre in azione e negli ultimi interventi si nota uno slittamento ulteriore verso l’eguagliamento dell’ignoranza.
Si è passati da una scuola funzionale al mercato alla condanna per la sovraistruzione. Quest’ultima è definita una “piaga”, in quanto spesso si ricoprono ruoli con una istruzione superiore al ruolo richiesto. Piaga è definita l’istruzione eccedente, per cui bisogna istruire, si deduce, stando all’interno del perimetro del ruolo che si assumerà. Sono anche profeti, riescono in un mercato evanescente anche a predire con certezza il ruolo che un futuro diplomato o laureato ricoprirà.
Si passa dalla società fluida con tanto di inni alla precarietà ad una visione in cui bisogna incardinare il lavoratore in un ruolo per sempre.
Il neofeudalesimo è fra di noi.
Il lavoratore non è più “persona” da formare nella sua globalità umana, relazionale e professionale, ma è una macchina da costruire, in modo che sia perfettamente adeguata al suo ruolo. L’istruzione eccedente è pensiero, è consapevolezza ed è creatività e di tali qualità il sistema non ha più bisogno, per cui si deve agire radendo al suolo le informazioni inutili in modo da modellare il lavoratore organico al ruolo.
La cultura non è un valore per i padroni e signori del capitale, è un limite, perché è foriera di pensiero. Temono, le loro signorie, lo stato di frustrazione di un lavoratore laureato che ricopre il ruolo di un diplomato. Naturalmente tanta inaudita sensibilità cela il timore che la rabbia possa diventare motivazione alla lotta o pretesa di stipendi più alti. Alle scuole ormai asservite il compito di eliminare la cultura, inutile orpello del passato, e inaugurare il tempo degli automi capaci di eseguire solo gli ordini padronali.
Negli Stati del Sud degli Stati Uniti gli schiavisti giustificavano l’ignoranza in cui erano tenuti gli schiavi neri con l’inutilità dell’istruzione per “il lavoro” che dovevano svolgere. Siamo in una situazione simile.
Il disprezzo verso i lavoratori è il sintomo del divorzio tra le oligarchie e l’umanità valutata globalmente come una massa informe da addestrare a prendere la forma del sistema. Per risolvere il disallineamento la ricetta è quella di sempre adeguare l’istruzione al mercato per cui, mia deduzione, taglio delle materie classiche e sempre meno italiano, in fondo un lavoratore, per loro, non è una persona, ma è un bullone all’interno di una macchina che deve espellere tutto ciò che è inutile.
Le ore delle discipline formative, questo è l’indirizzo, devono essere sostituite con i laboratori. Gli studenti vengono inviati a istruirsi negli stati che applicano la didattica laboratoriale e al loro ritorno diffondono la buona novella della scuola di sole mani e per le sole mani. Ai lavoratori un’anima e la coscienza politica e sociale non serve, sono condannati ad essere strumenti della macchina. Per me che ho vissuto in un tempo in cui la formazione era un bene a prescindere dal ruolo, perché essa umanizzava e rendeva le persone più felici ed eguali, leggere la normalità con cui si fa strada il deserto del neofeudalesimo gerarchico del capitale è inquietante.
La schiavitù legalizzata è fra di noi, poiché un lavoratore la cui esistenza è a misura del mercato, è uno schiavo a tutti gli effetti, perchè può solo obbedire. Non ci sono azioni e reazioni a tale riduzionismo che vorrebbe fondare una classe di lavoratori, i quali devono essere presenze produttive con la mente spenta, su questo dato dovremmo riflettere.
Il male avanza e non incontra resistenze. L’inganno del capitalismo è offrire la scuola per tutti, promuovendo senza limiti, e in tal modo si guadagna il consenso degli studenti, dei genitori e dei docenti chiamati a trasformarsi in intrattenitori sociali. Questa è la trappola da disinnescare.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -